riapertura covid uk

LA GRAN BRETAGNA VEDE LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL - IERI E’ STATA ANNUNCIATA LA FINE DEL LOCKDOWN E LA RIAPERTURA NON SOLO DI PUB, RISTORANTI E NEGOZI, MA ANCHE DI PALESTRE, PARRUCCHIERI E PISCINE - FILE DAVANTI AI NEGOZI DI PRIMA MATTINA E RISTORANTI SOMMERSI DI PRENOTAZIONI - IL GOVERNO INGLESE PROCEDE CON IL PIANO DI RIAPERTURA GRADUALE DELLE ATTIVITA’ GRAZIE AI QUASI 40 MILIONI DI VACCINI GIÀ SOMMINISTRATI E LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE SOPRA I 50 ANNI CHE HA GIÀ RICEVUTO LA PRIMA DOSE  

Caterina Soffici per la Stampa

 

BAR INGHILTERRA

A mezzanotte e un minuto i primi assatanati erano già con la pinta di birra in mano. Il Kentish Belle, un pub con licenza notturna a Bexleyheath, sobborgo a Sudest di Londra, è rimasto aperto fino alle 3 di mattina e gli avventori hanno sollevato i boccali verso un cielo gelido e ventoso, per festeggiare con una bevuta liberatoria il primo passo fuori da un lockdown durato quasi quattro mesi.

 

RIAPERTURA PUB INGHILTERRA

Tutti all' esterno, imbacuccati con cappelli e giacconi, perché queste sono le regole: da ieri pub, ristoranti e bar possono servire cibo e bevande, ma solo fuori. Anche alcuni parrucchieri e saloni di bellezza hanno aperto a mezzanotte: la ricrescita non perdona e le teste selvagge chiedevano giustizia.

 

RIAPERTURA PARRUCCHIERI

È il 12 aprile: la data che gli inglesi hanno cerchiato sul calendario. Una data simbolica: l'anno scorso aveva segnato il picco dei contagi, quest' anno è il giorno della riapertura dei negozi non essenziali e di parrucchieri, barbieri, estetisti, palestre, piscine. E curiosamente anche zoo e parchi a tema, che a quanto pare sono molto popolari, tutto esaurito e prenotazioni fino all' estate.

RIAPERTURE BAR LONDRA

 

C'è nell' aria un'euforia strana e palpabile, si vede la luce in fondo al tunnel dopo un inverno triste di duri sacrifici. Londra si è svegliata sotto un cielo grigio e qualche fiocco di neve, un freddo insolito per essere aprile, che però non ha frenato gli entusiasmi. La gente ha voglia di uscire e di spendere e di godersi un po' la vita vera, non attraverso uno schermo. Spendo ergo sum, sembra il motto di questa prima giornata di libertà. Code ovunque, gente per le strade, traffico, autobus pieni e sorrisi.

 

FILE NEGOZI UK

Gli orfani dello shopping dal vivo sono stati mattinieri. Alle 6.30 fuori da Primark in Oxford Street c' era già la fila. Orari prolungati, per dilatare gli ingressi, che comunque sono ancora contingentati e seguono tutti i crismi della normativa anti-Covid (gel per le mani, mascherina, distanziamento): l'apertura è anticipata alle 7 di mattino e la chiusura posticipata alle 10 di sera. Lunghe code per l'intera giornata anche fuori da Selfridges, TkMax, JD Sport: tutti i negozi di catena e i grandi magazzini hanno saldi fino al 70 per cento.

FILE NEGOZI UK 2

 

Qualcuno ha preso un giorno di ferie per santificare il primo allentamento del lockdown con acquisti selvaggi. Escono pieni di sacchetti e con il sorriso sfacciato, l'aria soddisfatta di chi si sta prendendo una rivincita, con lo sconto del fine stagione.

 

FILE NEGOZI UK 3

Fino a un paio di settimane fa nelle vetrine di Piccadilly e di Regent's Street gli addobbi natalizi impolverati creavano un effetto straniante e anche un po' pauroso, come se una bomba avesse cancellato gli umani dal centro della città. Ieri sembrava di nuovo Natale: gente carica di pacchetti, code, caffè, birre e i tavolini all' aperto sempre occupati, perché a Londra si mangia a tutte le ore.

 

PUB UK

Uno sprazzo di normalità, che da un lato allarga i cuori e dall' altro spaventa. Sui marciapiedi ci sono ancora le strisce bianche dipinte durante il primo lockdown e le scritte «Keep 2 meter apart» sono sbiadite, ma il monito è sempre valido.

 

Il virus è ancora tra noi, dicono gli scienziati, bisogna stare attenti e rispettare le regole. La parte di scienza più prudente ha già tuonato: «È troppo presto». Ma con i dati che raccontano di 7 morti in tutto il Regno Unito e 1.730 positivi e quasi 40 milioni di vaccini già somministrati (anche ieri 100mila prime dosi e 470mila seconde) il governo ha deciso di proseguire con il cronoprogramma annunciato.

RIAPERTURA PALESTRE

 

«È un altro passo sulla strada verso la libertà», ha detto Boris Johnson, ancora più spettinato del solito, con una zazzera bionda ormai indomabile, per dimostrare al popolo che anche lui ha sofferto per la chiusura dei barbieri, presi d' assalto per tutta la giornata, con lunghe file e tè caldi serviti in bicchierini di plastica ai clienti in attesa sul marciapiede.

RIAPERTURA PISCINE

 

Il piano è quello di uscire a riveder le stelle molto gradualmente, con una politica dei piccoli passi da aggiornare ogni cinque settimane. «Sempre che» è il mantra. «Sempre che» i contagi non risalgano, che il piano vaccinale prosegua spedito, che le varianti non rompano le uova nel paniere.

 

VACCINI UK

Il governo conservatore di Johnson ha cambiato passo dopo la defenestrazione di Dominic Cummings, il pericoloso consigliere di Boris che viveva di social media e di slogan populisti, di sondaggi e di algoritmi. L' uomo che aveva orchestrato la Brexit, per capirci.

 

L' anno scorso a Downing Street parlavano di immunità di gregge, ma il primato di morti e contagi aveva dimostrato che si trattava di un'idiozia gigantesca. Ora, con la maggioranza della popolazione sopra i 50 anni che ha già ricevuto la prima dose del vaccino, l'immunità è quasi raggiunta e l'organizzazione e il pragmatismo inglese sembrano tornati a guidare le sorti del Paese.

RIAPERTURA UK

 

Sul marciapiedi si improvvisano dehors con tavolini di plastica e sedie. L' importante è esserci. I ristoratori che hanno deciso di investire qualche sterlina in più hanno comprato dei funghi a gas per scaldare i clienti, altri hanno costruito tettoie in plexiglas. Ma il clima preoccupa: «Ho 18 prenotazioni per sabato sera, ma se piove si chiude», dice la manager di un ristorante di Brook Green. E le previsioni dicono pioggia. Per mangiare dentro bisognerà aspettare il 17 maggio. Sempre che.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...