maria cristina cifuentes

CI FAI O CIFUENTES? – MARIA CRISTINA CIFUENTES NON È PIÙ GOVERNATRICE DELLA COMUNITÀ AUTONOMA DI MADRID – DOPO LO SCANDALO DELLA LAUREA FALSIFICATA LA ZARINA POPULISTA DI MADRID ERA RIMASTA AL SUO POSTO. MA ORA SI È DIMESSA PER DUE CREME NON PAGATE IN UN NEGOZIO DELLA CAPITALE (VIDEO): “È STATA UNA DIMENTICANZA, AVEVO LE MANI IMPEGNATE E…”

VIDEO - CRISTINA CIFUENTES BECCATA A RUBARE DUE CREME IN UN NEGOZIO DI MADRID

 

 

 

Roberto Pellegrino per il Giornale

cristina cifuentes 1

 

Era una spina nel fianco del premier Mariano Rajoy e, anche, una forma di ricatto, ad orologeria, con la quale il gruppo parlamentare di Ciutadanos teneva sulla griglia l'esecutivo del Partido Popular. Ieri, María Cristina Cifuentes, classe 1964, politica di punta dei Popolari si è dimessa da Presidentessa della Comunità Autonoma di Madrid, nel cui parlamento sedeva dal 1991 come deputata e dal 2015 come governatrice della seconda regione, dopo la Catalogna, più ricca di Spagna.

 

cristina cifuentes con mariano rajoy 1

Dallo scorso marzo la Cifuentes, che ora ricopre soltanto la carica di presidentessa regionale del PP, era finita al centro di uno scandalo per avere falsificato il titolo di laurea in Economia: da un esame del diploma, due firme erano risultate false e l'opposizione al piccolo congresso della Comunità ne aveva chiesto le immediate dimissioni, tra cui il gruppo di Ciutadanos, gli ex indignados di centrodestra che appoggiano dall' esterno il governo di Rajoy, gruppo chiave per approvare a breve al Parlamento di Madrid la manovra fiscale per il 2019.

 

cristina cifuentes 4

Cristina Cifuentes aveva indugiato per settimane, balbettando scuse improbabili, rincorsa dai paparazzi e dalle pressioni dei deputati Popolari che le chiedevano di levarsi di torno, in un momento così delicato per la loro gestione. Così, venerdì, l'annuncio che avrebbe lasciato ai primi di maggio, ma la spinta determinante alle immediate dimissioni, invece, è arrivata ieri mattina, da tutt' altra direzione: è stato diffuso in rete un filmato, risalente al 2011, in cui l'allora deputata del parlamento regionale per il PP veniva fermata per un controllo da un addetto antitaccheggio di un noto negozio di Madrid, che le contestava il furto di due barattolini di crema di bellezza dal valore di 60 euro.

cristina cifuentes con mariano rajoy

 

Un fatto che, ritornato a galla, ha spinto la Cifuentes ad anticipare l' uscita di scena, ma anche a smentire che non si era trattato di un «robo», bensì di una «palese dimenticanza» dovuta al fatto che, «avendo le mani impegnate da altri oggetti», aveva «momentaneamente poggiato» le creme nella sua borsa con l' ovvio intento di pagarle, ma una «telefonata improvvisa di lavoro», in cassa le aveva fatto dimenticare l' esistenza de due barattolini.

 

cristina cifuentes 3

Scena che non era sfuggita alle videocamere di sicurezza e all' occhio del vigilante che l' aveva fatta accomodare in uno stanzino per chiederle spiegazioni e, nel caso, avvisare la polizia come recita la prassi. Fortunatamente la Cifuentes che all' epoca godeva di uno stipendio di 5 mila euro - non era stata denunciata e la deputata aveva pagato il conto totale ed era salita al volo su un taxi.

 

Buona o cattiva fede, il video ha sortito una rumorosa indignazione generale negli spagnoli, alimentando caustici sfottò, tanto che gira voce che sia stato lo stesso Rajoy ieri pomeriggio a telefonare all' ex presidentessa per chiederle un passo indietro.

 

cristina cifuentescristina cifuentes 2CRISTINA CIFUENTES 2CRISTINA CIFUENTES

 

