diego fasano salvatore ansani esurv

"EXODUS" DI MASSA – L’AMMINISTRATORE DELEGATO E IL DIRETTORE TECNICO DELLA E-SURV SONO STATI ARRESTATI: HANNO RUBATO GLI ATTI DI 898 INCHIESTE E FATTO ALMENO 234 INTERCETTAZIONI ILLEGALI – L’AZIENDA SVOLGEVA INTERCETTAZIONI PER CONTO DELLE PROCURE CON LA PIATTAFORMA "EXODUS" MA TRASFERIVA LE INFORMAZIONI IN UN ARCHIVIO SEGRETO, FORSE PER FARE ATTIVITÀ DI DOSSIERAGGIO. IL TUTTO AVVENIVA TRAMITE UN VIRUS CHE VENIVA INVIATO NEI CELLULARI E DIVENTAVA ATTIVO SEMPLICEMENTE…

Fulvio Bufi e Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

esurv 2

Hanno rubato gli atti di 898 inchieste giudiziarie e hanno effettuato almeno 234 intercettazioni illegali. Hanno carpito i dati personali di migliaia di persone, ma anche i video, le foto, le chat private. Per questo sono stati arrestati dal giudice di Napoli l' amministratore delegato della E-surv Diego Fasano e il direttore tecnico Salvatore Ansani.

 

diego fasano salvatore ansani esurv

Arriva dunque a una nuova e clamorosa svolta l' indagine sull' azienda calabrese incaricata di svolgere intercettazioni per conto di numerose Procure italiane utilizzando la piattaforma Exodus ma che aveva invece trasferito le informazioni in un archivio segreto. Anche perché si scopre che lo stesso sistema era stato acquistato dai servizi segreti e adesso bisognerà scoprire che uso sia stato fatto del materiale ottenuto.

 

diego fasano 1

Una delle ipotesi esplorate dal procuratore Gianni Melillo e dall' aggiunto Vincenzo Piscitelli è che dietro questa raccolta di dati segreti ci sia un' attività di dossieraggio. Ricatti che potrebbero aver coinvolto politici, funzionari pubblici, imprenditori, personalità delle istituzioni. Le inchieste «spiate» riguardavano infatti reati gravi - per cui è possibile attivare le intercettazioni - dunque associazioni per delinquere, corruzioni, e tutti gli altri illeciti legati alla pubblica amministrazione, oltre naturalmente al terrorismo e alla criminalità organizzata. Bastava avere le chiavi di accesso ed era possibile analizzare tutto il materiale raccolto dalle Procure.

 

esurv exodus

Ad alcuni «clienti» i manager avevano comunicato le password «Pippo e Topolino» per entrare nell' archivio segreto. Lì potevano «effettuare l' accesso da remoto ai file contenuti sulla piattaforma web, ai dati della rubrica di un Imei infettato in un procedimento penale, visionare lo schermo di uno smartphone, visionare il brogliaccio di una ambientale telematica, una ripresa video e il registro delle chiamate telefoniche». In questo modo era possibile sapere i nomi degli indagati, le verifiche in corso, il contenuto delle conversazioni intercettate. La polizia postale, i carabinieri del Ros e la Guardia di finanza stanno visionando tutti i fascicoli copiati e trasferiti su un server estero, ma anche la memoria degli smartphone rubata grazie a un «captatore».

 

salvatore ansani esurv

L' altra caratteristica del sistema Exodus era infatti quella di effettuare intercettazioni illegali inviando nei telefonini e nei tablet un virus che diventava attivo semplicemente scaricando alcune app. Uno degli indagati ha accettato di collaborare con i magistrati e ha raccontato che cosa avveniva alla E-surv. Si chiama Francesco Pompò, è uno specialista informatico.

 

esurv

Il suo verbale è allegato all' ordinanza di cattura dei manager: «Dopo aver inoculato il virus nel dispositivo target, il virus esfiltrava i dati dai bersagli facendoli viaggiare in chiaro su un canale cifrato e una volta arrivati a destinazione venivano memorizzati in chiaro sui server... Una volta appostati sui server, i dati in chiaro venivano salvati all' interno di cartelle senza una struttura governata dai database. Le cartelle erano organizzate per codice identificativo». Una vera e propria schedatura. E questo ha alimentato il sospetto che in realtà i manager siano soltanto esecutori di un' organizzazione ben più ampia che potrebbe avere referenti anche all' interno degli apparati statali.

SPIARE SMARTPHONE INTERCETTAZIONI

Pompò consegna agli inquirenti dettagli inquietanti. «Ricordo di aver visto sul monitor di Ansani alcune fotografie di un soggetto di verosimile origine araba che praticava uno strano rito di purificazione del proprio sangue e Ansani mi disse che dovevamo essere orgogliosi perché aiutavamo lo Stato e la nazione a combattere il terrorismo e a tenere i nostri cari al sicuro».

