charlie gard

“SIAMO ORGOGLIOSI DEL NOSTRO CHARLIE" - L’ADDIO DEI GENITORI AL BIMBO INGLESE CHE HA COMMOSSO IL MONDO - I GENITORI HANNO ANNUNCIATO LA MORTE DEL PICCOLO: "SE N'È ANDATO" - L' ALTA CORTE DI GIUSTIZIA L'AVEVA FATTO TRASFERIRE IN UN ISTITUTO PER MALATI TERMINALI - VIDEO

 

Pierangelo Sapegno per la Stampa

 

CHARLIE GARD CHE OSSERVA IL GIOCATTOLOCHARLIE GARD CHE OSSERVA IL GIOCATTOLO

«Siamo orgogliosi del nostro splendido bambino». Per annunciare la morte di Charlie Gard, nato il 4 agosto 2016, e rimasto adesso senza vita, quasi un anno dopo, più delle lacrime di sua mamma, Connie Yates, hanno contato le sue parole. Charlie ha smesso di combattere, ma noi crediamo che non si combatta mai invano. Qualcosa resterà di questo calvario. Molti di noi hanno creduto, magari a torto, che fosse stato semplicemente ucciso dal misterioso senso di dignità che la legge e la scienza hanno voluto dare alla vita, in quel lacerante contenzioso che ha diviso in questi mesi due genitori disperati da una parte e i giudici e i medici dall' altra, sull' opportunità di provare qualsiasi cosa per tenere in vita il piccolo Charlie.

 

Il fatto che alla fine siano stati proprio papà e mamma a dire che non c' era più niente da fare, non toglie il senso di impotenza che abbiamo provato di fronte alla fragilità di questa vita senza difesa, che non poteva essere più salvata da nessun sentimento, da nessun sogno. Una vita senza miracolo. Ce ne sono tante così. Ma quella di Charlie ha finito per rappresentarle tutte, così inerme davanti al dottor Michio Hirano, venuto dagli Usa come un ragioniere in fondo, a depositare l' ultima sentenza, quella dell' ineluttabilità della morte. E della vita.

 

chris gard connie yates genitori di charliechris gard connie yates genitori di charlie

Charlie Gard aveva cominciato il suo calvario un mese dopo essere nato, perchè all' inizio era «perfettamente sano». Solo dopo 30 giorni mostrò gravi difficoltà di movimento: gli riscontrarono la sindrome da deplezione del dna mitocondriale, malattia ereditaria che non fa funzionare in modo giusto i mitocondri, gli organelli che producono l' energia necessaria per le funzioni vitali delle cellule. Nella maggior parte dei casi porta a gravi disfunzioni muscolari, compresa quella cardiaca, e causa danni gravi anche a reni e pancreas. Charlie non può muovere nessuna parte del corpo, non riesce a respirare e non ha attività cerebrale.

 

I medici del Great Ormond Street Hospital, dov' è ricoverato, devono e attaccarlo a una macchina. E, dopo aver tentato diverse terapie, i dottori si convincono che per Charlie Gard non c' è nessuna possibilità di migliorare le sue condizioni: da quel momento in poi ci sarebbero solo stati ulteriori e dolorosi peggioramenti. Charlie è tenuto in vita con macchinari che lo aiutano a respirare e ad assorbire le sostanze nutritive. Non vede, non sente, non emette rumori, non si muove.

 

chris gard connie yates charliechris gard connie yates charlie

I genitori hanno saputo che negli Usa c' è una cura di cui non si sa nulla, perché non è stata nemmeno testata sulle cavie e sui topi, e loro chiedono di poterla provare. Ma Charlie in quei giorni è peggiorato per una grave forma di encefalopatia epilettica e per i medici sarebbe troppo rischioso e inutile fargli fare un viaggio così lungo senza speranza. Hanno probabilmente ragione, ma hanno anche ragione i genitori che non si arrendono. Si rivolgono alla Corte Europea dei diritti dell' Uomo, un tribunale internazionale che non fa parte dell' Ue, ma la risposta è la stessa dei medici e della Corte suprema del Regno Unito che avevano respinto il loro appello basandosi sulle valutazioni di medici e scienziati: il viaggio e il prolungarsi del supporto vitale avrebbero «solo causato altre sofferenze al bambino e non avrebbero portato a realistiche possibilità di miglioramento delle sue condizioni».

 

i genitori di charliei genitori di charlie

A Connie Yates e Chris Gard non resta che ringraziare chi si era offerto di pagare il viaggio improvvisando una colletta. Ma non mollano: «Se lui combatterà ancora, combatteremo pure noi». Protestano su Facebook che «non ci è permesso di scegliere se nostro figlio debba vivere» e la vita senza speranza di Charlie diventa un caso internazionale, che muove persino Donald Trump e papa Francesco. Solo che tutto questo non serve. Quando i medici dicono va bene, proviamo a tentare come vogliono i genitori, arriva il neurologo Michio Hirano, dagli Usa, visita il bambino e scuote la testa.

charlie neonatocharlie neonato

 

Le risultanze sono «tristi», lasciano trapelare dal Great Ormond Street Hospital. E' troppo tardi, non c' è speranza nemmeno per una prova. E' il 21 luglio. Il tempo adesso comincia a correre via. Fino al 24 luglio, quando finisce la battaglia legale, e il 25, quando il giudice Francis decide che Charlie vada in un hospice per chiudere il sipario, perché soffrirà meno che in casa, come volevano i genitori. Fino a ieri, quando Connie cerca di fermare le lacrime: «Il nostro splendido bambino se n' è andato».

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI,

IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DELLA "TESLA DI MINCHIA" POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI BUSCARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)