11 settembre al zawahiri

11 SETTEMBRE, RIECCO AL QAEDA! 15 ANNI DOPO GLI ATTENTATI DI NEW YORK ARRIVA IL NUOVO VIDEO DI AL ZAWAHIRI, SUCCESSORE DI BIN LADEN: “LA PRIORITA’ È LA JIHAD CONTRO L' AMERICA” - VIA LIBERA DAL CONGRESSO USA ALLE CAUSE CONTRO L’ARABIA SAUDITA PER IL PRESUNTO COINVOLGIMENTO NEGLI ATTENTATI DELL’11 SETTEMBRE: I PARENTI DELLE VITTIME POTRANNO CHIEDERE I DANNI MA OBAMA POTREBBE METTERE IL VETO

11 SETTEMBRE 200111 SETTEMBRE 2001

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

I famigliari delle vittime degli attentati dell' 11 settembre potranno fare causa per danni all' Arabia Saudita. Questo dispone una legge approvata ieri dal Congresso americano, alla vigilia del quindicesimo anniversario, proprio mentre il leader di al Qaeda Ayman al Zawahiri incitava con un video i suoi seguaci a colpire ancora gli Stati Uniti e i loro amici.

 

Il testo però sembra destinato a scontrarsi col veto del presidente Obama, contrario al provvedimento perché mette a rischio le relazioni con un alleato fondamentale in Medio Oriente.

 

La maggior parte dei dirottatori dell' 11 settembre 2001 era saudita, o aveva collegamenti con l' Arabia, e il ruolo del regno negli attentati è sempre stato oggetto di mistero e polemiche. Subito dopo gli attacchi, ad esempio, alcuni membri della famiglia reale che si trovavano negli Usa erano stati riportati in patria in gran segreto.

 

NEW YORK FASCI DI LUCE DOVE ERANO LE TORRI GEMELLENEW YORK FASCI DI LUCE DOVE ERANO LE TORRI GEMELLE

La Commissione di inchiesta sugli attentati aveva indagato sulle eventuali complicità saudite, ma le sue conclusioni erano state secretate, restando fuori dal rapporto finale.

Tutto questo aveva alimentato il sospetto che Riad avesse aiutato al Qaeda, e Washington volesse insabbiare per non compromettere il suo rapporto col principale produttore mondiale di petrolio.

 

Nei mesi scorsi le pagine secretate della relazione della Commissione sono state pubblicate, senza rivelare novità particolari, a parte il sospetto che un funzionario consolare saudita della California avesse fornito assistenza a un dirottatore. A maggio poi il Senato aveva approvato all' unanimità la legge per consentire ai famigliari delle vittime di fare causa all' Arabia, e ieri anche la Camera ha completato l' iter. Ora quindi il testo va sulla scrivania del presidente, che avrà dieci giorni di tempo per decidere se bloccarlo col veto.

OBAMA HILLARY 1OBAMA HILLARY 1

 

La Casa Bianca si oppone a questa legge perché non ritiene che la complicità ufficiale del governo saudita sia stata provata, mentre portarlo in tribunale raggiungerà solo lo scopo di peggiorare i già difficili rapporti, proprio mentre l' aiuto del regno sarebbe fondamentale per fermare i terroristi sunniti dell' Isis e ricreare un po' di stabilità in Siria e nell' intera regione. I famigliari invece vogliono fare causa non solo per ricevere compensazioni, ma anche perché così sperano di aumentare la pressione per scoprire chi aveva davvero sostenuto al Qaeda.

 

AL ZAWAHIRIAL ZAWAHIRI

Obama vuole mettere il veto, ma il problema è che forse in Congresso c' è una maggioranza di due terzi favorevole alla legge, che consentirebbe di scavalcarlo. Inoltre l' amministrazione preferirebbe evitare lo scontro pubblico su un tema così delicato, proprio alla vigilia delle presidenziali di novembre.

 

Un' opzione quindi potrebbe essere quella di aspettare che il Senato o la Camera interrompa le sue attività, per consentire ai propri membri di fare campagna elettorale, perché così Obama potrebbe rimandare lo scontro sul veto a dopo le consultazioni di novembre.

 

La legge è stata approvata alla vigilia del quindicesimo anniversario degli attentati dell' 11 settembre, che è stato segnato anche da un nuovo video di Zawahiri: «La priorità - ribadisce il successore di bin Laden - è la jihad contro l' America. Al Qaeda deve esportare la guerra santa e colpire gli Stati Uniti e i Paesi alleati. Fino a quando i vostri crimini continueranno, gli eventi come l' 11 settembre dovrebbero ripetersi migliaia di volte per volontà di Allah».

AL ZAWAHIRI E BIN LADEN AL ZAWAHIRI E BIN LADEN Al Zawahiri f aa bb ba fdd e f bb Al Zawahiri f aa bb ba fdd e f bb OSAMA E ZAWAHIRIOSAMA E ZAWAHIRI11 SETTEMBRE AL ZAWAHIRI11 SETTEMBRE AL ZAWAHIRI

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”