paolo guzzanti soldi

LA PENSIONE D’ORO E LA COLLETTA DEGLI AMICI: LO STRANO CASO DI PAOLO GUZZANTI – IL GIORNALISTA ED EX PARLAMENTARE HA FATTO SAPERE DI ESSERE RIMASTO CON 14 EURO SUL CONTO E DI AVER DOVUTO CHIEDERE AIUTO: “HO AVUTO DUE DIVORZI, L’ULTIMO PARTICOLARMENTE ONEROSO. E MI SONO DOVUTO SOTTOPORRE A QUATTRO INTERVENTI IN UN ANNO. TUTTO QUESTO MI HA IMPEDITO DI PAGARE LE TASSE, CHE SONO DIVENTATE ANCORA PIÙ ESOSE E CHE NON SONO PIÙ RIUSCITO A SOSTENERE” – “TRA LA PENSIONE DA GIORNALISTA E QUELLA DA PARLAMENTARE PRENDO 8MILA EURO. EH, SÌ, SAREI BENESTANTE...DOPO IL MIO APPELLO IN UN GIORNO HO RICEVUTO 5.000 EURO” – LA REAZIONE DEI FIGLI: “CORRADO MI HA SUBITO SCRITTO: ‘PAPÀ, PERCHÉ NON ME LO HAI DETTO?’. AVEVO GIÀ CHIESTO SIA A LUI CHE A SABINA, MA SONO NABABBI...”

1. «ROVINATO DA DIVORZI E FISCO MI RESTANO 14 EURO SUL CONTO, HO CHIESTO AIUTO AGLI AMICI»

Estratto dell’articolo di Giuseppe Alberto Falci per il “Corriere della Sera”

 

PAOLO GUZZANTI

«È un momento di crisi, mi sono ritrovato con 14 euro in tasca e ho chiesto aiuto a un piccolo gruppo di amici» dice al Corriere Paolo Guzzanti con eleganza e al contempo imbarazzo.

 

Se non è un pesce d’aprile, che cosa sta succedendo, Guzzanti?

«Non avevo nessuna intenzione di divulgare questa cosa. L’ho fatto per disperazione. Ho scritto un sms a un gruppo ristretto di amici».

 

Ci dica il contenuto...

«Il mio messaggio di partenza è stato: “Cari amici, mi trovo in un momento di difficoltà sia per quanto riguarda la mia salute sia rispetto ai debiti con il Fisco. Vi chiedo un piccolo contributo che mi impegno a restituire con la quattordicesima di giugno. Mi scuso con tutti, specie con chi si potrebbe irritare. Un saluto affettuoso, Paolo”».

 

Qual è stata la risposta?

SILVIO BERLUSCONI PAOLO GUZZANTI

«Tutti mi hanno chiamato per sapere come stessi e hanno inviato bonifici, consentendomi di raccogliere 4.000 euro. Dopodiché la mia amica Sara Manfuso ha voluto socializzare la mia condizione perché è un tema che va oltre la povertà».

 

Ovvero?

«Sono un signore di 85 anni che si è sentito indifeso».

 

Ma stiamo sempre parlando di un professionista che incassa una pensione da privilegiato.

PAOLO GUZZANTI CON I FIGLI SABINA E CORRADO

«È vero, resto un privilegiato in quanto ex parlamentare e giornalista di lungo corso, ma avendo avuto due divorzi, l’ultimo dei quali particolarmente oneroso, mi ritrovo con 14 euro in tasca. Tutto questo mi ha impedito di pagare le tasse che sono diventate ancora più esose e sono state spalmate in rate che non sono più riuscito a sostenere.

 

Divorziare è un lusso, ma dovrebbe essere un diritto garantito. Della mia pensione mensile rimane circa un terzo. Aggiunga poi che mi sono dovuto sottoporre a quattro interventi coperti da Casagit (la cassa di assistenza sanitaria dei giornalisti italiani, ndr) ma solo in parte e poi ancora è sopraggiunta una piccola depressione».

 

paolo guzzanti foto di bacco (3)

Ma che cosa lamenta, quindi, rispetto al sistema Paese?

«Il Fisco è un esattore di debito, ti tratta come un debitore. Ma non siamo solo debitori. Nei Paesi civili come la Germania gli agenti del fisco vengono a casa e ti domandano: “Tutto bene? Ha risolto quella cosa?”. È un dialogo fisco-cittadino che noi ci sogniamo.

Per non parlare della sanità: o ti servi della privata oppure se vai alla Asl è un disastro. Se devi fare un intervento ai reni ti fissano un appuntamento nel 2026. E ancora le banche non daranno mai un prestito a un signore di 85 anni».

