fiumicino aeroporto coronavirus alitalia

“L'EPIDEMIA POTREBBE TORNARE DALL'ESTERO. BISOGNA CONTROLLARE GLI AEROPORTI” - ANDREA CRISANTI: “SARA’ NECESSARIO TRACCIARE CHI ARRIVA E FARE TAMPONI MIRATI - IN FUTURO BISOGNA ESSERE PRONTI A FARE DELLE MICROZONE ROSSE, SOPRATTUTTO IN QUELLE REGIONI MENO EFFICIENTI” - “IL CALDO? E’ PRESTO PER DIRE SE AIUTERÀ. LE MUTAZIONI DEL VIRUS? MANCANO DATI E PROVE. I NUOVI CONTAGIATI SONO MENO GRAVI PERCHÉ LA POPOLAZIONE SI PRESENTA A UNO STADIO INIZIALE DELLA MALATTIA DAI MEDICI, CHE ORA NE SANNO DI PIÙ”

Francesco Rigatelli per “la Stampa”

 

crisanti

«La fase due è un terreno inesplorato per cui servono prudenza, tamponi mirati per diagnostica e sorveglianza, e prontezza nel creare microzone rosse». Andrea Crisanti, 65 anni, romano, professore ordinario di Microbiologia a Padova dopo anni all' Imperial college di Londra, è il virologo del modello veneto, ma stavolta parla di tutta l' Italia.

 

Le regioni vogliono riaprire tutto il 18, esagerano?

«Tra una settimana avremo i primi dati sulla fase due per decidere. Se i casi saranno ancora in diminuzione si potrebbe riaprire ovunque, ma suggerirei prudenza ad alcune regioni».

 

Piemonte e Lombardia?

take away plexiglass e mascherine

«Nel loro caso aspetterei qualche settimana».

 

Si rischia davvero un ritorno dei contagi?

«Tutto ciò che aumenta i contatti tra persone comporta un rischio, che diventa più accettabile con il calo dei contagi. L'epidemia non è finita e possono crearsi altri focolai. A Vo' Euganeo abbiamo dimostrato che si fermano se individuati per tempo, esaminati con i tamponi, tracciati nei loro contatti e isolati. Bisogna essere pronti a fare delle microzone rosse, soprattutto in quelle regioni dove l' organizzazione territoriale non è efficiente».

 

mascherine fai da te

Sempre Piemonte e Lombardia?

«Ci sono regioni, anche al Sud, meno organizzate di altre. Sento che si lavora per preparare i territori, ma ci vuole tempo. Per questo raccomando le microzone rosse come soluzione di emergenza per imporre il distanziamento sociale ed eventualmente chiedere l'aiuto delle regioni vicine per fare più tamponi possibile».

 

La Lombardia potrebbe ricorrere al Veneto?

«Un maggiore coordinamento non può che aiutare nella fase due».

 

Lei è passato per l'uomo dei tamponi, è così?

«Sì, ma non a tappetto come dicono. I tamponi vanno fatti mirati per mettere al sicuro un territorio e proteggere quelli confinanti. All'inizio il Veneto aveva più casi della Lombardia, ma siamo riusciti a contenerli».

 

mascherine coronavirus supermercato

I test non la appassionano?

«Non permettono di stabilire se si è guariti, valgono solo come sondaggio, e a chi risulta positivo va fatto anche il tampone».

 

Qual è la sua sensazione sulla fase due: mascherine e distanze funzionano?

«Negli ospedali con queste misure non si è infettato più nessuno. Se tutti si impegnano si può essere ottimisti. In particolare i giovani devono pensare che c' è gente che ha lavorato mesi per uscire dall' emergenza».

 

Dal 18 ripartirebbero anche le messe.

«Con il distanziamento non vedo problemi, magari senza strette di mano e comunione».

 

Il caldo aiuterà?

crisanti

«Presto per dirlo».

 

Condivide le valutazioni più o meno scientifiche sul mutamento del virus?

«Molto poco scientifiche: mancano dati e prove».

 

Come mai i nuovi contagiati sono meno gravi?

«La popolazione sensibilizzata si presenta a uno stadio iniziale della malattia dai medici, che ora ne sanno di più, e le nuove infezioni avvengono con una carica virale minore, proveniente dai pochi contagiati in giro e filtrata da mascherine».

 

Ci sarà una seconda ondata?

«Ridotta in Italia, l' epidemia potrebbe tornare dall' estero.

Bisogna controllare gli aeroporti, tracciare chi arriva e fare tamponi mirati. Servono accordi internazionali».

 

DOMENICO ARCURI MASCHERINA

Lo sa che per alcuni lei è una specie di eroe?

«Un' esagerazione, mi creda. Semplicemente ero convinto che il tampone fosse utile in un territorio con tanti asintomatici e che servisse sia come diagnosi sia per sorveglianza».

 

È vero che è tornato in auto da Londra per l' emergenza?

«Il giorno del primo caso in Veneto ero in volo per l' Australia e appena atterrato sono tornato indietro. Impostato il lavoro di Vo', grazie all' intuizione di Zaia che da ex veterinario ha inquadrato la questione, sono andato a Londra in aereo a trovare mia moglie solo che al ritorno hanno chiuso i voli, allora ho guidato 15 ore fino a Padova».

 

GIUSEPPE CONTE CON LA MASCHERINA

Dall' Imperial College, dove lei lavorava, è uscito uno studio molto pessimistico sull' Italia e l'epidemiologo Neil Ferguson, che lo ha firmato, ha violato il lockdown incontrando l' amante dopo aver convinto il premier Johnson ad applicarlo.

«Lo studio mostra che senza mascherine e distanze anche un ritorno della mobilità del 40 per cento provocherebbe migliaia di morti. Anche per Vò ho collaborato con Ferguson, per cui ho stima e simpatia umana. Prima di quell' episodio ha avuto il coronavirus e si è autoisolato per tre settimane, dunque va compreso».

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)