aydin aghdashloo

IL “METOO” ALL’IRANIANA: LE DONNE CHE DENUNCIANO RISCHIANO LE FRUSTATE - MA DALLO SCORSO AGOSTO PIÙ DI 100 UOMINI SONO STATI MESSI SOTTO ACCUSA ATTRAVERSO I SOCIAL MEDIA: SI TRATTA DI MANAGER, PROFESSORI UNIVERSITARI, INTELLETTUALI. GENTE IN VISTA, CON AMICIZIE ALTOLOCATE NEI CENTRI DI POTERE DEL PAESE - TRA LORO SPICCA L'ARTISTA AYDIN AGHDASHLOO DEFINITO “L'HARVEY WEINSTEIN IRANIANO”, CHE PER 30 ANNI HA RICATTATO STUDENTESSE, GIORNALISTE, GALLERISTE

Monica Ricci Sargentini per il “Corriere della Sera”

 

AYDIN AGHDASHLOO

In Iran le donne alzano la testa, non solo per togliersi il velo, ma per denunciare stupri e molestie. Un MeToo che arriva con tre anni di ritardo rispetto a quello americano ma che ha una valenza molto più profonda se si pensa che nel codice della Repubblica islamica, per un' interpretazione sciita particolarmente oscurantista della sharia, la donna che denuncia è «vittima» e allo stesso tempo «colpevole» visto che i rapporti sessuali fuori del matrimonio sono un reato. «Quando accusi qualcuno di averti costretto a fare sesso stai praticamente testimoniando contro te stessa» dice Shadi Sadr, attivista per i diritti umani e avvocata iraniana di base a Londra.

 

Eppure, in atti di coraggio straordinari, dallo scorso agosto più di 100 uomini sono stati denunciati attraverso i social media. Non persone qualsiasi ma manager, professori universitari, intellettuali. Gente in vista, benestante se non ricca, con amicizie altolocate nei centri di potere del Paese.

Sara Omatali

 

Tra loro spicca l' artista Aydin Aghdashloo, 80 anni il 30 ottobre, conosciuto a livello internazionale e molto legato al regime degli ayatollah. In un' inchiesta, pubblicata giovedì scorso, il New York Times intervista alcune delle sue accusatrici che non esitano a definirlo l'Harvey Weinstein iraniano, un uomo che per 30 anni non si è fatto scrupolo di ricattare studentesse, giornaliste, galleriste, critiche d' arte e chiunque altra gli capitasse a tiro, minacciandole di porre fine alla loro carriera se non avessero ceduto alle sue molestie.

 

AYDIN AGHDASHLOO

La prima a puntare il dito contro di lui, il 22 agosto, è stata l' ex giornalista Sara Omatali che ha raccontato su Twitter di essere stata molestata durante un' intervista nel 2006. Lui l' avrebbe accolta seminudo nel suo ufficio baciandola a forza e strusciando il suo corpo su di lei. Da allora è stato un susseguirsi di MeToo. Il New York Times ha intervistato 45 persone che hanno testimoniato di aver assistito ai comportamenti predatori di Aghdashloo. Tredici donne hanno raccontato di aver subito violenza. Una all' età di 13 anni. Una studentessa ha detto che quello che credeva il suo mentore le ha offerto un quadro dal valore di 85 mila euro in cambio di un rapporto sessuale.

Sara Omatali

 

Una pittrice si è vista chiudere la porta in faccia da molte gallerie dopo aver rifiutato le avance del pittore. Un' insegnante d' arte, che ha affiancato per dodici anni l' artista nei suoi workshop, ha raccontato che le studentesse si erano spesso lamentate con lei ma che lui si era difeso dicendo che le ragazze avrebbero dovuto considerare il suo affetto un privilegio. Interpellato dal Times Aghdashloo, tramite il suo avvocato, assicura «di aver sempre trattato tutti con rispetto e dignità».

