alan friedman

LA DECRESCITA INFELICE DI ALAN FRIEDMAN: DALLA CASA BIANCA AGLI SCAZZI DI "BALLANDO" - A 22 ANNI LAVORAVA CON L'AMMINISTRAZIONE CARTER, ORA VIENE DEFINITO “UNA MACCHIETTA” DA SELVAGGIA A “BALLANDO” - E IL GIORNALISTA RISCHIA L’ELIMINAZIONE DOPO LA LITE CON UNA REDATTRICE DEL PROGRAMMA: TRA I DUE SONO VOLATE PAROLE GROSSE (E ANCHE UNA SPINTA?) - STRISCIA: “COME MAI NON E’ STATO ALLONTANATO DAL PROGRAMMA, C’E’ QUALCUNO CHE LO PROTEGGE, FORSE LA SUA AMICA ELLY SCHLEIN?” (CHE GLI  TELEFONO’ PER COMPLIMENTARSI CON LUI) – VIDEO

https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/leconomista-ballerino-friedman-e-quella-chiamata-dalla-schlein_708905/

 

 

Renato Franco per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

alan friedman giada lini

Da Clinton a Guillermo Mariotto, da Trump a Fabio Canino, da Putin a Rossella Erra (chi?). La parabola ultra-pop di Alan Friedman ha fatto il giro che non ti aspetti: era un talento precoce (a 22 anni lavorava per la Casa Bianca nell’amministrazione di Jimmy Carter), oggi è un ballerino attempato; prima era protagonista di scoop internazionali, oggi è interprete di balli da incubo. Selvaggia Lucarelli lo ha incenerito: «Risultato macchiettistico, la tua autoironia ottiene l’effetto boomer». Amen.

 

Certo non aveva bisogno di notorietà, quella ce l’aveva già anche se il pubblico di Rai1, quei 3 milioni e passa di spettatori, fanno la differenza: in aeroporto prima lo salutavano solo quelli della business, ora anche le ultime file dell’economy. Certo la fama, ma anche i soldi, come ha ammesso lui stesso, hanno avuto un peso nella sua decisione di accettare di mettersi il tutù (a quello non ci è ancora arrivato, ma chissà):

alan friedman giada lini 3

 

«Ho chiesto a Milly Carlucci se avevo capito giusto: tu mi paghi bene e io devo perdere chili? Mi sembrava un ottimo affare, soprattutto rispetto all’idea di andare in una spa, tipo Mességué o Chenot, dove pago mille euro per ogni chilo che perdo». Una sfida, diceva, che sarebbe servita anche per fare un bagno di umiltà, anche se all’inizio devono avergli dato qualche ripetizione perché non era partito con il piede umile giusto.

 

I fatti risalgono a una ventina di giorni fa. Il giornalista, nervoso, aveva risposto male a una redattrice del programma con toni accesi, troppo. Fuori luogo. Friedman unchained. Come al cavaliere nero lo devi lasciare in pace. L’ugola che sale di troppi decibel. Una rissa verbale eccessiva. Lui stesso aveva capito subito di aver sbagliato e per farsi perdonare aveva mandato un mazzo di fiori alla ragazza. Da allora la calma sarebbe tornata a regnare (unica eccezione Luca Barbareschi, le cui urla sono leggendarie, ma questo è un altro pezzo).

alan friedman giada lini 56

 

(...)

Volto popolare nei talk a discutere di economia e politica, mentre sabato sera diventa esperto di cha cha cha e rumba. Le altalene della vita. Nel 2015 scriveva My Way , il libro in cui Berlusconi si raccontava nella sua villa di Arcore, anche se poi il Cavaliere non aveva gradito del tutto (a un ragazzino disse, «non lo leggere; la prima parte è giusta perché ho potuto vederla, la seconda è una iattura»).

 

I tempi andati sono quelli in cui il presidente della Repubblica Napolitano doveva respingere le accuse (di Friedman) di aver ordito un «golpe» per spodestare Berlusconi dalla carica di presidente del Consiglio e favorire l’ascesa di Monti. Che scoop bestiale. Oggi invece Friedman dice che vuole «diventare figo come Furkan Palali e Massimiliano Ossini». Che fisico bestiale.

alan friedman giada lini

 

La giuria di Ballando con le stelle non gli fa nessuno sconto. Nell’ultima puntata Selvaggia Lucarelli gli ha rifilato un inappellabile «zero», Mariotto si è spinto a un ben più magnanimo «uno», mentre Fabio Canino l’ha giudicato con un ottimistico «quattro».

 

La prossima settimana Friedman rischia di essere fuori.

selvaggia lucarelli

alan friedman giada linialan friedmanALAN FRIEDMAN IN VERSIONE BALLERINOalan friedmanALAN FRIEDMAN SU HOLLYWOOD REPORTER

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)