Ultimi Dagoreport

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL QUANDO STAMATTINA ALL’ASSEMBLEA GENERALI HA DECISO IL VOTO DI UNICREDIT A FAVORE DELLA LISTA CALTAGIRONE? LE MANGANELLATE ROMANE RICEVUTE PER L’OPS SU BPM, L’HANNO PIEGATO AL POTERE DEI PALAZZI ROMANI? NOOO, PIU' PROBABILE CHE SIA ANDATA COSÌ: UNA VOLTA CHE ERA SICURA ANCHE SENZA UNICREDIT, LA VITTORIA DELLA LISTA MEDIOBANCA, ORCEL HA PENSATO BENE CHE ERA DA IDIOTA SPRECARE IL SUO “PACCHETTO”: MEJO GIRARLO ALLA LISTA DI CALTARICCONE E OTTENERE IN CAMBIO UN PROFICUO BONUS PER UNA FUTURA PARTNERSHIP IN GENERALI - UNA VOLTA ESPUGNATA MEDIOBANCA COL SUO 13% DI GENERALI, GIUNTI A TRIESTE L’82ENNE IMPRENDITORE COL SUO "COMPARE" MILLERI AL GUINZAGLIO, DOVE ANDRANNO SENZA UN PARTNER FINANZIARIO-BANCARIO, BEN STIMATO DAI FONDI INTERNAZIONALI? SU, AL DI FUORI DEL RACCORDO ANULARE, CHI LO CONOSCE ‘STO CALTAGIRONE? – UN VASTO PROGRAMMA QUELLO DI ORCEL CHE DOMANI DOVRA' FARE I CONTI CON I PIANI DELLA PRIMA BANCA D'ITALIA, INTESA-SANPAOLO…

donald trump ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - UN FACCIA A FACCIA INFORMALE TRA URSULA VON DER LEYEN E DONALD TRUMP, AI FUNERALI DI PAPA FRANCESCO, AFFONDEREBBE IL SUPER SUMMIT SOGNATO DA GIORGIA MELONI - LA PREMIER IMMAGINAVA DI TRONEGGIARE COME MATRONA ROMANA, TRA MAGGIO E GIUGNO, AL TAVOLO DEI NEGOZIATI USA-UE CELEBRATA DAI MEDIA DI TUTTO IL MONDO. SE COSÌ NON FOSSE, IL SUO RUOLO INTERNAZIONALE DI “GRANDE TESSITRICE” FINIREBBE NEL CASSETTO, SVELANDO IL NULLA COSMICO DIETRO AL VIAGGIO ALLA CASA BIANCA DELLA SCORSA SETTIMANA (L'UNICO "RISULTATO" È STATA LA PROMESSA DI TRUMP DI UN VERTICE CON URSULA, SENZA DATA) - MACRON-MERZ-TUSK-SANCHEZ NON VOGLIONO ASSOLUTAMENTE LA MELONI NEL RUOLO DI MEDIATRICE, PERCHÉ NON CONSIDERANO ASSOLUTAMENTE EQUIDISTANTE "LA FANTASTICA LEADER CHE HA ASSALTATO L'EUROPA" (COPY TRUMP)...

pasquale striano dossier top secret

FLASH – COM’È STRANO IL CASO STRIANO: È AVVOLTO DA UNA GRANDE PAURA COLLETTIVA. C’È IL TIMORE, NEI PALAZZI E NELLE PROCURE, CHE IL TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA, AL CENTRO DEL CASO DOSSIER ALLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (MAI SOSPESO E ANCORA IN SERVIZIO), POSSA INIZIARE A “CANTARE” – LA PAURA SERPEGGIA E SEMBRA AVER "CONGELATO" LA PROCURA DI ROMA DIRETTA DA FRANCESCO LO VOI, IL COPASIR E PERSINO LE STESSE FIAMME GIALLE. L’UNICA COSA CERTA È CHE FINCHÉ STRIANO TACE, C’È SPERANZA…

andrea orcel francesco milleri giuseppe castagna gaetano caltagirone giancarlo giorgetti matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - IL RISIKONE È IN ARRIVO: DOMANI MATTINA INIZIERÀ L’ASSALTO DI CALTA-MILLERI-GOVERNO AL FORZIERE DELLE GENERALI. MA I TRE PARTITI DI GOVERNO NON VIAGGIANO SULLO STESSO BINARIO. L’INTENTO DI SALVINI & GIORGETTI È UNO SOLO: SALVARE LA “LORO” BPM DALLE UNGHIE DI UNICREDIT. E LA VOLONTÀ DEL MEF DI MANTENERE L’11% DI MPS, È UNA SPIA DEL RAPPORTO SALDO DELLA LEGA CON IL CEO LUIGI LOVAGLIO - DIFATTI IL VIOLENTISSIMO GOLDEN POWER DEL GOVERNO SULL’OPERAZIONE DI UNICREDIT SU BPM, NON CONVENIVA CERTO AL DUO CALTA-FAZZO, BENSÌ SOLO ALLA LEGA DI GIORGETTI E SALVINI PER LEGNARE ORCEL – I DUE GRANDI VECCHI DELLA FINANZA MENEGHINA, GUZZETTI E BAZOLI, HANNO PRESO MALISSIMO L’INVASIONE DEI CALTAGIRONESI ALLA FIAMMA E HANNO SUBITO IMPARTITO UNA “MORAL SUASION” A COLUI CHE HANNO POSTO AL VERTICE DI INTESA, CARLO MESSINA: "ROMA DELENDA EST"…