fecondazione in vitro

“SONO STATA INVOLONTARIAMENTE UNA MADRE SURROGATA” – INCREDIBILE STORIA DAGLI STATI UNITI: HA PORTATO PER 9 MESI IN GREMBO UN BIMBO CHE NON ERA IL SUO SENZA SAPERLO. L'EMBRIONE ERA STATO IMPIANTATO CON LA FECONDAZIONE IN VITRO MA, DOPO AVERLO PARTORITO, L'ESAME DEL DNA HA RIVELATO CHE IL PICCOLO NON LE APPARTENEVA: COSÌ KRYSTENA MURRAY HA DOVUTO 'RESTITUIRLO' AI GENITORI BIOLOGICI, PAZIENTI DELLA STESSA CLINICA PER LA FECONDAZIONE ASSISTITA – LA 38ENNE AMERICANA HA FATTO CAUSA ALLA “COASTAL FERTILITY SPECIALIST”, PRESENTANDO I DOCUMENTI AL TRIBUNALE DELLA GEORGIA, IN CUI DENUNCIA DI ESSERE STATA SOTTOPOSTA AD "UN DOPPIO TRAUMA"…

(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Ha portato per 9 mesi in grembo un bimbo che non era il suo senza saperlo. L'embrione era stato impiantato con la fecondazione in vitro ma, dopo averlo partorito, l'esame del Dna ha rivelato che il piccolo non le apparteneva: così Krystena Murray ha dovuto 'restituirlo' ai genitori biologici, pazienti della stessa clinica per la fecondazione assistita.

 

Fecondazione in vitro

La donna americana di 38 anni, ha ora lanciato una causa senza precedenti contro la 'Coastal fertility specialist', presentando i documenti al tribunale della Georgia, in cui denuncia di essere stata sottoposta ad "un doppio trauma" e di aver "portato a termine una gravidanza, senza sapere che si trattasse di una creatura non biologicamente legata a lei". "Sono stata una involontaria madre surrogata", ha dichiarato la donna in una conferenza stampa, spiegando che la clinica non sa nemmeno dove siano gli embrioni che erano stati prodotti con i propri ovuli e lo sperma di un donatore.

 

feto

Single, Krystena aveva deciso di avere un bambino ed aveva scelto lo sperma di un donatore che le assomigliava: occhi azzurri, pelle chiara, capelli biondi. Il bimbo partorito era inequivocabilmente afro-americano. Ma per quasi un anno Krystena ha allevato il piccolo pensando convinta che la clinica avesse solo usato lo sperma sbagliato ma il suo stesso ovulo. Un successivo esame del Dna ha rivelato invece che il bambino non aveva alcun legame biologico con lei. Rintracciati dallo stesso centro per la fecondazione, i genitori hanno hanno ottenuto la custodia del piccolo. Ora Krystena chiede giustizia e dice: "Ho amato il bimbo come fosse mio e farei di tutto per tenerlo".

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