gigi proietti

"CHE PAURA ALLO SHOW DI RAY CHARLES TRA I NERI DI HARLEM. PROIETTI MI DISSE: PER UN ATTIMO MI SO' CACATO SOTTO” – ENRICO VANZINA MEMORIES: "RICORDO SPESSO IL POMERIGGIO IN CUI SCRISSI LA SCENA DEL MONOLOGO DEL GIOCATORE DI CAVALLI, PER LA SCENEGGIATURA DI 'FEBBRE DA CAVALLO'. LA LESSE GIGI PROIETTI. E LA INTERPRETÒ. DIO COME LA INTERPRETÒ. E GRAZIE A LUI RESTERÀ PER SEMPRE. E ADESSO MI VIENE DA PIANGERE" – LA SCENA DEL “WHISKY MASCHIO” - VIDEO

Enrico Vanzina per “il Messaggero”

gigi proietti

 

Ricordo Gigi che parlava nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, ricordando mio fratello Carlo scomparso. Parlava del suo amico Carlo con semplicità, ma parlava con la forza, e la grazia, e la sapienza, e l' intensità di quando recitava Shakespeare. E adesso mi viene da piangere.

 

Ricordo spesso il pomeriggio in cui scrissi la scena del monologo del giocatore di cavalli, per la sceneggiatura di Febbre da cavallo. Mio padre Steno la lesse e mi disse: «Tu farai davvero lo sceneggiatore». Poi la lesse Gigi Proietti. E la interpretò. Dio come la interpretò. E grazie a lui resterà per sempre. E mi viene di nuovo da piangere.

gigi proietti

 

Ma ricordo anche Gigi che rideva e la sua risata contagiosa mi penetrava nell' anima. Riusciva a rischiarare le giornate uggiose, le tristezze interiori, la noia e la rabbia. La sua risata era una medicina. Gigi era un medico dello spirito. Inteso in tutti i sensi. Quando recitava le sue amate barzellette, ci abbiamo anche fatto un film, lo fissavo ammirato: in bocca a lui, quelle storielle popolari diventavano poesie, pezzi teatrali. Lo faceva d' istinto, senza pensarci troppo, il suo era un talento innato. Parlava e recitava come Chet Baker suonava la tromba o come Pelé infilava un goal all' incrocio dei pali.

 

Ricordo Gigi a Largo Augusto Imperatore mentre girava con Papà la scena del whisky maschio, col fischio, col caschio, vestito da vigile. E mi resi conto che quella scena sarebbe diventata memorabile. Ricordo la telefonata di mio fratello Carlo da Porto Rotondo, in piena notte, che mi disse: «Abbiamo appena finito di girare la scena del conte Duval, l' attore smemorato». E aggiunse «Non ho mai riso così tanto girando un nostro film».

 

gigi proietti

 Ricordo Gigi a Antigua, mentre giravamo Un' estate ai Caraibi, passeggiavamo sulla spiaggia con la radiolina incollata all' orecchio. A Napoli, a seimila chilometri di distanza, la Roma giocava contro il Napoli. E vinse. E io e lui cominciammo a correre, saltando, abbracciandoci e andammo a bere rhum in un baretto fatto di paglia. Ricordo il pomeriggio in un appartamento a Passeggiata di Ripetta quando decidemmo all' improvviso di girare una scena non prevista. Era quella dell' avvocato con il cliente contadino che legge i fogli di una causa e gli fa: «Qui ce li incu qui ce li incu (pausa accigliata ) qui mi sa che ti si incu...» Girammo la scena in dieci minuti, con lui nel doppio ruolo. Un capolavoro di umorismo basso, ma altissimo.

 

Perché lui era sempre altissimo.

GIGI PROIETTI CON I FRATELLI VANZINA

 

Mai volgare. Mai banale. Era il più bravo di tutti. Era un' altra categoria. Era veramente lo Steinway a coda dello spettacolo italiano. 

 

(...)

Una sera, insieme a lui, Monicelli e altre persone della troupe andammo a vedere Ray Charles che si esibiva all' Apollo Theatre, ad Harlem. Entrammo nel teatro e ci accorgemmo, preoccupati, di essere gli unici bianchi in platea.

 

enrico vanzina foto di bacco

Erano gli anni di grande tensione tra americani bianchi e neri. Restammo immobili, trattenendo il fiato, poi passato il primo momento di stupore tra il pubblico, tutti iniziarono a stringerci le mani, entusiasti nel vedere all' Apollo, tempio della musica nera, quel gruppo di italiani. Gigi mi diede un colpetto ai fianchi e mi bisbigliò: «Dimme grazie. Hanno capito che il mio idolo è sempre stato Louis Armstrong». Poi aggiunse: «Anche se per un attimo mi so' cacato sotto».

 

enrico vanzina foto di baccoGIGI PROIETTIgigi proietti globegigi proietti GIGI PROIETTIgigi proietti gigi proietti sagitta alter 9

(...)

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...