cocaina

NARCOS: CASAMONICA – DIETRO AI CARICHI ENORMI DI COCAINA DISTRIBUITI A ROMA DAL CLAN SINTI C’È UN CARTELLO COLOMBIANO E UNA RETE DI CONTATTI CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA DI ALTRI PAESI – L’OPERAZIONE “BRASILE LOW COST”, CHE HA PORTATO IN CARCERE 4 PERSONE – I SOGNI IN GRANDE DI SALVATORE CASAMONICA, CHE AVEVA PAGATO 4,5 MILIONI DI EURO PER FAR VIAGGIARE LA POLVERE BIANCA DAL BRASILE A CIAMPINO – VIDEO

 

1 - CASAMONICA CONNECTION FIUMI DI DROGA COLOMBIANA

Maria Elena Vincenzi per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

operazione brasile low cost contro i casamonica 4

La trama sembra quella di una serie in stile Narcos. Con tanto di agenti infiltrati italiani, svizzeri e della Dea, la Drug Enforcement Agency, americana. Con un cartello colombiano che lavorava esclusivamente per loro ( producendo circa 7 tonnellate di sostanza) e una serie di contatti con la criminalità organizzata di altri paesi (in manette anche un montenegrino e un albanese).

 

SALVATORE CASAMONICA

È stata un' operazione impegnativa Brasile Low Cost che ieri ha portato alla notifica di una custodia cautelare in carcere per quattro persone e ai domiciliari per una quinta. Un' associazione che sognava in grande e che puntava a far sbarcare a Roma carichi enormi carichi di cocaina al cui vertice c' era Salvatore Casamonica, anni 43, in carcere da luglio per un' inchiesta che ha coinvolto gran parte della sua famiglia, accusata di associazione mafiosa.

operazione brasile low cost contro i casamonica 7

 

E a leggere le carte dell' inchiesta del nucleo di polizia tributaria e dello Scico della Finanza, coordinati dal procuratore aggiunto dda Michele Prestipino e dal pm Giovanni Musarò, si ha esattamente la percezione che Casamonica fosse a capo di un clan potente le cui aspirazioni andavano ben oltre i confini della loro roccaforte, Porta Furba. Che aveva contatti all' estero e conoscenze ovunque. Dai cartelli della droga sudamericani, ai funzionari doganali di parecchi aeroporti.

interni delle ville dei casamonica 3

 

Un giro enorme «e un' enorme disponibilità di denaro» che poteva addirittura contare sul proprio trasporto: Casamonica e i suoi si erano attrezzati per far viaggiare la polvere bianca dal Brasile a bordo di aerei privati sui quali sarebbero riusciti a caricare una tonnellata per viaggio. E il primo quantitativo in arrivo Casamonica lo aveva già pagato 4,5 milioni di euro.

 

L' indagine, nata da una costola di " Gramigna", quella che a luglio scorso ha portato in manette molti esponenti della famiglia Casamonica, è partita quando ormai gli accordi e i pagamenti erano stati fatti. Il problema del gruppo criminale, infatti, era come far arrivare lo stupefacente in Italia. La prima ipotesi era stata quella dell' aeroporto di Ciampino, ben presto tramontata.

salvini sulla ruspa alla demolizione della villa dei casamonica 7

 

Il gruppo aveva allora pensato, sempre con la complicità del "pilota" ( agente della Dea), di farlo sbarcare a Sion, in Svizzera, dove ad assicurare il "transito sereno" c' era l' agente sotto copertura elvetico. Alla fine, nonostante il carico fosse già stato pagato, le indagini sono riuscite a impedire che quel carico enorme (mille chili di sostanza pura ancora da tagliare) finisse sul mercato italiano perché i finanzieri sono riusciti a intervenire per tempo. E, si badi bene, senza sequestrare nemmeno un grammo di droga.

interni delle ville dei casamonica 2

 

