giovanni bazoli

“UBI” MAIOR - LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER GIOVANNI BAZOLI E VICTOR MASSIAH PER L’INCHIESTA SU UBI BANCA - IL PRESIDENTE ONORARIO DI INTESA E L'AD DELL’ISTITUTO SONO ACCUSATI DI AVER OSTACOLATO LA VIGILANZA E PILOTATO LE NOMINE

G.B. per “la Verità”

 

giovanni bazoli

Il pubblico ministero di Bergamo, Fabio Pelosi, ha chiesto il rinvio a giudizio per 31 imputati per nell' inchiesta Ubi. Un procedimento che tira in ballo nomi di peso del mondo bancario italiano. La Procura, nel corso dell' udienza preliminare, ha chiesto infatti il processo per il banchiere Giovanni Bazoli e per il consigliere delegato e attuale capo della banca, Victor Massiah. Le accuse sono di ostacolo agli organismi di vigilanza e di presunte interferenze illecite in vista della formazione dell' assemblea del 2013.

 

Inizialmente gli indagati erano 39, ma il pm Pelosi ha chiesto il rinvio solo per 30 persone fisiche (oltre alla banca stessa). Alla base delle accuse ci sarebbe la mala gestio, in barba alle regole di mercato, della quarta banca italiana nata dalla fusione tra le banche di Brescia e Bergamo.

UBI BANCA

 

Secondo il documento di chiusura delle indagini, Bazoli era «tra i componenti della cabina di regia che sul lato bresciano decideva le nomine degli organi della banca e delle sue partecipate in condivisione con quelle decise dalla commissione Zanetti (Emilio, ex presidente di Ubi, ndr) costituita sul lato bergamasco». Stando agli inquirenti, tra le due sponde c' era un patto che permetteva di decidere l'alternanza negli organi di governo della banca, dirigendo, con i loro voti, l' assemblea dei soci.

victor massiah

 

Inoltre, nessuno ha comunicato alle due autorità di vigilanza, Consob e Banca d' Italia, il patto parasociale e i metodi con i quali venivano decise le nomine, lasciando intendere al mercato che fossero garantiti i principi di «pariteticità e alternatività», mancanti.

 

Le due sponde esterne alla banca ne avrebbero dunque ingiustamente preso le redini e per questo sarebbe stato chiesto, fra gli altri, il rinvio a giudizio di Bazoli, dall' aprile 2016 presidente onorario di Intesa Sanpaolo. Inoltre, sempre a Bazoli, è stato contestato il fatto di avere due cariche gestionali contemporaneamente in due gruppi concorrenti: dal 29 marzo 2012 il banchiere ha continuato a mantenere la presidenza del gruppo bancario Intesa Sanpaolo oltre che ad amministrare di fatto il gruppo Ubi, funzione che lui stesso avrebbe negato anche davanti alla Consob.

UBI BANCA BRESCIA

 

«Tutte le persone informate dei fatti conoscono i servizi che io ho reso al Paese e in particolare al sistema bancario italiano», ha detto dopo la notizia del rinvio a giudizio. Quello di ieri è dunque un passo importante compiuto dalla Procura di Bergamo. Se il processo andrà a finire con una condanna, rischia di avere un impatto enorme per il sistema bancario italiano e soprattutto per due delle maggiori banche italiane. Ancora una volta, però, non è chiaro quale sia stato in questa vicenda il ruolo della vigilanza. La sensazione che rimane è che i controlli in Italia, ancora una volta, partano sempre e solo a danno avvenuto.

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