Ma quel che più ha allarmato gli inquirenti è il dettaglio sulle intercettazioni illegali.

diego fasano

Racconta Pompò: «Ansani mi riferì dopo l' estate 2017 che vi erano target che definiva "volontari", cioè soggetti "bersaglio" intercettati a loro insaputa per il solo fatto di aver scaricato l' applicazione infettata. Mi spiegò che effettuavano test e loro avevano "garanzie funzionali" per poter operare in quel modo».

Le «garanzie funzionali» in realtà vengono concesse soltanto agli agenti segreti. Chi erano dunque realmente i manager della E-surv? Possibile che fossero al servizio degli 007? La Procura di Napoli ha chiesto all' Aise e all' Aisi se abbiano Exodus e le agenzie di intelligence avrebbero ammesso di averlo acquistato ma non utilizzato perché difettoso. Una spiegazione che però non è sufficiente e dunque altre verifiche sono già state avviate.

esurv 3

Ultimi Dagoreport

bergoglio papa francesco salma

QUANDO È MORTO DAVVERO PAPA FRANCESCO? È SUCCESSO ALL’ALBA DI LUNEDÌ, COME DA VERSIONE UFFICIALE, O NEL POMERIGGIO DI DOMENICA? - NELLA FOTO DELLA SALMA, SI NOTA SUL VOLTO DEL PONTEFICE UNA MACCHIA SCURA CHE POTREBBE ESSERE UNA RACCOLTA DI SANGUE IPOSTATICA, COME ACCADE NELLE PERSONE MORTE GIÀ DA ALCUNE ORE - IN TALE IPOTESI, NON DOVREBBE MERAVIGLIARE IL RISERBO DELLA SANTA SEDE: I VERTICI DELLA CHIESA POTREBBERO AVER DECISO DI “POSTICIPARE” LA DATA DELLA MORTE DEL SANTO PADRE, PER EVITARE DI CONNOTARE LA PASQUA, CHE CELEBRA IL PASSAGGIO DA MORTE A VITA DI GESÙ, CON UN EVENTO LUTTUOSO - UN PICCOLO SLITTAMENTO TEMPORALE CHE NULLA TOGLIE ALLA FORZA DEL MAGISTERO DI FRANCESCO, TERMINATO COME LUI VOLEVA: RIABBRACCIANDO NEL GIORNO DELLA RESURREZIONE PASQUALE IL SUO GREGGE IN PIAZZA SAN PIETRO. A QUEL PUNTO, LA MISSIONE DEL “PASTORE VENUTO DALLA FINE DEL MONDO” ERA GIUNTA AL TERMINE...

jd vance papa francesco bergoglio

PAPA FRANCESCO NON VOLEVA INCONTRARE JD VANCE E HA MANDATO AVANTI PAROLIN – BERGOGLIO HA CAMBIATO IDEA SOLO DOPO L’INCONTRO DEL NUMERO DUE DI TRUMP CON IL SEGRETARIO DI STATO: VANCE SI È MOSTRATO RICETTIVO DI FRONTE AL LUNGO ELENCO DI DOSSIER SU CUI LA CHIESA È AGLI ANTIPODI DELL’AMMINISTRAZIONE AMERICANA, E HA PROMESSO DI COINVOLGERE IL TYCOON. A QUEL PUNTO IL PONTEFICE SI È CONVINTO E HA ACCONSENTITO AL BREVE FACCIA A FACCIA – SUI SOCIAL SI SPRECANO POST E MEME SULLA COINCIDENZA TRA LA VISITA E LA MORTE DEL PAPA: “È SOPRAVVISSUTO A UNA POLMONITE BILATERALE, MA NON È RIUSCITO A SOPRAVVIVERE AL FETORE DELL’AUTORITARISMO TEOCRATICO” – I MEME

jd vance roma giorgia meloni

DAGOREPORT – LA VISITA DEL SUPER CAFONE VANCE A ROMA HA VISTO UN SISTEMA DI SICUREZZA CHE IN CITTÀ NON VENIVA ATTUATO DAI TEMPI DEL RAPIMENTO MORO. MOLTO PIÙ STRINGENTE DI QUANTO È ACCADUTO PER LE VISITE DI BUSH, OBAMA O BIDEN. CON EPISODI AL LIMITE DELLA LEGGE (O OLTRE), COME QUELLO DEGLI ABITANTI DI VIA DELLE TRE MADONNE (ATTACCATA A VILLA TAVERNA, DOVE HA SOGGIORNATO IL BUZZURRO), DOVE VIVONO DA CALTAGIRONE AD ALFANO FINO AD ABETE, LETTERALMENTE “SEQUESTRATI” PER QUATTRO GIORNI – MA PERCHÉ TUTTO QUESTO? FORSE LA SORA “GEORGIA” VOLEVA FAR VEDERE AGLI AMICI AMERICANI QUANTO È TOSTA? AH, SAPERLO...

