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MAGNANO MALE E SI CURANO PEGGIO – I CINESI ORMAI RICORRONO ALLE POZIONI MAGICHE PER CURARSI DAL CORONAVIRUS: LE AUTORITÀ SANITARIE HANNO AUTORIZZATO UNA CURA A BASE DI BILE DI ORSO PER TRATTARE I CASI PIÙ CRITICI DI COVID-19, DANDO IL VIA LIBERA AL "TAN RE QING", INIEZIONI CONTENENTI ANCHE CORNA DI CAPRA E PIANTE – INVECE DI DIRCI LA VERITÀ SUI CONTAGI, MEGLIO FAR ESTINGUERE GLI ORSI BRUNI…
A.M. per “Libero quotidiano”
Bile d' orso e corna di capra condite con erbe medicinali come capirfoglio e forsizia. I cinesi oramai si fidano più della pozione magica tramandata dalla loro medicina tradizionale che dei trattamenti consigliati dalla loro sanità pubblica, della quale hanno costatato il fallimento.
Lo avevano provato anche un secolo fa, nella versione "vegana" dello yin qiao san, per curare l' influenza spagnola, salvo poi scoprire che si trattava soltanto di un placebo, forse efficace per rincuorare i pazienti e convincerli che guariranno, ma inutile dal punto di vista farmacologico.
Le autorità sanitarie cinesi hanno autorizzato infatti una cura a base di bile di orso per trattare i casi più critici di Covid-19, riferisce l' emittente britannica Bbc, riportando il via libera della Commissione sanitaria nazionale al Tan Re Qing, che consiste in iniezioni contenenti bile d' orso, corna di capra e piante.
Sempre meglio delle false cifre fornite dal regime di Xi Jinping, per chi aveva dovuto sperimentare l' effetto letale della menzogna ben prima che i servizi segreti Usa qualche giorno fa rivelassero al presidente Donald Trump come Pechino abbia sottostimato sia i casi totali di contagio sia i decessi causati dal Covid 19.
Secondo uno studio dell' università inglese di Southampton, se la Cina avesse agito in modo responsabile una, due o tre settimane prima, il numero dei contagiati dal virus sarebbe stato minore rispettivamente del 66%, dell' 86% e del 95 per cento. E ora sul resto del mondo non si stenderebbe l' ombra della morte.
Neghino pure la realtà, sostenendo che la pandemia scoppiata nella provincia cinese di Hubei alla fine del 2019, ha causato la morte di appena 3.207 persone e 82.543 casi di infezione. Ma che il comunismo possa coincidere con il progresso dell' umanità è un mito sfatato ogni giorno che il coronavirus ci lascia ancora campare.
Ora pare che il metodo di Pechino sia la panacea di tutti i mali. Non la pensano così i cinesi, che hanno visto fallire l' esperimento di contenimento totalitario, che ora fa temere una seconda ondata di contagi proprio nell' epicentro dell' epidemia, Wuhan.
Ora pensano piuttosto di tornare indietro, per ripartire da dove hanno sbagliato strada. Meglio ispirarsi al confucianesimo, che almeno provoca meno disastri, carestie e stermìni dell' ideologia maoista. E, già che ci sono, si rifanno alla scienza medica cristallizzata da secoli, che tuttavia sacrifica la vita degli orsi bruni, minacciandoli di estinzione.
Nella logica dell' emergenza, per disperazione, si coltiva anche l' illusione che sacrificare una bestia possa salvare una vita umana. Ma un' evidenza sperimentale rimane cosa diversa da una credenza popolare.
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