gemma bracco vincenzo dimotero truffa rapinatore poetessa

NON SOLO IL DANNO, ANCHE LA (DOPPIA) BEFFA! IL RAPINATORE DELLA POETESSA GEMMA BRACCO, MOGLIE DELL’EX MINISTRO E PRESIDENTE DELLA BIENNALE PAOLO BARATTA, ERA STATO FERMATO TRE ORE PRIMA DEL COLPO E POI RILASCIATO. NON SOLO IL MALVIVENTE NAPOLETANO 35ENNE, POI ARRESTATO, È STATO AIUTATO PER ERRORE DAL PORTIERE DEL PALAZZO DA CUI ERA APPENA USCITO CON LA REFURTIVA CHE LO HA AVVISATO DELLA CADUTA DALLE SUE TASCHE DI ALCUNE ANTICHE MONETE IN OTTONE, RICEVUTE DALLA VITTIMA – IL BOTTINO DA 3 MILIONI DI EURO (8 COLLANE D’ORO, 12 COLLANE DA SERA CON PARURE, 10 SPILLE, 7 BRACCIALI, 10 ANELLI, ALTRETTANTI ORECCHINI E 6 OROLOGI DI LUSSO) E LA CACCIA AI COMPLICI...

Articolo di Marco Carta per “la Repubblica – Cronaca di Roma” - Estratti

 

GEMMA BRACCO

«Signore, le sono cadute delle monete. Aspetti». È successo anche questo: un rapinatore in fuga è stato aiutato per errore dal portiere del palazzo da cui era appena uscito con la refurtiva. «Pensavo fossero sue e le ho raccolte». Nella maxi truffa da tre milioni di euro ai danni della poetessa Gemma Bracco, moglie dell’ex ministro ed economista Paolo Baratta, c’è una doppia beffa.

 

Vincenzo Dimotero, l’unico arrestato finora, ha potuto contare sull’involontario supporto del custode, che lo ha avvisato della caduta di alcune antiche monete in ottone, ricevute dall’anziana vittima. Il 35enne, inoltre, poche ore prima di fare irruzione a casa Baratta, era stato fermato e fotosegnalato dai carabinieri a Fiumicino. «Sembrava sospetto», raccontano gli investigatori. E avevano ragione.

 

La vicenda, che risale al 4 ottobre, è ormai nota. Gemma Bracco riceve una telefonata da un finto carabiniere: «Si sieda, perché devo comunicarle una brutta notizia». Alla 80enne viene detto che la figlia è stata arrestata a Venezia per aver investito una donna. Poco dopo, arriva la seconda chiamata: un sedicente avvocato chiede 6.500 euro per evitare la denuncia.

 

Travolta dall’angoscia, la donna cade nel tranello. Ma quello è solo l’inizio. Dopo aver consegnato i primi soldi, i truffatori si presentano più volte alla sua porta, facendosi dare beni per un valore complessivo di tre milioni di euro.

vincenzo dimotero

 

Il patrimonio della famiglia Bracco-Baratta, custodito nella cassaforte, è di quelli importanti: due lingotti d’oro da un chilo ciascuno (oltre 200.000 euro di valore), 64 sterline d’oro (mille euro l’una), antiche monete d’ottone da collezione. Poi ci sono i preziosi. Circa 25 chili di argenteria e numerosi gioielli in oro molti dei quali creazioni esclusive.

 

Nell’elenco compaiono otto collane d’oro, dodici collane da sera con parure, dieci spille, sette bracciali, dieci anelli, altrettanti orecchini e sei orologi di lusso, tra cui un Bulgari e un Piaget da uomo. Alla fine, per convincerla a consegnare gli ultimi preziosi, Gemma Bracco sarebbe stata minacciata: «Ti spezzo in due e ti scaravento dalla finestra». Solo quando riesce finalmente a parlare con la figlia, la donna capisce di essere stata raggirata.

 

gemma bracco paolo baratta

Vincenzo Dimotero, accusato di truffa e rapina, è solo il terminale di un’organizzazione ben più strutturata con base a Napoli. Gli agenti della Squadra Mobile, guidati da Stefano Signoretti, lo hanno individuato confrontando le immagini della videosorveglianza del palazzo della vittima con le foto scattate dai carabinieri durante il controllo di quella mattina. Il 35enne aveva già destato sospetti per via dei suoi precedenti per truffa, ma era stato lasciato libero. Poche ore dopo, partecipa al colpo da 3 milioni di euro.

 

Originario di Scampia, rione Don Guanella

 

(...)Ad incastrare il malvivente sarebbe stato anche il suo smartphone, attraverso cui sono stati ricostruiti tutti i suoi spostamenti.

 

Vincenzo Dimotero, a fronte di un bottino milionario, avrebbe ricevuto un compenso irrisorio. Ora si trova in carcere, ma non ha rivelato i nomi dei complici: dai telefonisti ai corrieri, fino ai ricettatori.

 

banditi truffa a gemma bracco

C’è però un dettaglio che inquieta gli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo: i truffatori avevano raccontato a Gemma Bracco che sua figlia era stata fermata a Venezia. Proprio la città in cui, in quel momento, si trovava realmente il marito Paolo Baratta.

 

banditi truffa a gemma bracco

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