sposa picchia sposo

SE SCAPPI TI GONFIO! - A REGGIO EMILIA UN 30ENNE DISERTA LE NOZZE E LA SPOSINA MOLLATA ALL'ALTARE, UNA SICILIANA DI 38 ANNI, LO CERCA E LO RIEMPIE DI CAZZOTTI DAVANTI A TUTTI: “DOVEVA SPOSARMI, MA NON SI È PRESENTATO IN COMUNE PER LA FIRMA DELLE PRATICHE. È LA SECONDA PROMESSA DI MATRIMONIO INFRANTA IN SEI ANNI CHE STIAMO INSIEME…”

Daniele Petrone per “il Resto del Carlino - Edizione Reggio Emilia”

 

«Se scappi, ti sposo? No, ti picchio...». Altro che lieto fine come nel celebre film con Richard Gere e Julia Roberts. A Reggio è finita senza matrimonio e con botte da orbi a colui che sarebbe dovuto diventare sposo. Roba da film, ma è successo per davvero. Protagonisti della storia la 38enne siciliana Anna e il 30enne Riccardo (lo chiameremo così, in linea con la commedia americana).

 

«Doveva sposarmi, ma non si è presentato in Comune per la firma delle pratiche - racconta lei -. Ed è la seconda promessa di matrimonio infranta in sei anni che stiamo insieme. Non ci ho più visto e l' ho riempito di botte davanti a tutti». Teatro della scena andata in onda sabato pomeriggio, il centro commerciale I Petali.

 

SPOSA PICCHIA LO SPOSO

«Quattro anni fa - continua la donna originaria del Sud, ma residente a Reggio - si era presentato con tanto di anello. Poi dopo due mesi ci ha ripensato. Avevo annullato tutte le prenotazioni, dal ristorante alla chiesa. Alla fine lo avevo perdonato. E poco tempo fa si era nuovamente fatto avanti. Stavolta sembrava tutto certo, fino a quando non è arrivato in Municipio per le firme del caso. Avevamo fissato la data delle nozze al 24 febbraio, avevamo già comprato gli abiti, le bomboniere e prenotato il ristorante. Mi sono messa a piangere. L' ennesima mazzata dopo tante che ho avuto nella vita, tra problemi di salute e familiari. Ho un carattere vulcanico e così ho deciso di affrontarlo».

 

Anna chiede un appuntamento al suo ormai ex. «Ci vediamo ai Petali - spiega -. Sono andata agguerrita, vestita tutta in nero, da Catwoman. E lui si è nascosto dietro una donna addetta alla sicurezza del centro commerciale. Gli ho urlato di darmi chiavi e soldi per pagare tutto ciò che avevo anticipato io per le nozze. Poi l' ho preso per il cappuccio e gli ho dato pugni e calci fino a farlo scappare. E gli è andata bene, perché se succedeva al Sud, me lo tenevano fermo. Qui a Reggio invece al massimo si sono complimentati e tanti mi hanno detto che dovevo dargliene di più... ».

 

La donna cerca di sdrammatizzare, ma è una ferita profonda. «Se ci penso seriamente piango per ore, ma che devo fare? Bisogna andare avanti. Anzi, se qualcuno per caso ha scattato foto o girato dei video mentre 'lo meno»' me li invii per favore così li tengo per ricordo...».

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