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“COME UNA BOMBA. HO ANCORA PAURA ADESSO, NON HO DORMITO” – IL RICORDO DI SALAH, IL 49ENNE MAROCCHINO, UNICO PASSEGGERO DEL TRENO FANTASMA DI TRENORD DERAGLIATO A CARNATE: “MI SONO ADDORMENTATO, HO PERSO LA FERMATA E SONO RIMASTO SUL TRENO PER TORNARE INDIETRO” – “HO VISTO IL TRENO PARTIRE, LE PORTE CHE SI CHIUDEVANO. HO CAPITO CHE C’ERA QUALCOSA DI STRANO QUANDO È PASSATO SU UN BINARIO LONTANO DALLA STAZIONE. POCO DOPO UN RUMORE FORTE, I VETRI ADDOSSO E…”

Giampiero Rossi per il "Corriere della Sera"

 

9treno deraglia a carnate

Non potevo immaginare che il treno viaggiasse da solo. Fino alla stazione di Carnate sembrava tutto normale. Poi è successo quel casino... Come una bomba. Ho ancora paura adesso, non ho dormito». Il ricordo è frammentato in fotogrammi sparsi che si sovrappongono nella concitazione del racconto.

 

Ma nonostante un italiano non sempre fluido, il quarantanovenne marocchino Salah M. non si sottrae a ripetere la sua testimonianza di unico passeggero del convoglio Trenord 10776, il «treno fantasma» che è partito da solo e ha terminato la sua corsa sbattendo contro un muro della stazioncina brianzola di Carnate.

 

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«Ho già detto tutto alla polizia», si premura di sottolineare. E in effetti gli agenti della Polfer - che quando hanno inserito le sue generalità nel terminale hanno scoperto un passato con qualche «inciampo» giudiziario - lo hanno sentito subito dopo averlo estratto dalle lamiere.

 

Innanzitutto come sta?

«Mi fa male il collo, il piede sinistro, il ginocchio, non sono riuscito a dormire, non mi sento bene...».

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Però per fortuna, visto come si è accartocciato quel treno, se l'è cavata con conseguenze lievi.

«Sì lo so, per fortuna ero nell'ultimo vagone, ma che casino...».

 

Ma lei come mai si trovava a bordo di quel treno già molto prima dell'orario di partenza dalla stazione di Paderno-Robbiate?

«Io sono partito da Milano e dovevo andare a Carnate. ma poi mi sono addormentato e ho perso la fermata e poi mi sono svegliato che il treno era arrivato all'altra stazione e tutti sono scesi».

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Quindi lei non avrebbe neanche dovuto trovarsi lì?

«No, no, io dovevo scendere a Carnate, tutto questo è successo perché ho dormito troppo. E allora sono rimasto seduto sul treno fermo aspettando di ritornare indietro».

 

Quindi il treno è partito. Ma in anticipo e a bordo c'era soltanto lei.

«Nel mio vagone ero solo, sì, ma io non ho guardato se c'era altra gente e non ho fatto caso all'orario. E come potevo pensare che non c'era nessuno a guidare? Se un treno va vuole dire che c'è qualcuno che lo fa andare».

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 Le porte erano aperte o chiuse?

 «Erano aperte, ma dopo un po' si sono chiuse».

 

Quindi a lei sembrava un viaggio normale?

«Normale, sì. Ma alla stazione di Carnate è diventato strano».

 

Cosa ha notato?

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«Che il treno non si fermava e passava su un binario lontano dalla stazione».

E cosa ricorda del momento dello schianto?

«Come quando scoppia una bomba, tutto rotto, i vetri addosso, un rumore forte, un disastro. Ho sentito male alla gamba e non riuscivo a camminare. Sono venuti a prendermi i pompieri e quelli dell'ambulanza, che mi hanno aiutato a uscire dal vagone che era finito in alto».

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Cosa farà adesso?

«Non lo so, sono a casa da mio fratello a Lecco, sento ancora male forte al collo e non sono riuscito a dormire».

 

Chiederà il risarcimento dei danni?

«Io non lo so cosa devo fare. Ho detto tutto alla polizia ho fatto tutto quello che dovevo, dopo non lo so. Chiederò a mio fratello di aiutarmi. Che casino...».

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