uccello pene

AGLI ITALIANI PIACE IL PESCE (E ANCHE L’UCCELLO) - NELLA SCELTA DEGLI ANIMALI DOMESTICI, GLI ITALIANI PREFERISCONO PESCI (30 MILIONI) E UCCELLI (13 MILIONI) A CANI E GATTI. SUBITO DIETRO CI SONO CONIGLI E TARTARUGHE - UNA FAMIGLIA SU TRE HA IN CASA UN “PET” MA CRESCONO I SINGLE CHE, IN ASSENZA DI UN PARTNER, SI “SFOGANO” CON UN ANIMALE

Valeria Arnaldi per “il Messaggero”

 

pesci

Pesci, uccellini, cani e gatti. Sono comuni, spesso non di razza e salvati da oasi, gli animali prediletti dagli italiani. Sono i numeri a dirlo. Nelle nostre case, vivono trenta milioni di pesci, tredici milioni di uccellini - il Paese è al primo posto in Europa - oltre sette milioni e mezzo di gatti e circa sette milioni di cani.

 

Sono intorno a tre milioni conigli - pressappoco un milione e ottocentomila - e tartarughe. A possedere un pet, segnala il dossier “Gli animali nelle case degli italiani” di Coldiretti, è il 33% delle famiglie, praticamente una su tre, nella metà dei casi la provenienza è da gattili e canili o addirittura dalla strada. Il totale è di oltre sessanta milioni di esemplari, quasi uno per ogni abitante.

 

I PIÙ RICERCATI

cuccioli uccelli

La mappatura degli animali domestici consente di tracciare un nuovo ritratto degli italiani: più tradizionali, meno attirati da specie esotiche - negli ultimi cinque anni, come registra l'ultimo rapporto Assalco-Zoomark, gli shop hanno ridotto la vendita di animali, soprattutto esotici appunto - con una crescente sensibilità contro gli abbandoni, e pronti a prendersi cura di un piccolo amico. A crescere nell'ultimo periodo, è la presenza di pet a casa dei single, passati tra il 2011 e il 2017 dall'8,4% all'11,1%. Più alta pure la quota di proprietari over65, salita dal 21,5% al 23,7%.

 

uccellino con bacca

La percentuale più consistente, il 34,4%, è costituita da famiglie di due persone. Seguono quelle con tre persone, 24,1%, e con quattro, 22,4%. Il 58% ha un solo animale, il 14% quattro o più. Gli animali d'affezione, secondo un'indagine GfK Eurisko, entrano nelle nostre case - e vite - perché portano serenità e gioia, nel 43% dei casi, allegria e divertimento, nel 36%, tranquillità, nel 16%, e sicurezza, nel 6%. Di fatto, aiutano a sentirsi meno soli.

 

Per l'81%, favoriscono socialità e comunicazione. Insegnano a badare di più a se stessi: secondo il 94% stimolano a svolgere attività fisica e, per il 95%, hanno effetti positivi sulla salute della psiche. Insomma, regalano compagnia e, a seconda della specie ovviamente, senso di protezione. Di più, un'idea di famiglia anche a chi ne è privo o lontano. D'altronde, spesso, si tratta di rapporti di lunga data, che superano i vent'anni, nel 20% dei casi, durano da undici a venti nel 24%, e vanno da uno a dieci nel 51%.

cani e gatti per un obiettivo comune

 

CURE IN CRESCITA

Non stupisce che gli italiani siano pronti a spendere molto per prendersi cura dei loro piccoli amici, fino a viziarli. Negli ultimi cinque anni, stando al dossier Coldiretti, si sono registrati sensibili aumenti nelle spese per gli animali domestici. E proprio per le coccole.

 

Se è vero, infatti, che la gran parte delle risorse è dedicata all'alimentazione - oltre 2 miliardi di euro l'anno, per una cifra media mensile a famiglia che va da trenta a cento euro - lo è pure che le richieste per servizi veterinari sono cresciute dell'89,1%, e quelle di beauty farm, vere spa per animali domestici, e asili per cani e gatti, dove lasciarli quando non è possibile portarli in vacanza, sono salite del 43,7%.

 

coniglio con i baffi

Tra i servizi offerti dalle beauty farm, palestre e piscine, ma anche parrucchieri specializzati, massaggi e maschere per rendere lucente il pelo. Il meccanismo piace e si è fatto business, tanto che sono quasi sei su dieci gli shop per animali che offrono servizi, a partire dalla toelettatura.

 

Sale del 6%, per Assalco-Zoomark, la spesa destinata all'acquisto di accessori, tra prodotti per l'igiene, giochi, cucce, acquari e via dicendo, pari a 72,3 milioni di euro.

In aumento pure la voce snack e fuoripasto, cresciuta del 10,3% a fronte del +2,7% registrato nella normale alimentazione, a riprova del fatto che a sollecitare l'acquisto è il desiderio di offrire qualcosa in più. Un dono per un amico.

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...