almasri giorgia meloni

ALLA FACCIA DELLA SOVRANITÀ NAZIONALE MILLANTATA DA MELONI, L'ITALIA È SOTTO IL RICATTO DELLA LIBIA - PER CAPIRE PERCHÉ LA PREMIER HA RILASCIATO IL TORTURATORE LIBICO OSAMA NAJEEM ALMASRI BASTA VEDERE L'AUMENTO DEGLI SBARCHI SULLA COSTE ITALIANE DI MIGRANTI PROVENIENTI DA TRIPOLI E DINTORNI: 2600 PERSONE NELL’ULTIMA SETTIMANA (+135%), PROPRIO MENTRE SI DECIDEVA LA SORTE DELL'ESPONENTE DEL GOVERNO LIBICO SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE. UN PIZZINO DI TRIPOLI ALL'ITALIA: SE LORO APRONO I RUBINETTI, LA MELONI NON PUO' CHE ASSISTERE IMPOTENTE AGLI SBARCHI...

Estratto dell’articolo di Alessandra Ziniti per "La Repubblica"

 

Almasri Osama Najeen.

Duemilaseicento nell’ultima settimana, 1.400 solo nel weekend proprio nei giorni in cui il pattugliatore Cassiopea stazionava appena fuori dalle acque territoriali italiane sulla rotta dalla Libia alla Lampedusa. Gennaio non è ancora finito e gli sbarchi di migranti hanno già superato quota 3.000, un’impennata inattesa che ha fatto scattare l’allerta al Viminale.

 

Soprattutto perché l’improvviso +135% negli sbarchi arriva d’inverno e dopo un 2024 che ha fatto segnare un consolidato — 58%, medaglia al petto del governo Meloni sempre più convinto dell’efficacia della sua strategia a due punte: i patti con Libia e Tunisia e l’apertura dei centri in Albania.

KISS ME LIBIA - MEME BY EMILIANO CARLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA

 

E però i tremila migranti approdati a gennaio sono partiti tutti dalla Libia, mentre dalla Tunisia gli sbarchi sono quasi azzerati. Ed è difficile spiegarlo solo con il bel tempo. È la dimostrazione, coincisa con il caso del comandante libico Almasri arrestato e subito liberato, di quanto l’Italia sia ricattabile da parte della Libia da sempre in grado di aprire e chiudere i rubinetti dei flussi migratori? [...]

 

Di più: il terzo viaggio verso l’hotspot di Shenjin, dove la Cassiopea approda stamattina con 49 migranti a bordo, è la dimostrazione plastica di quanto il protocollo Albania sia solo una costosissima operazione di facciata del tutto irrilevante rispetto alla consistenza dei flussi migratori verso l’Italia. E questo indipendentemente dalle decisioni dei giudici.

 

CARLO NORDIO CHE CERCA DI IMPEDIRE IL RILASCIO DEL TORTURATORE LIBICO ALMASRI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

I numeri dell’ultimo viaggio sono eloquenti: il 24 e 25 maggio, giorni in cui la Cassiopea stazionava di fronte a Lampedusa, sono stati ben 945 i migranti intercettati dalle motovedette di guardia costiera e guardia di finanza. Di questi, poco meno della metà (421) sembravano avere le caratteristiche richieste per essere sottoposti alle procedure accelerate di frontiera, ma alla fine dello screening solo 49 sono rimasti a bordo della Cassiopea, gli altri 896 sono stati portati a Lampedusa.

 

Il 5 %, tanto — alla fine — incide il protocollo Albania sugli sbarchi dei migranti in Italia. Una percentuale irrisoria dall’effetto deterrenza praticamente nullo ma capace di moltiplicare i costi già abnormi. «Se anche andasse tutto come vorrebbe il governo — calcola Matteo Villa, direttore del Data-Lab dell’Ispi — e dunque a centri a capienza piena per tutto l’anno spenderemmo 340 euro al giorno per migrante, oltre nove volte di quello che costa l’accoglienza in Italia, per ottenere un effetto dissuasivo nullo. E questo a prescindere dal diritto». [...]

 

Njeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoli

Già questa mattina, allo sbarco, si vedrà se tutti e 49 i migranti sbarcati, provenienti da Bangladesh, Egitto, Costa d’Avorio e Gambia passeranno lo screening o se qualcuno di loro verrà dichiarato soggetto fragile o minore e rispedito subito in Italia. A monitorare questo primo passaggio, in assenza degli operatori specializzati Oim (che non ha rinnovato in tempo la convenzione con il Viminale), arriverà una delegazione di parlamentari dell’opposizione e del Tavolo asilo e immigrazione. [...]

 

A decidere, per la prima volta, saranno sei giudici della Corte d’appello a cui il governo ha passato la competenza togliendola alle sezioni immigrazione, ma a valutare saranno alcuni degli stessi giudici che si sono espressi in passato. E difficilmente, in assenza del verdetto della Corte di giustizia europea sulla lista dei Paesi sicuri atteso per il 25 febbraio, arriveranno a una decisione diversa.

Njeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoli Njeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoli

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)