TOGHE ROTTE – IL PG DELLA CASSAZIONE AVVIA L’AZIONE DISCIPLINARE CONTRO BRUTI LIBERATI PER IL FAMOSO FASCICOLO SEA-GAMBERALE DIMENTICATO IN CASSAFORTE – GUAI IN VISTA ANCHE PER ROBLEDO, CON IL MINISTERO CHE VUOL VEDERCI CHIARO SU UN DEPOSITO MILIONARIO

Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera

 

edmondo bruti liberatiedmondo bruti liberati

Il sogno cullato per 30 anni da legioni di politici, e cioè una Procura di Milano bombardata sino alla tabula rasa , si realizza paradossalmente per autodistruzione dei suoi vertici in conflitto, Edmondo Bruti Liberati e Alfredo Robledo, ieri colpiti entrambi da azione disciplinare: il procuratore da quella avviata dal procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo, e l’ex suo vice dal disciplinare promosso dall’altro titolare di questo potere, il ministro della Giustizia Andrea Orlando. 


Bruti si vede contestare «stasi investigativa» nelle intercettazioni di Vito Gamberale trasmesse a Milano nel 2011 dalla Procura di Firenze; «violazione del principio di legalità» per non aver iscritto in alcun registro il fascicolo assegnato al capo del pool reati economici Francesco Greco, che poi lo mise al modello 45K degli «atti non costituenti notizie di reato»; e «negligenza inescusabile» per aver dimenticato il fascicolo nella propria cassaforte da dicembre 2011 a marzo 2012.

 

a sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberatia sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberati

L’iniziativa arriva dopo che due mesi fa nel penale il gip bresciano Elena Stefano, nell’archiviare l’ipotesi di omissione d’atti d’ufficio per mancanza in Bruti del dolo intenzionale, aveva però scritto che a Milano sarebbe esistita «una prassi anomala di distribuzione degli affari della Procura da parte del suo capo, il quale, non solo nella vicenda Sea-Gamberale, ma anche in altre e non isolate ipotesi, indulgeva ad assegnazioni inappropriate».

 

Tema fra quelli sottoposti il 16 marzo 2013 al Csm (ma sinora lasciati senza chiarificazione da due consiliature del Csm) in un esposto di Robledo, pm che il 5 febbraio 2015 è stato dal Csm poi rimosso da Milano in via cautelare non per l’esito di uno dei punti di contrasto con Bruti, ma per la contestata inopportunità nel dicembre 2012 di alcune sue interlocuzioni con l’avvocato della Lega, Domenico Aiello, intercettato (senza essere indagato) da Reggio Calabria. 

Vito Gamberale Vito Gamberale


Il 25 ottobre 2011 i pm fiorentini Turco e Mion con uno stralcio a modello 45 avevano mandato per competenza a Milano una intercettazione nella quale il 14 luglio 2011 Gamberale (allora n.1 del fondo di investimenti F2i) e il suo manager Mauro Maia parevano prefigurare tentativi di farsi cucire addosso il bando del Comune di Milano per la vendita di una quota della società Sea degli aeroporti.

 

Due anni dopo Robledo lamenterà che il fascicolo conclamava una turbativa d’asta, reato di competenza del suo pool: Bruti il 27 ottobre 2011 preferì invece assegnarlo a un altro suo vice, il capo del pool finanziario Greco, che l’indomani lo coassegnò al pm Fusco, che il 6 dicembre (dopo indiscrezioni di Reuters) segnalò però a Bruti l’opportunità di riassegnarlo al pool di Robledo per competenza sulle turbative d’asta. Mancavano però solo 10 giorni all’asta, che il 16 dicembre andò deserta, col risultato che il fondo di Gamberale si aggiudicò le azioni Sea offrendo 1 euro più della base d’asta di 385 milioni.

 

Ma il fascicolo, annunciato da Bruti in arrivo a Robledo il 9 dicembre 2011, solo il 16 marzo 2012 fu da Bruti iscritto a registro 44 (notizie di reato a carico di ignoti) e consegnato a Robledo, dopo articoli di Espresso online e Corsera sul fascicolo “desaparecido”. 

EDMONDO BRUTI LIBERATI EDMONDO BRUTI LIBERATI


Robledo, senza più poter operare atti a sorpresa, coltiverà poi una differente accusa di turbativa d’asta, non più per le condizioni del bando (su cui i tecnici del Comune avrebbero stoppato interferenze) ma per una ipotizzata illecita intesa con un gruppo indiano: ma il gip Anna Zamagni disporrà il proscioglimento di Gamberale, confermato dalla Cassazione. «Questo esito esclude profili sostanziali - ritiene ieri sera Bruti -, mentre risponderò sui dati formali ora contestatimi». 


Nel 2014, come reazione, Bruti aveva contestato a Robledo di aver pagato 1 milione a 3 custodi per far custodire nell’aprile 2009 non sul Fondo Unico Giustizia-Fug (appena creato) ma sulla banca Bcc di Carate Brianza i 90 milioni sequestrati a 4 banche estere per truffa sui derivati del Comune di Milano. Robledo replicò che i custodi Canevelli, Cremonesi e Gabrielli avevano contrattato con la banca cooperativa condizioni che - invece dei 2,2 milioni di interessi attesi in base alle serie storiche di Bankitalia — ne fruttarono 3,6: anche tolto il milione dei custodi, restava «un utile di 392.588 euro».

CAMERA ARDENTE DI GERARDO DAMBROSIO ALFREDO ROBLEDO CAMERA ARDENTE DI GERARDO DAMBROSIO ALFREDO ROBLEDO

 

A fine 2014 il pg della Cassazione archiviò addebiti disciplinari: i compensi ai custodi «presentano profili problematici e in parte discutibili », ma «non appaiono interpretazioni abnormi» di norme «di non agevole comprensione», pur se «non sfuggono (stante la somma) le implicazioni di natura economica connesse alla scelta» di una banca piuttosto che un’altra. E’ questo il profilo sul quale ora invece il ministro della Giustizia avvia l’azione disciplinare: se al momento del sequestro c’era ancora confusione sul Fug, a Robledo è contestato di non essersi comunque adeguato quando la specifica circolare sul Fug entrò a regime. 

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)