sesso nello spazio

TE LA DO IO LA “TROMBATA” SPAZIALE – AVVISATE BEZOS E MUSK: PER QUANTO POSSA SEMBRARE ECCITANTE, FARE SESSO NELLO SPAZIO È UNO STRAZIO - LA NASA ASSICURA CHE FINO A OGGI NON LO HA MAI FATTO NESSUNO E, A PATTO CHE QUALCUNO CI PROVI, RISULTERÀ DIFFICILE SUPERARE PROBLEMI DI ANCORAGGIO, SUDORAZIONE E, SOPRATTUTTO, EREZIONE A CAUSA DI… - DIVERSE LE OPPORTUNITÀ PER LE DONNE - MASTURBAZIONE, SESSO ORALE, FALSI MITI E GRAVIDANZA: TUTTO CIÒ CHE NON SAPETE...

Da "www.focus.it"

 

sesso nello spazio 4

Qualcuno l'ha già fatto? Se ci affidiamo alla versione ufficiale della Nasa, la risposta è un categorico “no!”. O meglio: finora pare non sia mai successo. Un portavoce, alla richiesta della stampa Usa, ha risposto che l’agenzia non ha mai condotto ufficialmente esperimenti di riproduzione animale nello spazio. Quindi, niente sesso, siamo astronauti. E non c'è motivo per non credergli.

 

Coppia in orbita. Nonostante questo diniego, in passato sono state fatte molte speculazioni sul sesso nello spazio. Soprattutto nel 1991, quando la Nasa, per la prima volta, mandò in orbita sullo Space Shuttle una coppia sposata: Jan Davis e Mark Lee. Entrambi si sono sempre rifiutati di rispondere alle domande circa la natura del loro rapporto durante la missione.

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Ma fare sesso in orbita è facile o difficile? Problematico o semplice? Eccitante o....

Problemi di privacy. Un primo problema pratico è l'assenza di... spazio. Nella Stazione Spaziale Internazionale si lavora a stretto contatto, in ambienti molto piccoli. Difficile ritagliarsi uno "spazio privato". Ma in un'eventuale navicella più grande, come quelle allo studio per un viaggio fino a Marte, si potrebbero ricavare alcove sufficientemente appartate. Ma altri problemi rimarrebbero...

 

jan davis e mark lee

Condizioni difficili. La microgravità è uno dei problemi più complessi, almeno dal punto di vista pratico. Lo sapeva bene la scrittrice Vanna Bonta che ha indagato la questione, fino a volare lei stessa due volte con gli aerei che simulano la microgravità. Le sue deduzioni però non fanno ben sperare. Bonta ha trovato impegnativo anche solo baciare il marito durante un volo a Zero G: per farlo - è la sua opinione - bisognerebbe ancorarsi a una parete.

 

Più ottimista è invece l'astronauta Roger Crouch che in una mail alla giornalista Mary Roach scrisse «se due persone vogliono fare sesso nello spazio alla fine fanno come sulla Terra: iniziano e poi diventano più bravi con l'esperienza».

 

Isaac Newton rema contro. A meno di non ancorarsi da qualche parte, in un ambiente a microgravità le persone fluttuano e vanno alla deriva; basta una piccola spinta per venire spostati velocemente. Insomma, la terza legge della dinamica (Per ogni forza che un corpo A esercita su di un altro corpo B, ne esiste istantaneamente un'altra uguale in modulo e direzione, ma opposta in verso, causata dal corpo B che agisce sul corpo A), non aiuta.

 

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Speranze. Secondo il fisico della Nasa Jim Logan, «il sesso in assenza di gravità dovrebbe essere organizzato in modo coreografico, altrimenti si rischia che somigli a una flagellazione». La questione può sembrare poco importante, ma con la programmazione di missioni molto lunghe, come quelle verso Marte, acquisterà maggior rilievo.

Caldo. Ma c'è anche un altro problema: le persone tendono a sudare di più in condizioni di microgravità e il sudore si accumula in strati intorno ai corpi, rendendoli appiccicosi e bagnati. Questo potrebbe creare non poco disagio nell’intimità…

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I problemi per lui. Superate le difficoltà di ancoraggio e di sudore, si presentano quelle fisiologiche... che riguardano soprattutto i maschi.