 

Ma i suoi figli cosa le hanno detto?

«Corrado mi ha subito scritto: “Papà, perché non me lo hai detto?”. Avevo già chiesto sia a lui che a Sabina ma ricordo a tutti che sono solo famosi e non nababbi». […]

 

2. GUZZANTI: “AIUTO, HO SOLO 14 EURO”

Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio per “la Repubblica”

 

paolo guzzanti foto di bacco (2)

«Possibile?», si chiedono in tanti. Sarà vera questa storia di Paolo Guzzanti indigente, rimasto con 14 euro sul conto corrente, e perciò costretto a chiedere aiuto agli amici? È il primo aprile. E Guzzanti imitava Pertini («nevvero»), imitava Scalfari, si è fatto beffe di mezza Prima Repubblica. Non sarà una delle sue mattane?

 

«Scherzi?», fa Guzzanti, quando lo chiamiamo. «È tutto vero. L’altro giorno ho mandato un messaggio anche a Sara Manfuso, lei è molto mia amica». Telefonata a Manfuso, opinionista televisiva, come si definisce su Instagram (40mila follower), già gieffina, ex moglie del bersaniano Alfredo D’Attorre, e ora dello storico Andrea Romano. […]

 

PAOLO GUZZANTI

Paolo Guzzanti ha 84 anni. Firma di Repubblica, La Stampa, Il Giornale, ora del Riformista. Molte vite, altrettante maschere. Da giovane era socialista, poi ha fatto il parlamentare del Pdl, iper berlusconiano, piazzato dal Cavaliere nel dicembre del 2001 inquisitore capo della più controversa delle Commissioni d’inchiesta, la Mitrokhin: Prodi querelò, l’allora segretario dei Ds, Piero Fassino denunciò: «La destra così vuole colpire la democrazia». Successivamente Guzzanti è stato anche anti berlusconiano. [...]

 

 

La denuncia sulle tasse eccessive (è rimasto impigliato in un intricatissimo debito fiscale), la malattia (ha subito quattro costosissime operazioni in un anno), l’esosità del suo secondo divorzio. Guzzanti ha sei figli. Tre sono famosissimi attori: Corrado, Sabina, Caterina.

 

Ma come si può finire con 14 euro sul conto corrente con due pensioni?

«Tra quella da giornalista e quella da parlamentare prendo 8mila euro».

Otto mila?

«Eh, sì, sarei benestante».

 

paolo guzzanti con le figlie caterina e sabina foto di bacco

E in quanti hanno risposto all’appello?

«Ho già ricevuto 5mila euro, una mano me l’ha data anche mio figlio Corrado, a tutti ho spiegato che restituirò il prestito a giugno, quando prendo la quattordicesima, ma loro dicono: no, no, non vogliamo niente. È un regalo».

 

Telefonata a un ex firma di questo giornale.

È vero che l’ha aiutato?

«Sì, ho contribuito subito. È un vecchio amico. Purtroppo si è incasinato la vita, tanto che è ancora costretto a lavorare».

«Eh, non sono molto fiero di quello che ho fatto, è una dimostrazione di sventura», ammette Guzzanti.

 

PAOLO GUZZANTI - LA GRANDE TRUFFA

Negli anni Ottanta era una griffe del nostro giornalismo. È sua la memorabile intervista a Franco Evangelisti, il luogotenente di Andreotti, (A Fra’, che te serve ?). Faceva quelli che allora si chiamavano pezzi di scrittura. Ogni estate Scalfari lo mandava a raccontare l’Italia vacanziera. Poi s’inventò il fenomeno Cossiga. Il picconatore. La Stampa gli chiese di seguire il presidente della Repubblica che inaugurava un tribunale a Gela, lui non voleva andarci, poi anche lì Cossiga straparlò, e Guzzanti ne fece un genere: ogni giorno i loro colloqui finivano sul giornale.

 

Eccessivo, anche nell’amare la vita tutte le sue pieghe, uno che «racconta storie belle e divertenti che non si sa mai come vanno a finire», così lo descrisse una volta un suo amico, ha sempre parlato volentieri di sé. Rivelava delle sedute dagli analisti quando non era uso farlo. È lo spadaccino che incrocia la spada, litiga, fino all’insulto, ma poi pretende di fare la pace. Tutto in fondo è teatrale in lui. Come quest’ultima recita.

paolo mieli e paolo guzzanti foto di baccoPAOLO GUZZANTIpaolo guzzanti foto di bacco (4)

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