 

AYDIN AGHDASHLOO

Riuscirà il #MeToo iraniano a ottenere, almeno in parte, giustizia? Il 12 ottobre il capo della polizia di Teheran ha annunciato che Keyvan Emamverdi, proprietario di una libreria, ha confessato di aver stuprato 300 donne dopo che 30 di loro avevano avuto il coraggio di denunciarlo. Rischia la pena di morte. Di certo la strada è tutta in salita ma questa vicenda dimostra che le donne sono in prima linea e non hanno paura di sfidare la sottomissione imposta dal regime teocratico.

Ultimi Dagoreport

donald trump elon musk vincenzo susca

“L'INSEDIAMENTO DI TRUMP ASSUME LE SEMBIANZE DEL FUNERALE DELLA DEMOCRAZIA IN AMERICA, SANCITO DA UNA SCELTA DEMOCRATICA” - VINCENZO SUSCA: “WASHINGTON OGGI SEMBRA GOTHAM CITY. È DISTOPICO IL MONDO DELLE ARMI, DEI MURI, DELLA XENOFOBIA, DEL RAZZISMO, DELL’OMOFOBIA DI ‘MAGA’, COME  DISTOPICHE SONO LE RETI DIGITALI NEL SOLCO DI ‘X’ FITTE DI FAKE NEWS, TROLLS, SHITSTORM E HATER ORDITE DALLA TECNOMAGIA NERA DI TRUMP E MUSK - PERSINO MARTE E LO SPAZIO SONO PAESAGGI DA SFRUTTARE NELL’AMBITO DELLA SEMPRE PIÙ PALPABILE CATASTROFE DEL PIANETA TERRA - IL SOGNO AMERICANO È NUDO. SIAMO GIUNTI AL PASSAGGIO DEFINITIVO DALLA POLITICA SPETTACOLO ALLA POLITICIZZAZIONE DELLO SPETTACOLO. UNO SPETTACOLO IN CUI NON C’È NIENTE DA RIDERE”

ursula von der leyen giorgia meloni donald trump friedrich merz

DAGOREPORT – HAI VOGLIA A FAR PASSARE IL VIAGGIO A WASHINGTON DA TRUMP COME "INFORMALE": GIORGIA MELONI NON PUÒ SPOGLIARSI DEI PANNI ISTITUZIONALI DI PREMIER (INFATTI, VIAGGIA SU AEREO DI STATO) – LA GIORGIA DEI DUE MONDI SOGNA DI DIVENTARE IL PONTE TRA USA E UE, MA URSULA E GLI EUROPOTERI MARCANO LE DISTANZE: LA BENEDIZIONE DI TRUMP (“HA PRESO D’ASSALTO L’EUROPA”) HA FATTO INCAZZARE IL DEEP STATE DI BRUXELLES – IL MESSAGGIO DEL PROSSIMO CANCELLIERE TEDESCO, MERZ, A TAJANI: "NON CI ALLEEREMO MAI CON AFD" (I NEONAZISTI CHE STASERA SIEDERANNO ACCANTO ALLA MELONI AD APPLAUDIRE IL TRUMP-BIS), NE' SUI DAZI ACCETTEREMO CHE IL TRUMPONE TRATTI CON I SINGOLI STATI DELL'UNIONE EUROPEA..."

paolo gentiloni francesco rutelli romano prodi ernesto maria ruffini elly schlein

DAGOREPORT - COSA VOGLIONO FARE I CENTRISTI CHE SI SONO RIUNITI A MILANO E ORVIETO: UNA NUOVA MARGHERITA O RIVITALIZZARE LA CORRENTE RIFORMISTA ALL’INTERNO DEL PD? L’IDEA DI FONDARE UN PARTITO CATTO-PROGRESSISTA SEMBRA BOCCIATA - L’OBIETTIVO, CON L’ARRIVO DI RUFFINI E DI GENTILONI, È RIESUMARE L’ANIMA CATTOLICA NEL PARTITO DEMOCRATICO – IL NODO DEL PROGRAMMA, LA RICHIESTA DI PRODI A SCHLEIN E IL RILANCIO DI GENTILONI SULLA SICUREZZA – UN’ALTRA ROGNA PER ELLY: I CATTO-DEM HANNO APERTO AL TERZO MANDATO PER GOVERNATORI E SINDACI…

