napoli pitbull polizia cane

POLIZIOTTI DA SBRANARE – È STATO RINVIATO A GIUDIZIO L'AGENTE CHE DURANTE UN ARRESTO A NAPOLI HA SPARATO A UN PITBULL CHE LO AVEVA AZZANNATO: IL PADRONE PER EVITARE LE MANETTE L'AVEVA AIZZATO CONTRO GLI AGENTI, UNO DEI QUALI AVEVA RISPOSTO UCCIDENDO IL CANE – GLI ANIMALISTI ESULTANO, MA IL SINDACATO DI POLIZIA NON CI STA: “ FU LEGITTIMA DIFESA…” - VIDEO

 

Da "www.lastampa.it"

 

napoli poliziotto spara al pitbull 8

Sparò al cane Pit Bull durante l’arresto del proprietario e per questo un poliziotto è stato rinviato per questo dal gip di Napoli. I fatti avvennero in città un anno fa, il 12 luglio 2019, mentre la polizia prendeva un pregiudicato di 25 anni.

 

napoli poliziotto spara al pitbull 1

In via Cesare Rosaroll, l'agente aprì il fuoco sul cane, aizzato dal padrone per evitare l'arresto contro in suo collega, uccidendolo. Da un balcone vicino qualcuno riprese la scena al cellulare e il video fece il giro del web, provocando polemiche con gli animalisti e l'apertura di un fascicolo.

 

«Rocky ti avevo promesso giustizia e così è stato. La battaglia è stata difficile ma ce l’abbiamo fatta: imputazione coatta per l'agente di polizia che ti ha ucciso! – scrive sul suo profilo Facebook Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale del Cane – . In tribunale tutti, ma proprio tutti, eravamo la tua voce. Grazie Rocky, per la testimonianza che hai lasciato, per l’amore e la dignità che ti hanno accompagnato fino al tuo ultimo respiro».

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IL SINDACATO DEI POLIZIOTTI: «FU LEGITTIMA DIFESA»

«I poliziotti che spararono al pitbull salvarono la vita ad un operatore di polizia coinvolto, aggredito dal cane stesso. Fermo restando l'amore ed il rispetto che abbiamo per i nostri amici a 4 zampe, la necessità di uccidere l'animale fu motivata dall'esigenza del momento ed è condivisibile, poiché la tutela di un essere umano, di un cittadino o, come in questo caso, di un operatore di Polizia, si chiama legittima difesa – spiega Roberto Massimo, segretario provinciale di Napoli del sindacato di polizia Usip-Uil – . Il rinvio a giudizio del collega, per quel che ci riguarda, ha poco senso ed immaginiamo sia semplicemente un atto dovuto, sicuri che la Magistratura accerterà la realtà dei fatti».

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Il sindacato Usip esprime «ferma condanna e aperto biasimo nei confronti di tutti coloro che, con dichiarazioni pubbliche, vorrebbero far passare gli uomini e le donne in divisa come crudeli assassini, strumentalizzando l'accaduto.

 

Se al posto del tutore dell'ordine ci fosse stato un nostro figlio, oggi li chiamerebbero eroi, paladini che con sprezzo del pericolo e senso del dovere tutelano i cittadini. Siamo stanchi di essere presi di mira ed utilizzati come strumento di pressione per scopi elettorali. La politica, la vera politica, si faccia sentire e stia accanto a questi paladini», conclude il sindacalista.

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