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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI – MI RICORDO IL LEGGENDARIO ‘PRESIDENTE’ DELLA RAI BERNABEI”, SCRIVE BRUNO VESPA SUL “FOGLIO”. QUALE GIORNALISTA DI LUNGO CORSO DELLA TV DI STATO SE LO RICORDA DI SICURO, MA NON COME LEGGENDARIO PRESIDENTE, ESSENDO STATO ETTORE BERNABEI SOLTANTO DIRETTORE GENERALE DELLA RAI, DAL 1961 AL 1974 - TITOLO DA “DOMANI”: “’L’ANTISEMITISMO CIECO’ CHE FA MALE ANCHE ALLA PALESTINA”. ESISTE UN ANTISEMITISMO CHE CI VEDE BENISSIMO?

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”

(http://www.stefanolorenzetto.it/pulci.htm)

aldo moro in spiaggia a terracina

 

«Si fa tutti un gran parlare della sobrietà di Berlinguer e di Aldo Moro in spiaggia col cappotto», rievoca Michele Masneri sul Foglio, e tre righe dopo reitera l’errore soffermandosi sulla «spiaggia di Terracina celebre per la foto del cappotto».

 

Esiste un intero servizio fotografico, negli archivi dell’Istituto Luce, che documenta come Moro fosse andato su quella spiaggia in giacca e cravatta. Non per nulla: i 32 scatti furono realizzati il 9 luglio 1961, mese poco adatto al cappotto.

 

In proposito, c’è il ricordo di Agnese Moro, la figlioletta che compare con lui nelle immagini: «Quando andavamo in spiaggia papà indossava sempre la giacca e quando gli chiedevo una spiegazione lui mi rispondeva che essendo un rappresentante del popolo italiano doveva essere sempre dignitoso e presentabile».

 

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aldo moro con la figlia agnese in spiaggia a terracina

Filippo Ceccarelli sulla Repubblica: «Già nella seconda metà degli anni 80 il craxiano Ugo Intini attaccava la sinistra snob, nel decennio seguente Cossiga se la prese con “gli champagnoni” del Pds, poi Vittorio Feltri con “i girotondini da superattico”, quindi il ministro Rotondi arrivò a scagliare un anatema rafforzato contro il “salottone della nouvelle cousine”». Sarà anche nouvelle, ma si scrive ancora à l’ancienne: «nouvelle cuisine», non «cousine».

 

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«Mi ricordo il leggendario presidente della Rai Bernabei», scrive Bruno Vespa sul Foglio. Quale giornalista di lungo corso della tv di Stato se lo ricorda di sicuro, ma non come leggendario presidente, essendo stato Ettore Bernabei soltanto direttore generale della Rai, dal 1961 al 1974.

 

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ettore bernabei

Luigi Bisignani sul Tempo: «La cooperazione tra Roma e Tirana ha radici profonde, basti ricordare l’esodo biblico del 1991 – immortalato nel film di Gianni Amelio “L’America” – con i 20.000 migranti in fuga dall’Albania post-comunista stipati sulla nave Vlora che attraccò a Bari».

 

Il film di Amelio, uscito nel 1994, in realtà s’intitola Lamerica, una parola sola. «Surtout, pas de zèle» (soprattutto, niente zelo), raccomandava Giulio Andreotti, maestro di Bisignani, citando Talleyrand (1754-1838): neppure grammaticale.

 

bruno vespa 1

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Titolo d’apertura sulla prima pagina della Stampa: «Pieni poteri Musk: tratta con Teheran». Esistono dei poteri chiamati Musk? No? Allora nel titolo manca una a.

 

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«Il momento è critico, perché Elkann dovrebbe ricordarsi che il nonno, Gianni detto l’Avvocato, è stato, per nomina di Giovanni Spadolini, senatore a vita della Repubblica», rileva Tony Damascelli sul Giornale.

 

la verita virgola mancante

Non è così. Gianni Agnelli fu nominato senatore a vita nel 1991 da Francesco Cossiga, presidente della Repubblica. Soprattutto non può essere così perché le cariche più alte raggiunte da Spadolini furono quelle di presidente del Consiglio (1981-1982) e di presidente del Senato (1987-1994), mentre i senatori a vita vengono nominati soltanto dal capo dello Stato oppure diventano tali dopo aver lasciato il Quirinale alla scadenza del mandato.

la stampa pieni poteri musk

 

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In ossequio al suo contrasto permanente con le virgole, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, scrive nell’editoriale di prima pagina: «Mattarella aveva tenuto a farci sapere che “siamo tutti un po’ migranti” e salutando gli associati della Confcommercio, il 12 giugno aveva spronato gli esercenti a trasformare i loro negozi “in una palestra d’integrazione”».

 

Complimenti per la virgola che separa il soggetto («Mattarella») dal verbo («aveva spronato»). Errore facilmente evitabile mettendo una virgola prima di «salutando». L’occhiello del titolone di prima pagina si conforma pienamente alle abitudini del direttore: «Re Sergio esterna tutti i mesi: accogliere, accogliere accogliere».

 

maurizio belpietro sulla terrazza dell atlante star hotel (2)

Se voleva essere un calco del «Resistere, resistere, resistere» pronunciato alla Camera da Vittorio Emanuele Orlando, chiamato alla guida del governo il 30 ottobre 1917 dopo la disfatta di Caporetto (un motto la cui paternità viene erroneamente attribuita a Francesco Saverio Borrelli, il fu procuratore generale della Repubblica di Milano), manca la virgola dopo il secondo «accogliere».

 

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Titolo dal sito del Giornale: «“Attaccati da attori non statali”. Sparati 40 colpi contro una pattuglia Unifil». Dalla tragedia alla farsa.

 

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domani antisemitismo cieco

Dall’Ansa: «Il premier Pedro Sanchez, all’inizio della durissima a Paiporta, è stato colpito di striscio alle spalle da quello che sembra un bastone di legno lanciato da qualcuno sul posto». Premesso che l’esatta grafia del cognome è Sánchez, «la durissima» che cosa sarà? La salita dell’Angliru, dello Zoncolan o del Mortirolo?

 

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Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nel suo editoriale di prima pagina cade di nuovo sul francese: «Certo, la liason dell’ex direttore del Tg2 era una faccenda ghiotta». Per la verità, si scrive «liaison».

 

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Titolo da Domani: «L’antisemitismo cieco che fa male anche alla Palestina». Esiste un antisemitismo che ci vede benissimo?

 

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Notizia dal Corriere della Sera: «Ottanta candeline per l’Associazione nazionale partigiani italiani, che ieri ha festeggiato quasi mezzo secolo dalla fondazione con un evento al Piccolo». Premio Pallottoliere 2024.

MASSIMO FINI GIOCATORE D'AZZARDO - MEME

 

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Massimo Fini, sul Fatto Quotidiano, palesa qualche problema nelle esatte grafie dei cognomi, soprattutto quando è in ballo la lettera j. In un editoriale scrive infatti «Trotzskii», che però si chiamava Lev Trozkij (senza la seconda t e senza la s e con la j finale) o, in alternativa, Lev Trockij (così sull’enciclopedia Treccani). Aggiunge più avanti: «Mi raccontò Davide Laiolo». Ma il giornalista, scrittore e parlamentare del Pci si chiamava Davide Lajolo.

ansa all'inizio della durissima

 

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Titolo dalla Verità: «Altro sciopero dei mezzi di venerdi senza rispettare le fasce garantite». Finirà nella giornata di sabatò.

Ettore Bernabei

 

il giornale attori non statali

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