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LA CAMALEONTE GIORGIA ORA DEVE FARE L'EQUILIBRISTA – AL G7 IN VIDEOCONFERENZA DI OGGI DEVE BARCAMENARSI TRA LA VOLONTÀ DI TRUMP DI ABBANDONARE ZELENSKY AL SUO DESTINO E LA RESISTENZA EUROPEA AL FIANCO DI KIEV. TUTTO SI GIOCA SUL COMUNICATO FINALE: GLI USA NON VOGLIONO IDENTIFICARE LA RUSSIA COME “AGGRESSORE”. L’ALTERNATIVA, DI CUI LA SORA GIORGIA SI VANTA DI ESSERE TRA I “REGISTI”, È LIMITARSI A UN VAGO “INIZIATIVA DEL CREMLINO” (AL POSTO DI "AGGRESSIONE"). UNA PARACULATA DIFFICILE, MANIFESTATO CON IL “VOLEVO MORÌ” DOPO IL DISCORSO ALLA CPAC - VIDEO

 

 

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “La Stampa”

 

giorgia meloni discorso alla cpac 2025 11

Lo scorso anno, il 24 febbraio, Giorgia Meloni volò a Kiev da presidente del G7 e sedette esattamente tra il canadese Justin Trudeau e Volodymyr Zelensky. Cioè, a leggere quell’immagine con gli occhi del 2025, tra l’attuale leader del Gruppo dei Sette e il presidente ucraino ormai scaricato da Donald Trump.

 

Stavolta, invece, Meloni ha sciolto la riserva sulla sua partecipazione al tavolo virtuale dei grandi dell’Occidente solo ad una manciata di giorni dal video-collegamento che si terrà questo pomeriggio e a cui prenderanno parte, oltre a Zelensky, Trump, Trudeau, Emmanuel Macron, Olaf Scholz all’ultima uscita, Keir Starmer e Shigeru Ishiba, anche Ursula von der Leyen e Antonio Costa, volati a Kiev per annunciare il 16esimo pacchetto di sanzioni Ue alla Russia.

 

[…]  Da giorni gli addetti ai lavori stanno provando a portare a casa una dichiarazione finale che non penda troppo verso il piano inclinato della resa ucraina. Eventualità che per chi ricorda la foga con cui Trump ha abbandonato in passato le riunioni del G7, è tutt’altro che scontata.

 

DONALD TRUMP E VOLODYMYR ZELENSKY

Secondo fonti italiane la Russia dovrebbe infatti essere identificata come «aggressore», stemperando il crescendo putiniano con cui il tycoon ha provato a chiudere il conflitto. Un’opzione che gli Usa stanno però ancora valutando, assieme alle garanzie di sicurezza che sarebbero chiamati ad offrire.

 

L’alternativa - di cui Roma, se necessaria, sarebbe tra i registi - è limitarsi ad un più vago «iniziativa» del Cremlino, ammorbidendo anche il passaggio relativo ad un eventuale «tavolo di pace», favorendogli l’invito ad una meno impegnativa «soluzione diplomatica». Insomma, si tratta.

 

TRATTATIVE TRA DONALD TRUMP E VLADIMIR PUTIN - VIGNETTA

Con l’Italia sempre in bilico tra la necessaria postura europeista e la vicinanza politica a Trump. Un bilanciamento complicato su cui Meloni si è già esercitata nel corso del suo intervento di sabato alla convention dei Conservatori americani.

 

Un discorso in cui dopo aver sottolineato la «brutale aggressione» da parte di Mosca, la premier si è non a caso lasciata andare ad un evocativo «volevo morì...» colto in un fuori onda.

 

Difficoltà, questa italiana, che potrebbe replicarsi oggi. Agli alleati Meloni proverà a spiegare che Trump deve spaventare meno delle dichiarazioni belligeranti con cui è abituato ad impostare i negoziati, affiancandola al monito di una necessaria unità destinato ad Europa e Stati Uniti.

 

 

 

Intanto il baricentro dei negoziati diplomatici tra gli Usa e il resto del mondo Occidentale si è allargato anche alle Nazioni Unite. Resta viva, infatti, l’ipotesi che si arrivi a due testi paralleli. Uno, quello di Kiev sostenuto da Parigi e Londra, che condanna Putin e difende le ragioni ucraine. L’altro, quello a stelle e strisce, che si limita ad un vago auspicio di pace che tutti possono condividere. Anche da Mosca.

 

Con il rischio per l’Italia - che nel caso dovrebbe dirsi favorevole a entrambe - di trovarsi ancora una volta a metà del guado. Assieme all’Europa e all’Occidente nel suo formato più tradizionale, ma pure accanto agli Usa, alla Russia e ad un corposo pacchetto di alleati meno rilevanti.

giorgia meloni alla cpac 2025 4

[…] L’Ue […] prova a riorganizzarsi e reagire. In attesa del faccia a faccia alla Casa Bianca di Emmanuel Macron (poi toccherà al britannico Keir Starmer) il presidente del Consiglio Antonio Costa ha convocato un summit d’emergenza per il 6 marzo.

 

L’obiettivo? «Rafforzare la difesa europea» e «contribuire alla sicurezza a lungo termine dell’Ucraina» scrive il portoghese su X. Sul tavolo i dossier abituali su cui l’Ue non ha ancora trovato la quadra: l’ingresso di Kiev tra i Ventisette o almeno nella Comunità politica europea; l’uso dei fondi russi sequestrati per la ricostruzione; l’interoperabilità dei sistemi d’arma delle forze militari europee; il rilancio della difesa comune, magari attingendo alle risorse non spese del Pnrr.

VLADIMIR PUTIN E L ATTENTATO A TRUMP - VIGNETTA BY ROLLI - IL GIORNALONE - LA STAMPAVOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTINcopertina del new york post contro donald trump DONALD TRUMP E VLADIMIR PUTIN DANZANO AL CHIARO DI LUNA - FOTO CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROKdonald trump vladimir putinDONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - MEME BY EDOARDO BARALDI

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