2 - LA COCA PAGATA QUATTRO MILIONI L' ANSIA DEI NARCOS

Maria Elena Vincenzi per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

Il carico di cocaina già pagato 4,5 milioni da far arrivare in Italia a ogni costo. L' ordinanza firmata dal gip Nicolò Marino che ha portato all' arresto di cinque persone ha qualcosa di romanzesco nella sua trama fatta di agenti sotto copertura, telefoni criptati e fiumi di denaro e di cocaina. Nell' ordinanza con la quale il giudice ha accolto le accuse del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del sostituto Giovanni Musarò si descrive un' organizzazione criminale che pensa in grande.

ARRESTO DI SALVATORE CASAMONICA

 

E a capo di tutto questo c' è Salvatore Casamonica, classe 1976. È lui che insieme al "francese", l' agente sotto copertura arruolato dalla guardia di finanza, pianifica come fare arrivare il carico dal Brasile. E dalle centinaia di conversazioni intercettate, esce un quadro preoccupante. Che rafforza il plot della fiction-realtà, con pubblici ufficiali infedeli, appuntamenti in ristoranti stellati e decisioni sull' arrivo di tonnellate di droga in hotel di lusso.

 

Inizialmente il gruppo pensa di far atterrare il primo carico, sempre su un charter guidato dal "pilota" (agente sotto copertura statunitense), a Ciampino. Al poliziotto della Dea che chiede se per atterrare nello scalo della capitale serva «un orario stabilito» o se «l' orario non sia un problema», Silvano Mandolesi, uno degli indagati, risponde: «No, no, no. Basta che noi lo sappiamo quando arriva. Che lo sappiamo il giorno prima, capito?».

operazione brasile low cost contro i casamonica 8

 

Tanto che il giudice chiosa: «Lasciando chiaramente intendere che la loro organizzazione disponeva nell' aeroporto di Ciampino di persone in grado di aggirare agevolmente i controlli di rito».

 

A un certo punto, però, l' ipotesi dell' aeroporto sull' Appia tramonta. A spiegare il perché al "francese" è proprio Salvatore Casamonica: «Ora ti spiego, zio Dome', il fatto è che la notizia di questa c...o di uscita ce l' ha più di qualcuno. E allora non ci siamo più fidati di farlo perché qua, ti ripeto, qua troppa gente sapeva questa cosa...non ci siamo fidati a farlo, sono sincero zio Dome'! Si è sparsa la voce e questo è un problema».

GIUSEPPE CONTE NELLE VILLE CASAMONICA

 

Tanto che, come dimostreranno le indagini, il clan si organizza per far entrare la droga da un altro scalo. Gli albanesi spingono per la Svizzera, dove si muovono bene. Ma Casamonica è poco convinto: «Vedi se possono arrivare a Como, senza che entriamo in Svizzera». Dai problemi del traffico all' esigenza di agire incontrollati.

 

operazione brasile low cost contro i casamonica 5

Scrive il gip che Casamonica «utilizzava una serie di cautele chiaramente volte a eludere le operazioni tecniche». Tanto che lui stesso nel corso di una conversazione dice a uno degli indagati: «Io adesso ti ho portato uno di questi telefoni....che sono criptati nessuno può entrare nel nostro sistema...invece tu lo devi accendere così per usare il nostro sistema...per parlare con noi....solo messaggi...Possiamo dirci quello che vogliamo. Non puoi lavorare se non hai questi telefoni».

operazione brasile low cost contro i casamonica 2operazione brasile low cost contro i casamonica 6operazione brasile low cost contro i casamonica 1gli interni delle ville della casamonica 8gli interni delle ville dei casamonica 3blitz contro i casamonica 1gli interni delle ville dei casamonica 2la culla d'oro del piccolo casamonicaIL TRONO DEI CASAMONICAla demolizione delle ville dei casamonica 6la demolizione delle ville dei casamonica 15operazione brasile low cost contro i casamonica 3

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