L’erezione è più difficile di quanto si pensi. L’assenza della forza di gravità ha un effetto rilassante sui vasi sanguigni: il sangue tende a percolare piuttosto che essere pompato con baldanza, perciò è difficile pensare che un uomo possa raggiungere un’erezione funzionale per la penetrazione. Ma non è tutto: oltre a perdere potenza e dimensione, l’assenza di gravità riduce anche la produzione di testosterone, l’ormone sessuale maschile.

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La giornalista Mary Roach, che ha dedicato al sesso nello spazio un intero capitolo del suo libro Packing for Mars, riporta quanto detto da Buzz Aldrin al proposito: gli astronauti del programma Mercury e Gemini avevano registrato una totale assenza di attività nelle parti basse.

 

Le opportunità per lei. Diversa la questione per le donne: in queste condizioni le zone erogene femminili tendono a essere più sensibili dato che l’irrorazione sanguigna è più diffusa. Non solo, i tessuti vaginali si possono espandere con maggiore facilità, e gli ormoni femminili sembrano reagire bene alla gravità zero.

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In caso di emergenza. Diverso il caso del sesso orale, più facile da realizzare anche in condizioni di microgravità. Ne è convinta Laura Woodmansee, autrice di Sex in Space.

Da soli. Durante le missioni Apollo e gran parte delle missioni sulla vecchia stazione Mir, gli psicologi Usa avevano suggerito che la masturbazione potesse aiutare gli astronauti ad alleviare la tensione. Se gli astronauti si siano poi veramente masturbati resta un mistero. La Nasa dice solo di aver lasciato gli astronauti liberi di farlo o no.

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Gravidanza. Diverso il tema delle conseguenze del sesso. Se farlo in orbita è complesso, ma si può fare, rimanere incinta in orbita ha delle conseguenza sconosciute e preoccupanti. La gravità gioca un ruolo centrale nella formazione del feto: in assenza di gravità si potrebbero verificare problemi di natura cardiovascolare, malformazioni degli arti, impedimenti neurologici, problemi dello sviluppo dell’apparato visivo. E c’è il problema delle radiazioni cosmiche che danneggiano il Dna del feto. Nessuno sa quali possano essere gli effetti: malformazioni o aborti spontanei.

 

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Allora dovremo rinunciare ai viaggi interplanetari? Bisogna prima risolvere i problemi della gravità e delle radiazioni. Forse si dovranno costruire astronavi che ruotano intorno al loro asse centrale per creare un minimo di gravità, almeno 0,5 g (g è l’accelerazione di gravità sulla Terra, ovvero 9,8 m/s2, ndr) e dotarle di schermature in grado di bloccare il bombardamento di particelle cosmiche (neutrini, raggi gamma).

 

la bufala degli attori porno da spedire nello spazio

La bufala del Porno in orbita. Nel 2015 il sito a luci rosse PornHub lanciò un'abile mossa di marketing virale. Annunciò la raccolta di fondi per inviare due attori porno, quelli della foto, nello spazio per girare il primo film per adulti ambientato in orbita. Era solo un escamotage per far parlare di sé: tutta l'operazione era una montatura. A partire dalla somma da raccogliere (3,4 milioni di dollari) insufficiente a finanziare una vera missione spaziale, dal momento che l'agenzia spaziale russa Roscosmos, l'unica al momento in grado di portare uomini sulla ISS o in orbita chiede 60 milioni di dollari ad astronauti. E qui erano almeno due (gli attori) più l'eventuale troupe.

 

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Un altro falso. L’unico a essersi avvicinato all’impresa è stato il regista John Millerman che ha girato una trilogia (!) di film a luci rosse intitolata The Uranus experiment. Le pellicole, interpretate da Silvia Saint, promettono un intero campionario erotico in assenza di gravità e (persino) tra uomini e alieni. Secondo il regista alcune scene sono state girate durante i voli parabolici, ma si tratta di un falso. Nei voli a Zero G, infatti, la simulazione di assenza di gravità dura al massimo 20 secondi. Le scene che sembrano girate in orbita sono state realizzate a terra e con trucchi grossolani. Un occhio abituato (all'assenza di gravità, non ai film porno) se ne accorge immediatamente.

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