intelligenza artificiale assicurazioni

CHATGPT VIOLA LA PRIVACY, MA ANCHE LE ASSICURAZIONI NON SCHERZANO – LE COMPAGNIE SFRUTTANO GIÀ VARI SISTEMI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE, IN MANIERA PIUTTOSTO ALLEGRA. PER ESEMPIO, SERVE A VALUTARE LA PROPENSIONE AGLI INCIDENTI, O, TRAMITE IL RICONOSCIMENTO FACCIALE, PER “PREVEDERE” L’INSORGENZA  DI MALATTIE. IL RISULTATO? SARÀ L’ALGORITMO A DECIDERE SE COPRIRCI, O IN ALTERNATIVA FARCI PAGARE DI PIÙ – IL REPORT DELL’IVASS…

Estratto dell’articolo di Claudio Antonelli e Alessandro Da Rold per “La Verità”

 

L INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLE ASSICURAZIONI

Mentre infuria un dibattito fin troppo ideologico sulle richieste di adeguamento alla privacy nostrana da parte di ChatGpt, […] basta guardarsi in giro per capire che altre forme di Ia, compreso il cosiddetto machine learning, sono già in uso.

 

L’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha da poco reso pubblica una relazione sugli effetti diretti agli assicurati italiani dell’utilizzo delle nuove tecnologie digitali dopo aver inviato un questionario a 93 assicurazioni, per la maggior parte italiane e 4 extra europee.

 

intelligenza artificiale 7

Chiaramente, siamo solo agli inizi (la percentuale è ancora bassa), ma il settore assicurativo ha già cominciato a sfruttare l’intelligenza artificiale per elaborare dati e fornire nuovi servizi ai clienti. Ma questo, oltre a comportare seri rischi per la gestione dei dati e il rispetto per la privacy di noi cittadini, potrebbe portare anche a una importante revisione del metodo di accettazione di nuove pratiche fino ad arrivare a un aumento dei prezzi delle singole polizze, in particolare quelle sanitarie.

 

assicurazione per la casa 5

[…] Quattro imprese sulle 93 intervistate, hanno spiegato di avere negli ultimi anni implementato un chatbot di intelligenza artificiale. Peccato che però, a fronte di questo nuovo sforzo innovativo, non sia corrisposta un maggiore controllo nel mantenimento dei dati o nella amministrazione della nuove tecnologie.

 

[…] In ogni caso, almeno il 56% delle imprese che utilizzano algoritmi dichiara di essersi dotata di meccanismi interni per valutare la correttezza verso gli assicurati e rilevare indesiderate esclusioni o discriminazioni dei clienti: una toppa che speriamo non sia peggio del buco. Almeno 4 compagnie infatti, utilizzano chatbot anche per la determinazione del prezzo delle polizze e per identificare con maggiore facilità la clientela a rischio.

 

truffa alle assicurazioni 7

L’assicurazione può determinare così un premio il più possibile aderente alle probabilità che il cliente incorra in un sinistro, con tecniche sempre più sofisticate. […]

 

Si sfrutta l’intelligenza artificiale anche per ottimizzare i tempi stessi della di gestione di un incidente, con la valutazione del danno mediante foto effettuate e inviate dal danneggiato, poste a confronto con una banca dati di foto di danni similari già liquidati. Si sfrutta, infine, il cosiddetto machine learning anche per prevenire le intenzioni di abbandono dei sottoscrittori delle assicurazioni, spesso per fissare il prezzo “giusto” che garantisca il rinnovo della polizza.

 

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La notizia più delicata si trova però alla pagina 4 del report. Alcune compagnie utilizzano persino il riconoscimento facciale del cliente «in caso di contatto a distanza e, nelle polizze salute, per la previsione di malattie che possono insorgere con maggiore probabilità da portare alla conoscenza dell’intermediario finanziario che sottoscrive il rischio, sulla base dell’anagrafica e della storia clinica dei clienti».

 

truffa alle assicurazioni 5

Come noto, il riconoscimento facciale è una tecnica biometrica che punta a identificare la persona confrontando e analizzando modelli basati sui suoi «contorni facciali». In Italia, secondo la legge sulla privacy, si può utilizzare solo previo consenso dell’individuo coinvolto.

 

Ma è una questione su cui si dibatte da diversi anni, tanto che esistono anche applicazioni sul cellulare tramite le quali, grazie a una veloce scansione del volto, sarebbe possibile riconoscere persino malattie genetiche rare. Il margine di errore, bene ricordarlo, è molto ampio. E questo comporta una serie di rischi.

 

intelligenza artificiale 4

Innanzitutto, la possibilità che il cliente possa senza particolari spiegazioni vedersi negare il prodotto assicurativo. Il secondo rischio è di natura commerciale. Se la pratica diventasse di massa, è molto facile immaginare che meno persone verrebbero scartata, ma si ritroverebbero a pagare premi molto più alti per coprire la maggiore propensione alla spesa di indennizzo. Infine, terzo rischio di natura legale. Se ci dovessimo vedere negare una polizza a chi fare causa?

 

Alla compagnia o a chi ha sviluppato l’algoritmo. Non è una domanda buttata lì.

In Colorado da diversi mesi si sta studiando il fenomeno per evitare il rischio che l’intelligenza artificiale di fatto penalizzi le minoranze.

 

assicurazioni false vendute online 3

[…] C’è infine, un problema di trattamento di dati sanitari […]. Dettaglio non da poco. Basti pensare che diverse associazioni di agenti assicurativi si sono rivolte al Tar per segnalare diversi obblighi di utilizzo della piattaforma e presunte anomalie nella finalizzazione dei dati raccolti tramite il portale nazionale che va sotto il nome di preventivass.it. In pratica, pur essendo un portale pubblico, il database è fruibile anche dalle compagnie assicurative. Legittimo, ma senza che i clienti abbiano un ritorno se non la facile consultazione dei preventivi. Questa è una bazzecola rispetto ai temi che l’intelligenza artificiale porterà sui tavoli dei tribunali.

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