giovanbattista fazzolari giorgia meloni donald trump emmanuel macron pedro sanz merz tusk ursula von der leyen

SE LA DIPLOMAZIA DEGLI STATI UNITI, DALL’UCRAINA ALL’IRAN, TRUMP L’HA AFFIDATA NELLE MANI DI UN AMICO IMMOBILIARISTA, STEVE WITKOFF, DALL’ALTRA PARTE DELL’OCEANO, MELONI AVEVA GIÀ ANTICIPATO IL CALIGOLA DAZISTA CON LA NOMINA DI FAZZOLARI: L’EX DIRIGENTE DI SECONDA FASCIA DELLA REGIONE LAZIO (2018) CHE GESTISCE A PALAZZO CHIGI SUPERPOTERI MA SEMPRE LONTANO DALLA VANITÀ MEDIATICA. FINO A IERI: RINGALLUZZITO DAL FATTO CHE LA “GABBIANELLA” DI COLLE OPPIO SIA RITORNATA DA WASHINGTON SENZA GLI OCCHI NERI (COME ZELENSKY) E UN DITO AL CULO (COME NETANYAHU), L’EMINENZA NERA DELLA FIAMMA È ARRIVATO A PRENDERE IL POSTO DEL MINISTRO DEGLI ESTERI, L’IMBELLE ANTONIO TAJANI: “IL VERTICE UE-USA POTREBBE TENERSI A ROMA, A MAGGIO, CHE DOVREBBE ESSERE ALLARGATO ANCHE AGLI ALTRI 27 LEADER DEGLI STATI UE’’ – PURTROPPO, UN VERTICE A ROMA CONVINCE DAVVERO POCO FRANCIA, GERMANIA, POLONIA E SPAGNA. PER DI PIÙ L’IDEA CHE SIA LA MELONI, OSSIA LA PIÙ TRUMPIANA DEI LEADER EUROPEI, A GESTIRE L’EVENTO NON LI PERSUADE AFFATTO…

patrizia scurti giorgia meloni giuseppe napoli emilio scalfarotto giovanbattista fazzolari

QUANDO C’È LA FIAMMA, LA COMPETENZA NON SERVE NÉ APPARECCHIA. ET VOILÀ!, CHI SBUCA CONSIGLIERE NEL CDA DI FINCANTIERI? EMILIO SCALFAROTTO! L’EX “GABBIANO” DI COLLE OPPIO VOLATO NEL 2018 A FIUMICINO COME ASSESSORE ALLA GIOVENTÙ, NON VI DIRÀ NULLA. MA DAL 2022 SCALFAROTTO HA FATTO IL BOTTO, DIVENTANDO CAPO SEGRETERIA DI FAZZOLARI. “È L’UNICO DI CUI SI FIDA” NELLA GESTIONE DI DOSSIER E NOMINE IL DOMINUS DI PALAZZO CHIGI CHE RISOLVE (“ME LA VEDO IO!”) PROBLEMI E INSIDIE DELLA DUCETTA - IL POTERE ALLA FIAMMA SI TIENE TUTTO IN FAMIGLIA: OLTRE A SCALFAROTTO, LAVORA PER FAZZO COME SEGRETARIA PARTICOLARE, LA NIPOTE DI PATRIZIA SCURTI, MENTRE IL MARITO DELLA POTENTISSIMA SEGRETARIA-OMBRA, GIUSEPPE NAPOLI, È UN AGENTE AISI CHE PRESIEDE ALLA SCORTA DELLA PREMIER…

francesco milleri andrea orcel carlo messina nagel donnet generali caltagirone

DAGOREPORT - A CHE PUNTO È LA NOTTE DEL PIÙ GRANDE RISIKO BANCARIO D’ITALIA? L’ASSEMBLEA DI GENERALI DEL 24 APRILE È SOLO LA PRIMA BATTAGLIA. LA GUERRA AVRÀ INIZIO DA MAGGIO, QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I CAVALIERI BIANCHI MENEGHINI - RIUSCIRANNO UNICREDIT E BANCA INTESA A SBARRARE IL PASSO ALLA SCALATA DI MEDIOBANCA-GENERALI DA PARTE DELL’”USURPATORE ROMANO” CALTAGIRONE IN SELLA AL CAVALLO DI TROIA DEI PASCHI DI SIENA (SCUDERIA PALAZZO CHIGI)? - QUALI MOSSE FARÀ INTESA PER ARGINARE IL DINAMISMO ACCHIAPPATUTTO DI UNICREDIT? LA “BANCA DI SISTEMA” SI METTERÀ DI TRAVERSO A UN’OPERAZIONE BENEDETTA DAL GOVERNO MELONI? O, MAGARI, MESSINA TROVERÀ UN ACCORDO CON CALTARICCONE? (INTESA HA PRIMA SPINTO ASSOGESTIONI A PRESENTARE UNA LISTA PER IL CDA GENERALI, POI HA PRESTATO 500 MILIONI A CALTAGIRONE…)