eroi una minchia usb

''EROI UNA MINCHIA'' - IL SINDACATO USB DEI LAVORATORI DELLA SANITÀ LOMBARDA LANCIA UN HASHTAG POCO CONCILIANTE: ''A UN'IDEA ESAGERATA DI EROISMO (È IL NOSTRO LAVORO) CHE SI STA DIFFONDENDO TRA LE PERSONE, SI CONTRAPPONE UN LIVELLO DI ATTENZIONE NON ADEGUATO PER I LAVORATORI DA PARTE DI CHI AMMINISTRA LA SANITÀ. VI COSTRINGEREMO A RIPENSARE QUESTO SISTEMA SANITARIO CHE AVETE PRECARIZZATO, APPALTATO, PRIVATIZZATO, REGIONALIZZATO, INSOMMA DISTRUTTO!'' 

 

Dal sito dell'USB Lombardia, Unione Sindacale di Base

https://lombardia.usb.it/

 

 

Oggi in Lombardia e in tutto il Paese si svolgerà un flash mob per ringraziare del lavoro incessante tutti gli operatori sanitari. Un applauso unanime  sottolineerà lo sforzo enorme a cui tutti sono sottoposti.

eroi una minchia usb

In un momento in cui l'attenzione generale è rivolta all'emergenza del coronavirus, e che tutti si stanno rendendo conto di cosa possa significare avere un sistema sanitario all'altezza, chiediamo che insieme all'applauso si levi un grido di rabbia per chi ha, negli anni, distrutto il SSN e realizzato questo sistema sanitario criminale, in modo che, finita l’emergenza, si possa discutere su come cambiarlo radicalmente.

 

Tra gli operatori sanitari della Lombardia - e temiamo presto in altre parti del paese - in queste ore, insieme al doveroso senso di responsabilità, all'impegno strenuo,  alla stanchezza e alla paura, si sta facendo spazio anche la rabbia.

 

striscione per medici e infermieri

In molti si sentono abbandonati da un sistema che fino ad oggi li ha sfruttati oltre i limiti, facendoli lavorare costantemente in carenza di organico e al momento con dispositivi di protezione spesso inadeguati, per qualità e quantità, mettendone a rischio la salute

 

Un sistema che sta negando persino la possibilità di un tampone di controllo a chi lavora in corsiaa stretto contatto con pazienti e colleghi infetti; una circostanza che ha aumentato la rabbia nel leggere che, ad esempio in serie A, ad ogni caso di positività, viene effettuato il tampone a tutta la squadra e all’intero staff.

striscione per medici e infermieri

Da questa contraddizione l'idea di lanciare l'hashtag #EroiUnaMinchia, a sottolineare come ad un'idea, comunque esagerata, di eroismo (è il nostro lavoro) che si sta diffondendo tra la gente, si contrapponga un non adeguato livello di attenzione per i lavoratori da parte di chi amministra la sanità.

 

Un sistema sordo alle richieste che abbiamo costantemente rivolto alle aziende e alle istituzioni. Le compatibilità economiche - dettate spesso dall’UE - hanno impedito per anni di investire sulla sanità pubblica ma non certo di privatizzare, esternalizzare, tagliare posti letto, chiudere reparti  e Pronto Soccorso “improduttivi”. E nemmeno quando si poteva assumere e stabilizzare (dal 1 gennaio scorso) gli amministratori regionali e aziendali hanno ritenuto di doverlo fare con la velocità necessaria, malgrado i nostri solleciti. 

 

appello infermiera alessia bonari 2

Corrono adesso che il danno è fatto. Tra l’altro con assunzioni temporanee, con l’evidente intenzione di far tornare tutto alla situazione precedente, finita l’emergenza. 

Noi, operatori della sanità lombarda, presenteremo il conto quanto questa emergenza sarà finita.

 

A chi ha gestito la sanità diciamo: Vi costringeremo a ripensare questo sistema sanitario che avete precarizzato, appaltato, privatizzato, regionalizzato, insomma distrutto! Vi costringeremo a discutere sui veri numeri del contagio, sulla reale situazione degli ospedali lombardi in questa fase, sulla gestione del tutto. 

Intanto, in attesa di arrivare alla resa dei conti, vi chiediamo DI METTERE IN SICUREZZA I LAVORATORI DELLA SANITÀ. Questo al momento non sta avvenendo in modo efficace.

 

INFERMIERI ALL OSPEDALE DI CODOGNO CON MASCHERINE MA SENZA GUANTI

Mancano DPI, non si capisce la logica dei controlli sui tantissimi contagiati tra i lavoratori, non vi sono controlli efficaci sulle strutture private, da dove ci arrivano segnalazioni di aziende che non forniscono nemmeno le mascherine a chi lavora in corsia.

La Sanità non è una missione che ha bisogno di martiri. La sanità è uno strumento che deve garantire la salute. Chi vi lavora non è un eroe, un martire o un missionario: è un lavoratore che ha competenze in quel settore e ha diritto ad ogni tutela perché non deve morire di lavoro. Deve poter ritornare in famiglia senza paura di portare un'ecatombe virale in casa.

 

Chiediamo

DPI PER TUTTI, CONTROLLI SANITARI PER TUTTI, ASSUNZIONI STABILI DI PERSONALE

ELENA PAGLIARINI - INFERMIERA DI CREMONA

LA COSTITUZIONE DI UN FONDO STRAORDINARIO CON FONDI EUROPEI – la stessa Europa che con le sue politiche ha creato questo disastro - che serva a finanziare l’intervento di emergenza e  la ricostruzione del sistema sanitario su altre basi e su differenti presupposti:

 

BASTA PRIVATIZZAZIONI ED ESTERNALIZZAZIONI. ASSUNZIONE E STABILIZZAZIONE DI PERSONALE. RITORNO AL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE CON L’ANNULLAMENTO DEI LIVELLI DI AUTONOMIA REGIONALE ED AZIENDALE che, come dimostrano questi giorni di emergenza, impedisce un controllo generalizzato e univoco  per gestire l’emergenza.

 

Una emergenza che, proprio per queste ragioni, speriamo non si allarghi a regioni dove il sistema sanitario è ancora più debole perché, il timore è forte, le conseguenze potrebbero essere inimmaginabili.

medici a cremonaMEDICI E CORONAVIRUS MEDICI E CORONAVIRUS

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)