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L'UE DICHIARA GUERRA ALLE CONFEZIONI MONOUSO: PRESTO LE BUSTINE DI ZUCCHERO, MINI-FLACONI DI SAPONE E IMBALLAGGI PER FRUTTA E VERDURA POTREBBERO DIVENTARE ILLEGALI IN EUROPA - LA COMMISSIONE EUROPEA HA PRESENTATO UN NUOVO REGOLAMENTO PER SPINGERE IL RIUSO E IL RICICLO NEL MONDO DEL PACKAGING - L'OBIETTIVO È UN TAGLIO DEL DEI RIFIUTI DI IMBALLAGGIO 15% PRO-CAPITE PER OGNI PAESE UE ENTRO IL 2040 - LA PROTESTA DELLE AZIENDE DI IMBALLAGGI: "IL REGOLAMENTO RISCHIA DI ANDARE CONTRO GLI OBIETTIVI DEL GREEN DEAL..."

Francesca Basso per il “Corriere della Sera”

 

imballaggi monouso 6

Addio bustine di zucchero, mini-flaconi di sapone liquido e shampoo negli hotel, imballaggi monouso per frutta e verdura e per il consumo sul posto in bar e ristoranti. Invece potremo continuare ad usare bustine da tè, capsule e cialde di caffè compostabili. La Commissione Ue ieri ha presentato un nuovo regolamento che rivoluzionerà il mondo del packaging puntando sul riuso e il vuoto a rendere più che sul riciclo, e che mira a eliminare gli imballaggi superflui.

 

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L'obiettivo è un taglio del 15% pro-capite per ogni Paese Ue entro il 2040 dei rifiuti di imballaggio rispetto ai livelli del 2018, declinato con percentuali diverse a seconda dei settori. L'obiettivo sarà raggiunto in modo graduale (5% di riduzione rispetto al 2018 entro il 2030 e 10% entro il 2035). Ad esempio entro il 2040, l'80% delle vendite di bevande da asporto dovrà essere servito in imballaggi riutilizzabili o usando i contenitori dei clienti (il 20% entro il 2030).

 

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La proposta prevede anche l'introduzione di sistemi obbligatori di cauzione-rimborso per le bottiglie di plastica e le lattine di alluminio. Inoltre entro il 2030 tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili e dovrà aumentare la quantità di plastica riciclata utilizzata secondo obiettivi vincolanti.

 

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Ancora prima di essere presentato ufficialmente, il regolamento aveva messo sul piede di guerra le industrie europee e italiane del packaging, della ristorazione e dell'agroalimentare. «Nessuno vuole mettere fine alle pratiche di riciclo che funzionano bene o mettere in pericolo gli investimenti sottostanti», ha detto il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans durante la conferenza stampa (parlando in italiano).

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«So che in Italia moltissimo già è stato fatto sul riciclo - ha aggiunto -, vogliamo ancora di più, non di meno, non c'è competizione tra i due approcci». European, l'associazione che rappresenta più di 70 aziende e associazioni nazionali dell'industria europea degli imballaggi, ha criticato il regolamento che «rischia di andare contro gli obiettivi del Green Deal, riportando indietro le lancette dell'orologio del riciclo».

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La viceministra all'Ambiente Vannia Gava lo definisce «un muro ideologico» e sottolinea «l'assenza di aperture al confronto e l'inadeguatezza davanti a situazioni di eccellenza come quella del nostro Paese». Per Tiziana Beghin, capodelegazione del M5S al Parlamento Ue «è la strada giusta». L'eurodeputato Nicola Procaccini, responsabile Ambiente di FdI, promette: «Ci opporremo in tutte le sedi». La proposta sarà esaminata dal Parlamento Ue e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria.

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