le iene - la denuncia di matteo che rivela abusi subiti da un cantante

“SONO STATO ABUSATO DA UN CANTANTE FAMOSO QUANDO AVEVO SOLO 16 ANNI” - IL RACCONTO DI MATTEO A “LE IENE”: “OGNI VOLTA CHE GLI PORTATO IL CAFFE’ IN CAMERA CERCAVA UN APPROCCIO - UNA VOLTA HA INIZIATO A FARMI DELLE DOMANDE POI MI HA DETTO: 'SEDIAMOCI SUL LETTO'. MI HA ACCAREZZATO LA SCHIENA POI MI HA APERTO LA CERNIERA DEI PANTALONI E MI HA PENETRATO. NON DEVO AVERE PIÙ PAURA DI ASCOLTARE UNA SUA CANZONE. AVEVO 16 ANNI: NON TI HO DETTO IO DI METTERMELO NEL CULO” - VIDEO!

Andrea Riva per www.ilgiornale.it

 

matteo e gli abusi subiti da un cantante famoso

"Quando avevo 16 anni sono stato abusato da un cantante famoso". Inzia così il racconto di Matteo, che ora di anni ne ha 38 e la sua vista è stata segnata per sempre da quella violenza. Una violenza che si è portato dentro per troppo tempo e che ora - in seguito anche all'esempio delle donne che hanno avuto il coraggio di raccontare gli abusi nel mondo del cinema - ha deciso di parlare. Anche per farsi un po' di forza: "Non devo avere più paura di ascoltare una sua canzone. Avevo 16 anni: non ti ho detto io di mettermelo nel c...".

 

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Secondo quanto affermano Le Iene, che hanno intervistato Matteo, il cantante che avrebbe abusato di lui sarebbe molto famoso. I dubbi su questo racconto sono molti: il 38enne è stato davvero molestato quando aveva 16? Non sta mentendo? Il programma di Italia 1, per comprendere le reali intenzioni di Matteo, si è fatto aiutare da Angelo Zappalà, psicologo e criminologo: "Nei casi di abusi sessuali non sempre si sa cosa è successo e se è successo". Bisogna quindi prendere tutto con le pinze, soprattutto dopo i recenti scandali. La voglia di protagonismo è grande. Così come il dolore di chi è stato abusato.

 

matteo e gli abusi subiti da un cantante famoso

Durante l'intervista, Le Iene usano la strategia consigliata dallo psicologo: prima domande vaghe e poi quelle sul presunto abuso. Avvicinarsi alla verità è difficile e non sono permessi passi falsi. E così Matteo racconta di quando andava in barca con lo zio per pescare e di quando è stato licenziato. Poi il racconto più brutto della sua vita: "C'era una persona famosa che più volte ha chiesto il servizio in camera e, più volte, ha cercato di avere un approccio per parlare, ma la scuola ti insegna che devi essere molto distaccato".

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Ma è dopo aver portato tre o quattro caffè che il giovane sarebbe stato abusato: "Ha iniziato a farmi delle domande e io gli rispondevo perché era una persona famosa che mi parlava. Poi mi ha detto: 'Sediamoci sul letto'. Lui era in piedi e mi ha messo la mano sopra la spalla. Mi ha accarezzato la schiena, poi la spalla e la coscia e infine i pantaloni".

 

Matteo rimane di sasso. È immobile. "Mi ha completamente abbassato fuori i pantaloni e ha tirato fuori un preservativo. Poi mi ha fatto girare e mi ha penetrato. Da parte sua è stato un rapporto completo. Sarà durato in tutto cinque minuti. Mi sono sentito perso. Vuoto". Il giovane piange e si emoziona.

 

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"Lui faceva casino. Vedo il suo cazzo con il preservativo e il bianco delle lenzuola. Dopo che ha fatto quello che ha fatto, ha fatto la doccia". Matteo continua a lavorare, poi va via: "Lì pensi che le colpe siano tue". Matteo sta in silenzio. Soffre e la sua vita si fa sempre più buia. Cetezze degli abusi non ci sono. Ma alcuni punti fermi sì.

 

"Era la stanza 334. Appena entri sulla destra c'è il bagno, sulla tua sinistra un comodino lunghissimo, poi fai quattro passi e trovi un letto matrimoniale e due poltrone. I divani erano color senape molto chiaro".

 

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La camera 334 però, secondo il direttore dell'albergo, non esiste. Non è mai esistita. Le stanze arrivano infatti fino alla 326. Matteo si è confuso? Eppure il 38enne lì ha lavorato, come testimonia il suo libretto di lavoro. E pure il cantante famoso è stato ospitato lì e le date coincidono. E anche la descrizione della stanza coincide, seppure con un numero diverso. La camera è la 309. Matteo comincia a piangere. Si ricorda di quei momenti. E tutto torna. Il ragazzo è sicuro. Le Iene cambiano il percorso, ma il 38enne riconosce sempre la stessa camera.

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