“SONO UN MOSTRO, VOGLIO MORIRE” - IL BELGIO ACCONTENTA LO STUPRATORE CHE, DOPO AVER PASSATO 30 ANNI IN CARCERE, HA CHIESTO L’EUTANASIA

Marco Zatterin per “la Stampa

 

frank van den bleekenfrank van den bleeken

Ha passato metà della vita da recluso e prima non gli era andata meglio. Trent’anni fa Frank Van Den Bleeken ha violentato e ucciso una ragazza di 19 anni nel porto di Anversa, la vittima più sfortunata di una lunga serie di donne aggredite e stuprate, ai margini del quartiere a luci rosse dove lavorava. Un’infanzia dannata, la sua, passata in un istituto per malattie mentali dove fu oggetto di abusi d’ogni sorta.

 

Dagli Anni 90 ha perso la libertà, in tempi recenti è stato accolto da un centro psichiatrico a Merksplas, blindato al confine con l’Olanda. Soffre di turbe «dolorose» da sempre e quattro anni fa ha chiesto di poter morire, l’eutanasia per farla finita. La magistratura belga ha deciso che questa sarà la fine. Il tempo di salutare i parenti e addio.

 

frank van den bleeken 5frank van den bleeken 5

Van Den Bleeken è probabilmente il primo detenuto che ha patteggiato la pena di morte di propria iniziativa. «Io non sarò mai libero - ha ammesso in una intervista il fiammingo, che oggi ha 52 anni -. La mia esistenza non ha senso, sono un pericolo per la società: fossi fuori da queste mura, lo farei di nuovo». Lucido, un criminale da film.

 

«È un uomo intelligente - ha raccontato Dirk Leestmans, un giornalista che ha intervistato il “mostro” - . Ha agito in modo orrendo, ma è consapevole e lucido. È malato: ha delle fantasie sessuali che sfuggono al suo controllo». Ha provato a suicidarsi. Molte volte. Glielo hanno impedito, tenendolo sotto sorveglianza permanente.

 

frank van den bleeken 4frank van den bleeken 4

«Sofferenza psichica insostenibile», denuncia Van Den Bleeken, sguardo di ghiaccio. Prova delle turbe profonde che gli fanno male e che prendono possesso del corpo e della mente. Per questo ha chiesto di morire, nel 2010. Tuttavia la Commissione federale per l’Eutanasia - pratica autorizzata in Belgio dal 2002 e rivista quest'anno introducendo il diritto anche per i minori - ha inizialmente risposto in modo negativo, affermando che avrebbe esaminato il caso solo qualora fosse stata certa l’assenza di altre possibilità d’intervento terapeutico. Si disse che nei Paesi Bassi esisteva un’istituzione che avrebbe potuto curarlo. Il dossier fu sospeso.

 

frank van den bleeken 3frank van den bleeken 3

Il violentatore seriale non si è arreso. Ha chiesto al ministero della Giustizia di essere trasferito in Olanda dove pensava che avrebbero fatto meno difficoltà a ucciderlo. La Corte di Appello di Bruxelles ha bloccato anche questo passaggio ritenendo che il Guardasigilli non avesse competenze. Ieri è arrivata l’intesa fra il Servizio federale pubblico della Giustizia (organismo amministrativo e non politico) e l’avvocato di Van Den Bleeken.

 

frank van den bleeken frank van den bleeken

«Il mio cliente può essere trasferito nelle prossime 48 ore in un ospedale per dare l’ultimo saluto ai famigliari e morire in modo degno», ha annunciato il legale. La legge lo consente, la popolazione l’accetta e la usa. Solo nel 2013, il numero di belgi che ha deciso di porre un termine alle loro sofferenze è cresciuto del 27%. Sono stati 1.807 i casi nel Paese dei due popoli, più nelle ricche Fiandre che nella depressa Vallonia. Il Van Den Bleeken apre una nuova categoria. Lui, da tre decenni, era a ogni effetto un cittadino «federale».

 

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