giorgia meloni daniela santanche galeazzo bignami matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT - ‘’RESTO FINCHÉ AVRÒ LA FIDUCIA DI GIORGIA. ORA DECIDE LEI”, SIBILA LA PITONESSA. ESSÌ, LA PATATA BOLLENTE DEL MINISTRO DEL TURISMO RINVIATO A GIUDIZIO È SUL PIATTO DELLA DUCETTA CHE VORREBBE PURE SPEDIRLA A FARE LA BAGNINA AL TWIGA, CONSCIA CHE SULLA TESTA DELLA “SANTA” PENDE ANCHE UN EVENTUALE PROCESSO PER TRUFFA AI DANNI DELL’INPS, CIOÈ DELLO STATO: UNO SCENARIO CHE SPUTTANEREBBE INEVITABILMENTE IL GOVERNO, COL RISCHIO DI SCATENARE UN ASSALTO DA PARTE DEI SUOI ALLEATI AFFAMATI DI UN ''RIMPASTINO'', INDIGERIBILE PER LA DUCETTA - DI PIU': C’È ANCORA DA RIEMPIRE LA CASELLA RESA VACANTE DI VICE MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE, OCCUPATA DA GALEAZZO BIGNAMI…

donald trump joe biden benjamin netanyahu

DAGOREPORT - SUL PIÙ TURBOLENTO CAMBIO D'EPOCA CHE SI POSSA IMMAGINARE, NEL MOMENTO IN CUI CRISI ECONOMICA, POTERI TRADIZIONALI E GUERRA VANNO A SCIOGLIERSI DENTRO L’AUTORITARISMO RAMPANTE DELLA TECNODESTRA DEI MUSK E DEI THIEL, LA SINISTRA È ANNICHILITA E IMPOTENTE - UN ESEMPIO: L’INETTITUDINE AL LIMITE DELLA COGLIONERIA DI JOE BIDEN. IL PIANO DI TREGUA PER PORRE FINE ALLA GUERRA TRA ISRAELE E PALESTINA È SUO MA CHI SI È IMPOSSESSATO DEL SUCCESSO È STATO TRUMP – ALL’IMPOTENZA DEL “CELOMOLLISMO” LIBERAL E BELLO, TUTTO CHIACCHIERE E DISTINTIVO, È ENTRATO IN BALLO IL “CELODURISMO” MUSK-TRUMPIANO: CARO NETANYAHU, O LA FINISCI DI ROMPERE I COJONI CON ‘STA GUERRA O DAL 20 GENNAIO NON RICEVERAI MEZZA PALLOTTOLA DALLA MIA AMMINISTRAZIONE. PUNTO! (LA MOSSA MUSCOLARE DEL TRUMPONE HA UN OBIETTIVO: IL PRINCIPE EREDITARIO SAUDITA, MOHAMMED BIN SALMAN)

giorgia meloni tosi matteo salvini luca zaia vincenzo de luca elly schlein

DAGOREPORT - MENTRE IL PD DI ELLY, PUR DI NON PERDERE LA CAMPANIA, STA CERCANDO DI TROVARE UN ACCORDO CON DE LUCA, LEGA E FRATELLI D’ITALIA SONO A RISCHIO DI CRISI SUL VENETO - ALLE EUROPEE FDI HA PRESO IL 37%, LA LEGA IL 13, QUINDI SPETTA ALLA MELONI DEI DUE MONDI - A FAR GIRARE VIEPPIÙ I CABASISI A UN AZZOPPATO SALVINI, IL VELENO DI UN EX LEGHISTA, OGGI EURODEPUTATO FI, FLAVIO TOSI: ‘’IL TERZO MANDATO NON ESISTE, ZAIA NON HA NESSUNA CHANCE. TOCCA A FDI, OPPURE CI SONO IO”