paracetamolo challenge tiktok

GIOCHIAMO A CHI MUORE PRIMA – L’ULTIMA SFIDA DEI PISCHELLI SU TIKTOK: ASSUMERE QUANTITÀ SMODATE DI PARACETAMOLO PER FINIRE IN OSPEDALE. VINCE CHI CI RESTA PIÙ A LUNGO (SE SOPRAVVIVE) – L’ALLARME È SCATTATO IN TUTTO IL MONDO: NEGLI STATI UNITI C’È STATA UNA PRIMA VITTIMA, UN BAMBINO DI 11 ANNI – IL PARACETAMOLO È UN FARMACO INNOCUO SE USATO NELLE GIUSTE DOSI COME ANTIPIRETICO, MA IN DOSI ECCESSIVE PUÒ PORTARE DANNI IRREVERSIBILI AL FEGATO. LA DOSE TOSSICA È…

 

 

Estratto dell’articolo di Giuseppe Del Bello per www.repubblica.it

https://www.repubblica.it/salute/2025/03/21/news/sfida_paracetamolo_under_14_tik_tok-424078038/

 

PARACETAMOLO

Paracetamolo, da farmaco a sostanza killer. Possibile? Sì, quando l’utilizzo è ben lungi dalla finalità originaria: lenire il dolore o far scendere la febbre. Lo fanno ragazzini con meno di 14 anni e senza la minima idea delle conseguenze, anche mortali: mandano giù la polverina o ingoiano la compressa.

 

Non importa come ma quante riescono a ingurgitarne. E poi, una volta messi ko dalla maxi-somministrazione parte la gara: finire in ospedale ed esservi ricoverati. Chi vince? Chi ci resta più a lungo. Sempre che non ci si lasci la pelle.

 

PARACETAMOLO

[…]  il farmaco […], in dosaggio terapeutico, si rivela un vincente antipiretico e analgesico (scarsa attività antinfiammatoria), ma […] assunto senza limiti fa enormi danni, talvolta irreversibili. Prima di tutto al fegato.

 

A lanciare l’allarme è la francese Ansm, “Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé” (Agenzia sicurezza medicinali e prodotti sanitari) che mette in guardia operatori e genitori riguardo “Paracetamol Challenge”, l’ultima sfida su cui si misurano bambini e adolescenti, che al momento ha già registrato la sua prima vittima, un americano di 11 anni.

 

PARACETAMOLO

In sostanza, ignorando che in ballo non è soltanto una degenza più o meno lunga mirata a raggiungere il traguardo, i ragazzini sedotti dalla perversa logica dei social, testano la propria resistenza per confrontarsi con gli amici.

 

Eppure l’overdose può sfociare anche in un trapianto di fegato. Anzi, secondo quanto scrive Medscape sezione francese sarebbe al primo posto di trapianti indotti da farmaci in Francia. Ma oltre alla terra d’Oltralpe, sul piede di guerra per contrastare la deriva adolescenziale da social ci sono anche Svizzera e Belgio il cui Centro controllo veleni ha lanciato lo stesso allarme per la diffusione della pericolosissima sfida.

 

Il meccanismo che a cascata provoca danno epatico si esprime attraverso il principale metabolita tossico dell’acetaminofene (sinonimo di paracetamolo): si chiama N-acetil-p-benzochinonimina ed è prodotto nel fegato.

 

trapianto di fegato

In caso di iperproduzione si arriva alla necrosi epatocellulare e a potenziali danni ad altri organi, dai reni al pancreas. Oltretutto, le conseguenze di un sovradosaggio, anche se non tale da rivelarsi fatale, possono compromettere irreversibilmente le funzioni del fegato e di altri organi.

 

[…] La dose tossica di acetaminofene varia, ma in genere basterebbe superare i 150 mg per kg in singola somministrazione per rivelarsi potenzialmente letale. I sintomi, all’inizio lievi e non specifici, vanno dalla nausea al vomito, alla sudorazione e al pallore. Poi, nelle successive 24-72 ore, nonostante un miglioramento clinico, si instaurerebbe aumento di transaminasi, bilirubina e tempo di protrombina.

 

DAMIEN HIRST - PARACETAMOLO

E infine, nei quadri più gravi, si può giungere all’encefalopatia epatica, all’insufficienza renale acuta e all’acidosi metabolica.

 

Se però il quadro resta sotto controllo, si può sperare al recupero, con miglioramento clinico graduale.

 

In Italia il fenomeno non sembra destare particolare preoccupazione, ma gli organi di vigilanza sono in allerta, anche per un’opera di informazione delle famiglie, genitori in particolare. Ma come intervenire in caso di sovradosaggio? Prima di tutto chiamare immediatamente un centro antiveleni o un servizio di emergenza al primo sospetto. Il trattamento deve essere rapido […]

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