putin ucraina

LE MOSSE DELLE TRUPPE RUSSE SUL CAMPO FANNO IPOTIZZARE CHE PUTIN VOGLIA DIVIDERE IN DUE L'UCRAINA, OCCUPANDO STABILMENTE LA COSTA DEL MAR NERO E L'INTERA REGIONE A ORIENTE DEL DNEPR, KIEV COMPRESA - GLI UCRAINI HANNO TROVATO UN DOCUMENTO IN UN BLINDATO DISTRUTTO CHE DESCRIVE UNA CAMPAGNA LUNGA QUINDICI GIORNI. SE COSÌ FOSSE, NON È ANCORA ARRIVATA L'ORA DELL'ASSALTO ALLA CAPITALE…

Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

zelensky putin

Putin ha sottovalutato la resistenza ucraina: sia quella dei militari che quella dei civili. A una settimana dall'inizio della guerra, Mosca riconosce che 498 soldati sono morti e 1.597 feriti. Probabilmente le perdite sono più alte ma già questa ammissione documenta quanto sia grave l'errore del Cremlino: troppi caduti per quella presentata come «un'operazione di pace nel Donbass».

 

La grande offensiva non ha né preso il controllo del territorio, né disgregato l'organizzazione dell'esercito di Kiev. Le città circondate non si arrendono. La popolazione ferma i tank con catene umane e tormenta i camion dei rifornimenti con i chiodi a tre punte. Ancora più sorprendente il comportamento delle truppe ucraine. La difesa sul confine russo e nel Donbass è dinamica, alternando azioni di guerriglia e battaglie tradizionali.

 

feriti e morti dopo i bombardamenti russi in ucraina 5

Semoventi di artiglieria sparano e scompaiono nei boschi; bunker lasciano passare le avanguardie corazzate e poi decimano le seconde linee; plotoni di fanti compaiono all'improvviso nelle località che i russi ritenevano sicure. Al nord, tra Sumy e Trostyanets, due divisioni scelte della Guardia hanno vissuto giorni terribili. Le strutture di comando funzionano e coordinano questi contrattacchi: continuano a far decollare droni bombardieri TB2, a scagliare missili balistici a lungo raggio, ad attivare batterie contraeree, a distribuire munizioni.

 

feriti e morti dopo i bombardamenti russi in ucraina 4

I generali di Mosca hanno schierato una prima linea efficiente, formata dai "gruppi tattici mobili" che procedono in una carica corazzata in stile sovietico. Inutile, perché si lasciano dietro una terra ostile. Lo schema adesso è chiaro. La punta dei tank va avanti e circonda le città. Altre truppe ne logorano le difese. Poi i reparti esploranti entrano nei centri urbani. Se non scoprono soldati ucraini, allora passano la mano alla Rosgvardia ossia i pretoriani incaricati di "pacificare" gli abitanti.

 

volodymyr zelensky e vladimir putin 1

Altrimenti? Da ieri hanno cominciato a spianare i palazzi. Le periferie di Karkhiv, Sumy, Kherson, Mariupol iniziano a somigliare a Grozny, la capitale cecena rasa al suolo dai russi. Le direttrici dell'invasione sono proprio quelle mostrate martedì su una mappa dal presidente bielorusso Lukashenko, il vassallo di Putin: la cartina però indicava un altro fronte di attacco, da Odessa fino alla Transnistria, l'enclave filorussa in Moldavia, che ancora non si è concretizzato. Il disegno complessivo fa ipotizzare che Putin voglia dividere in due l'Ucraina, occupando stabilmente la costa del Mar Nero e l'intera regione a oriente del Dnepr.

feriti e morti dopo i bombardamenti russi in ucraina 3

 

Davanti a Odessa ieri una vedetta lanciamissili ha colpito una nave russa e in sostegno della città è arrivata la brigata Azov, la legione straniera di estremisti neri. Al capo opposto del Paese, la manovra a tenaglia stringe Kiev. Ieri mattina i caccia Sukhoi hanno gettato bombe tra i condomini di Irpin, uno dei passaggi obbligati per penetrare nella metropoli.

 

Dopo il tramonto una nuova pioggia di missili: le autorità sostengono che è stata colpita la centrale del riscaldamento, milioni di persone potrebbero restare al gelo. I manuali russi per il combattimento urbano ritengono infatti che prima dell'attacco bisogna incrinare la volontà dei difensori. Quando scatterà? Gli ucraini hanno trovato un documento in un blindato distrutto che descrive una campagna lunga quindici giorni. Se così fosse, non è ancora arrivata l'ora dell'assalto alla capitale. Ma gli ufficiali sul campo mordono il freno e vogliono scatenare la devastante potenza dell'arsenale di Mosca. «Dove sono i bombardieri?», ha scritto un miliziano ceceno. Tutti temono che stiano per arrivare.

feriti e morti dopo i bombardamenti russi in ucraina 6guerra russia ucraina 6guerra russia ucraina 33guerra russia ucraina 19guerra russia ucraina 23guerra russia ucraina 2volodymyr zelensky e vladimir putin 2

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...