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''HILLARY SUCA, MA NON COME MONICA''. IN ASSENZA DI VERI BRIVIDI DOPO IL MELANIA-GATE, LA CONVENTION REPUBBLICANA SI ACCONTENTA DELLE TRUCIDE MAGLIETTE ANTI-CLINTON: ''IL MENU DEL POLLO FRITTO DI HILLARY: 2 COSCE GRASSE, DUE PICCOLI PETTI E UN'ALA SINISTRA'' - IL DEPUTATO E DELEGATO REPUBBLICANO AL BALDASARO: ''LA CLINTON ANDREBBE PORTATA DAVANTI A UN PLOTONE DI ESECUZIONE E FUCILATA PER TRADIMENTO''. TRUMP SI DISSOCIA, LUI VIENE INDAGATO DAL SECRET SERVICE, IL CORPO CHE PROTEGGE PRESIDENTE E CANDIDATI

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Da http://www.dailymail.co.uk

 

Nella corsa alle elezioni americane tutto è lecito. Soprattutto quando si tratta di fare cassa con il faccione di Trump davanti alla convention repubblicana a Cleveland. E chiaramente più sei offensivo, più attiri l’attenzione del pubblico, più vendi. 

 

Centinaia di venditori ambulanti si sono appostati fuori dalla Quicken Loans Arena per vendere merchanding a stampo repubblicano. Chiaramente il bersaglio preferito è l’avversaria politica Hillary Clinton che si becca slogan sessisti su magliette, cappelli, spillette, souvenir di ogni tipo.

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Tra queste una maglietta che gioca sul doppio senso di ‘to suck’: “Hillary sucks (fa schifo, ma anche ‘succhia’) but not like Monica (ma non come Monica)”. Oppure la spilletta: “KFC Hillary special: 2 fat thighs, 2 small breasts... left wings (Menu Hillary al KFC: 2 cosce grasse, due piccoli petti... ala sinistra). E poi una valanga di ‘Odio Hillary Clinton”, “Donald for President”. Un pub ha addirittura cambiato il suo nome sull’insegna trasformandolo in “Trump, rendi di nuovo grande l’America”

 

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Il principio alla base è assolutamente concorde con la linea del candidato: fare soldi da un buon affare. Peccato che le migliaia di dollari guadagnate in questi giorni dai venditori ambulanti non andranno mai ad incrementare il conto della campagna. Gli insulti a Hillary non faranno felice nemmeno Trump.

 

 

 

2. GLI INSULTI A HILLARY, LA LADY MACBETH DA RINCHIUDERE

Maria Laura Rodotà per il “Corriere della Sera

 

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È un trionfo delle pari opportunità, volendo. Hillary Clinton è la prima donna nella storia alla quale è stata dedicata un' intera convention. Contro, vabbé. Molto più che del programma di Trump, gli oratori, parlano male di lei. Più che «We want Trump!», vogliamo Trump, i delegati urlano «Lock her up!», rinchiudetela, in galera.

 

Il discorso di Chris Christie, finora il migliore in campo, è stato un esercizio di bullismo, di frasi a effetto su Clinton «colpevole» di qualcosa per scatenare il «Lock her up!». Ben Carson l' ha paragonata a Lucifero, è stato ben accolto anche lui. Fuori dai cancelli, le spille con le facce di Clinton e Monica Lewinsky e un battutone su chi «succhia» meglio (in inglese «suck» vuol dire anche «fare schifo») sono esaurite da ieri. I delegati, se intervistati, denunciano Hillary, e glissano su The Donald.

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Forse perché l' ex Lady Macbeth della Casa Bianca ha accumulato vaste riserve di odio viscerale a destra, dal 1992 in poi. Forse perché «molti repubblicani sono convinti di perdere le elezioni», scrive Greg Sargent, blogger liberal del Washington Post.

 

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«Portando la platea a scandire "lock her up", gli oratori del GOP cercano di delegittimare in anticipo la sua presidenza». E posizionarsi per il 2020, e sperare di battere una presidente azzoppata in partenza. Di sicuro, il sentimento è bipartisan.

 

Mai come quest' anno si vota solo contro. A Cleveland i borghesi liberal dicono «guardiamo annunci immobiliari in Canada e Irlanda in caso vinca Trump». E «non voglio crescere le mie bambine in un Paese governato da lui». E «andremo tutti a votare, contateci, siamo uno Stato decisivo e non siamo matti come in Florida»; ma non per Clinton, contro Trump.

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«Cleveland è la città più grande e più democratica dello Stato -, spiega T.C., studente lavoratore afroamericano della University of Cleveland -. Nel resto dell' Ohio vincerà Trump di sicuro. Hillary deve stravincere qui. Ma un sacco di gente è demotivata e non sa se andrà a votare. Insomma, se l' 8 novembre a Cleveland piove, potremmo avere Trump. E i trumpiani, "Lock him up!", lo diranno a me». Auguri.

 

 

3. "HILLARY CLINTON È DA FUCILARE". BUFERA SU CONSIGLIERE DI TRUMP

Claudio Torre per www.ilgiornale.it

 

Donald Trump ha preso le distanze rispetto alle frasi choc su Hillary Clinton pronunciate da un suo consigliere che è ora indagato dai servizi segreti.

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"Dovrebbe essere portata davanti ad un plotone di esecuzione e fucilata per alto tradimento", ha detto ad una radio di Boston Al Baldasaro, deputato del New Hampshire, membro della coalizione dei veterani che sostengono Trump e delegato del candidato repubblicano alla convention di Cleveland. Hillary "è una disgrazia per tutti, per le bugie che ha detto alle madri di coloro che sono morti a Bengasi", ha sentenziato il consigliere del magnate immobiliare, reclamando giustizia per le morte dei 4 americani nell’attentato del 2012 in Libia.

 

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Nel rapporto della commissione parlamentare che ha indagato sull’attacco, si contesta al Dipartimento di stato di non aver garantito sufficiente sicurezza al consolato di Bengasi ma non si ritiene l’allora capo della diplomazia Usa personalmente responsabile. Dopo le esternazioni di Baldasaro, il portavoce dei servizi segreti americani, Robert Hoback, ha confermato che è stato aperto un dossier mentre Hope Hicks, un portavoce della campagna di Trump, ha precisato che il candidato Gop alla presidenza non condivide le sue dichiarazioni.

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Non è bastato per scongiurare la reazione della rivale democratica. "La costante escalation di retorica offensiva da parte di Trump rischia di alimentare quel tipo di odio che da tempo era stato relegato ai margini della politica americana", ha dichiarato la Clinton tramite i suoi portavoce. "Questa settimana alla Convention repubblicana - ha aggiunto - si assiste ad un rafforzamento di questo pericoloso fenomeno".

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