dissesto idrogeologico alluvione emilia romagna matteo renzi giuseppe conte mario draghi

A OGNI GOVERNO IL SUO FALLIMENTARE PIANO STRAORDINARIO ANTI DISSESTO – DA “ITALIASICURA” DI RENZI A “PROGETTITALIA” DI CONTE: DA 12 ANNI SI ALTERNANO PIANI STRAORDINARI PER METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO A RISCHIO ALLUVIONI O FRANE. OGNI ESECUTIVO CESTINA IL PROGETTO PRECEDENTE PER PRESENTARNE UNO SUO. SALVO POI APPELLARSI ALLA BUROCRAZIA, AL CODICE DEGLI APPALTI, ALLA LENTEZZA DEGLI ENTI LOCALI, AI RICORSI IN TRIBUNALE, PER GIUSTIFICARE IL FLOP…

Estratto dell'articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

alluvione emilia romagna

Pensavo fosse un piano straordinario, invece era un calesse. Intitoliamola così la commedia all'italiana che è la lotta al dissesto idrogeologico, in modo da chiarire fin da subito in quale ambito ci muoviamo e cosa ci dobbiamo aspettare dal finale. (Spoiler: poco e niente).

 

Il canovaccio è trito e diviso in tre atti. Il primo: disfare quel che ha fatto il precedente governo, a prescindere. "Avevano un piano, ma non funzionava, troppo lento e farraginoso. Il nostro, invece...". Secondo atto: lanciare il nuovo piano straordinario in conferenza stampa (rigorosamente dopo la catastrofe, perché prima il tema dell'ambiente nell'agenda politica non lo trova neanche un rabdomante) scegliendo un nome che guardi al futuro.

 

stefania prestigiacomo

Alcune idee: ProgettItalia, Strategia Italia, ItaliaSicura, CantierAmbiente, Piano Suolo. Terzo e ultimo atto: alla prossima catastrofe, che ne certificherà il fallimento, scaricare la responsabilità su burocrazia, codice degli appalti, enti locali, ricorsi in tribunale, la fine della legislatura, la pandemia, la sfortuna.

 

Sono almeno 12 anni che va in scena la replica di questa commedia, scritta male, pensata peggio e pericolosa per tutti. Nel 2010 c'è Stefania Prestigiacomo al ministero dell'Ambiente quando, a seguito dell'alluvione di Giampilieri (37 morti), si chiude per la prima volta il rubinetto dei finanziamenti a pioggia delle opere antidissesto e si apre alla pianificazione pluriennale, condivisa con le Regioni.

matteo renzi

 

[…]

 

Dopo 4 anni, il bilancio è ridicolo: solo il 5,6% dei lavori conclusi, una miriade di criticità emerse. Si scopre che il sistema Rendis di monitoraggio non permette di rendicontare le spese, i commissari non hanno strutture tecniche adeguate e i piccoli comuni non hanno personale per stilare progetti e garantire la direzione lavori.

 

Un problema, quest'ultimo, che si riverbera anche negli anni successivi. "La colpa non è nostra, bensì del patto di Stabilità che blocca i fondi", si giustifica allora l'esecutivo di Berlusconi.

 

giuseppe conte dopo il confronto con giorgia meloni

Monti neanche ci prova, impegnando il suo governo al risanamento dei conti dello Stato, e Letta rimane in carica solo 9 mesi. Arriva Renzi, e mentre scatena una battaglia con gli ambientalisti concedendo permessi per le trivellazioni di idrocaruburi offshore, ha l'intuizione di creare una struttura di missione per il dissesto presso la Presidenza del consiglio per mettere a terra i fondi e trasformarli in quel che serve per consolidare il territorio fragile.

 

[…] ItaliaSicura racimola 8,4 miliardi e cataloga 11 mila interventi da fare, la macchina procede lenta, eppur si muove. A Genova per il Bisagno partono lavori per mezzo miliardo, per dire. Dura troppo poco.

 

mario draghi 1

Eletto nel 2018 il governo gialloverde di Conte cancella la struttura ritenendola un costoso passacarte che rallenta l'apertura dei cantieri di 8-9 mesi. Niente paura, anche Conte ha un piano straordinario che affida al suo ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Si chiama ProgettItalia, con una cabina di regia battezzata Strategia Italia. Risultati durante i due mandati di Conte (Lega-M5S, Pd-M5S): non pervenuti.

 

"La colpa è del codice degli appalti, che non considera i finanziamenti della prevenzione idrogeologica come prioritari", si difende oggi Costa, intervistato dal Fatto. I magistrati della Corte dei Conti la vedono diversamente e fanno a pezzi l'intero impianto di ProgettItalia, […]

 

alluvione emilia romagna

Altro governo, altro Piano straordinario. Quello di Draghi si chiama Pneic, Piano nazionale Energia e Clima, è gestito dal ministro della Transazione ecologica e promette, tra le altre cose, l'annosa messa in sicurezza dei fiumi.

 

I soldi per cominciare ci sono, sempre gli stessi: gli 8,4 miliardi recuperati da ItaliaSicura che tre governi non sono stati capaci di spendere. Non ci riesce neanche Draghi, finendo per metterli nel Pnrr. Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi da sette mesi ma ha già dovuto affrontare due disastri, l'alluvione di Ischia e quella in Emilia Romagna.

 

MATTEO PIANTEDOSI IN ELICOTTERO SORVOLA L EMILIA ROMAGNA DOPO L ALLUVIONE

Dopo Ischia, il ministro della Protezione Civile Musumeci ha tirato fuori dal taschino la versione meloniana del piano, ancora privo di nome. "Si è costituito un gruppo di lavoro interministeriale, affidato al mio dicastero, per ricostruire il quadro degli interventi anti-dissesto, risorse stanziate e fabbisogno". Naturalmente, assicurano, accelererà e semplificherà le procedure. […]

MALTEMPO IN EMILIA ROMAGNA ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA MALTEMPO IN EMILIA ROMAGNAALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)