GLI SPARI SOPRA - A FERGUSON HANNO AGITO DEI CECCHINI, CHE SI SONO PIAZZATI SU UNA COLLINETTA PER COLPIRE I DUE POLIZIOTTI - LE PROTESTE NON SI FERMANO, ANZI DIVENTANO SEMPRE PIÙ VIOLENTE

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Paolo Mastrolilli per “la Stampa

 

La polizia di Ferguson dice che è stata un’imboscata, organizzata apposta per colpire i suoi due agenti rimasti feriti mercoledì notte. E così la cittadina del Missouri che nell’agosto scorso era diventata l’epicentro della nuova protesta razziale, torna ad occupare le prime pagine dei giornali, con la minaccia di uno scontro che rischia sempre più di degenerare nella violenza.

 

proteste davanti alla polizia di fergusonproteste davanti alla polizia di ferguson

Tutto era cominciato il 9 agosto, quando l’agente Darren Wilson aveva ucciso in strada il diciottenne Michael Brown. Erano seguite proteste che si erano allargate in breve a tutta l’America, contestando la violenza della polizia contro i neri. A New York, in dicembre, era avvenuto l’episodio più grave, quando due agenti erano stati uccisi nella loro auto da un afro-americano venuto apposta da Philadelphia per vendicarsi. Gli uomini delle forze dell’ordine locali allora avevano contestato il sindaco Bill de Blasio, accusandolo di aver incoraggiato la rappresaglia con le sue critiche contro il loro comportamento in strada.

proteste davanti  alla polizia di fergusonproteste davanti alla polizia di ferguson

 

Crescendo di tensione

 

Alla fine dell’indagine condotta a Ferguson Wilson non era stato incriminato, perché la dinamica dell’incidente avrebbe dimostrato che Brown lo aveva aggredito, costringendolo a difendersi. L’inchiesta condotta dal dipartimento alla Giustizia federale, però, ha scoperto gravi pregiudizi razziali nella polizia di Ferguson contro gli afro americani, spesso vittime di provvedimenti giustificati solo dalla volontà degli agenti bianchi di perseguitarli.

poliziotti si difendono dagli spari a fergusonpoliziotti si difendono dagli spari a ferguson

 

il casco insanguinato del poliziotto di fergusonil casco insanguinato del poliziotto di ferguson

Mercoledì, in seguito a queste accuse, il capo della polizia locale, Thomas Jackson, ha annunciato le sue dimissioni. Poco dopo nelle strade davanti al commissariato si sono radunati molti manifestanti, che hanno cominciato a protestare. Queste marce avvengono di frequente, da quando Darren Wilson è stato scagionato, ma mercoledì sera c’era più gente del solito. La protesta ha riempito in fretta le vie, minacciando la sicurezza degli agenti, che si sono schierati per disperderla. Verso la mezzanotte sono partiti degli spari, che hanno colpito due poliziotti: uno in faccia e uno sulla spalla. I due sono stati soccorsi e ricoverati, ma non rischiano la vita.

 

Secondo gli investigatori si è trattato di un vero agguato, organizzato da agitatori violenti, forse venuti da fuori città. I colpi infatti non sono arrivati dalla folla che manifestava davanti al Dipartimento di polizia, ma da una collinetta vicina dopo si erano appostati i cecchini.

ferguson poliziotti feriti ferguson poliziotti feriti

 

Il rischio infiltrati

 

La protesta era stata molto tesa fin dal principio, con litigi fra le stesse persone scese in strada. Fin da agosto, infatti, si è creato il problema delle infiltrazioni dall’esterno. Militanti di vari gruppi sono arrivati a Ferguson un po’ da tutto il Paese, snaturando le manifestazioni. Da una parte, infatti, c’era la componente locale che non era violenta, e voleva giustizia per quello che considerava un omicidio commesso da un poliziotto bianco contro un ragazzo nero disarmato; dall’altra c’erano gli attivisti esterni, che volevano sfruttare la tensione per provocare disordini. A questo poi si sono aggiunte le dispute tra gli stessi famigliari di Brown, che si accusano a vicenda di voler fare soldi con la sua tragedia. Mercoledì notte le tensioni sono riemerse, e i violenti hanno sparato.

ferguson proteste e arrestiferguson proteste e arrestiMICHAEL BROWN MICHAEL BROWN il padre di michael brown parla alla folla prima dei funeraliil padre di michael brown parla alla folla prima dei funerali

 

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