giorgia meloni soldi manovra euro

ADDIO PROMESSE ELETTORALI – CON IL NUOVO PATTO DI STABILITÀ, IL GOVERNO MELONI NON POTRÀ FARE UN PASSO SENZA L’APPROVAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA – L’AGENDA HORROR PER LA DUCETTA: IL 13 GIUGNO ARRIVERÀ LA PROCEDURA PER DEFICIT. A QUEL PUNTO L’ITALIA DOVRÀ PRESENTARE IL PIANO DI RIENTRO DEL DEBITO. E BISOGNERÀ INTERVENIRE SUBITO, SENZA ESCLUDERE UNA MANOVRA CORRETTIVA (ALTRO CHE PONTE SULLO STRETTO E AUMENTO DELLE PENSIONI)

1 - OK AL PATTO DI STABILITÀ PALETTI A DEFICIT E DEBITO MA PIÙ RISORSE PER LAVORO DIFESA E AMBIENTE

Estratto dell’articolo di Aldo Fontanarosa per “la Repubblica”

 

giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa

Nella notte di venerdì, i negoziatori del Consiglio - voce degli Stati - e del Parlamento europeo si accordano sul nuovo Patto di Stabilità. […]

 

La Germania […] porta a casa dei paletti precisi in grado di indurre i Paesi più indebitati - come il nostro - a ridurre la loro esposizione, sia pure in un quadro più flessibile del passato. Le Nazioni dovranno sforbiciare il loro debito in media dell’1% all’anno (quando il rosso è superiore al 90% del Pil); e dello 0,5% (se è compreso tra il 60% e il 90%). Sono disposizioni impegnative, ma comunque meno restrittive di quelle precedenti. Il vecchio Patto di Stabilità imponeva una riduzione - ogni anno di un ventesimo - della quota del debito che superava il 60%.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

Un Paese gravato da un debito in eccesso non sarà sempre obbligato a scendere a un livello virtuoso (al di sotto del 60%) secondo le regole generali del Patto. A volte, basterà che collochi il suo rosso “su una plausibile traiettoria discendente”. E il governo di questa Nazione potrà anche chiedere al Consiglio di deviare temporaneamente dal percorso di rigore nella spesa pubblica, quando circostanze eccezionali […] avranno un impatto sulle finanze nazionali. […]

 

Quando è superiore al 3% del Pil, il deficit annuale va dimezzato e ridotto all’1,5%. Anche qui il Parlamento europeo […] ha ottenuto che la cura di cavallo sia concentrata “durante i periodi di crescita” economica. […]

 

meloni gentiloni

[…] Il testo delle norme - concordato venerdì notte - sarà votato dal Parlamento europeo in plenaria (dove i grillini si schiereranno contro); e poi dal Consiglio. Il via libera definitivo permetterà agli Stati di presentare al giudizio dell’Ue i “piani nazionali” di finanza pubblica per il 20 settembre 2024. […]

 

2 - GOVERNO CON LE MANI LEGATE ADESSO DOVRÀ CONCORDARE OGNI SPESA CON BRUXELLES

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLI

I conti del governo chiusi in gabbia. Le promesse di spesa e le speranze miracolistiche, un ricordo del passato. Chiuso ormai l’accordo definitivo sul nuovo Patto di Stabilità si apre per l’esecutivo di Giorgia Meloni la stagione della cinghia tirata.

 

Perché le nuove regole, al di là della conferma dei parametri, presentano per l’Italia una certezza: ogni mossa dovrà prima essere vagliata e approvata dalla Commissione. E il percorso del rientro dal deficit e dal debito inizierà molto presto: il prossimo 21 giugno.

 

Insomma l’estate 2024 sarà politicamente ed economicamente surriscaldata per Palazzo Chigi. E questo nonostante l’ultimo testo abbia ricevuto qualche ammorbidimento […]

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

 

Bisogna dunque tenere presente quattro date per capire quanto sia complicata la situazione dal punto di vista dei nostri conti pubblici: il prossimo 15 febbraio, il 13 giugno, il 21 giugno e il 20 settembre. Giorni cruciali.

 

La prossima settimana […] la Commissione europea renderà pubblici i dati delle previsioni economiche invernali. E secondo alcune anticipazioni non saranno positive. Verrà confermata una contrazione della crescita per quest’anno, per tutta l’Unione e anche per l’Italia. […]

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLI

 

[…] L’unico dato positivo che sarà contenuto nelle previsioni di Palazzo Berlaymont riguarderà l’inflazione che si presenta ancora in calo. Offrendo così la speranza che la Bce in primavera abbassi il tasso di sconto.

 

[…]  La seconda data è quella del 13 giugno. Subito dopo le elezioni europee, infatti, l’esecutivo europeo uscente renderà note le procedure per deficit eccessivo. E l’Italia sarà nell’elenco. […]  Del resto la decisione della Commissione si basa sulla performance dello scorso anno in cui il nostro Paese ha registrato un disavanzo del 5,3 per cento. Ben oltre il 3 per cento previsto anche dal nuovo Patto di Stabilità.

 

PATTO DI STABILITA - VIGNETTA DI GIANNELLI

Per il nostro Paese questa “ammonizione” accompagnata da un debito altissimo — con oltre il 140 per cento del Pil è il secondo d’Europa — equivale a intervenire subito senza escludere una manovra correttiva. Altro che misure per aumentare le pensioni o per costruire il Ponte sullo Stretto. Anche perché va tenuto presente che il settore immobiliare-edile è ormai in netta contrazione e che buona parte degli investimenti maggiori sono stati compiuti nel nostro Paese dalle aziende pubbliche che però non sono più in grado di mantenere lo stesso ritmo. […]

 

La terza data è forse quella più importante. Il 21 giugno, dunque, dopo l’infrazione per deficit eccessivo la Commissione europea dovrà presentare, in base al nuovo Patto di Stabilità, gli obiettivi di aggiustamento dei conti pubblici a medio termine. Sostanzialmente verrà indicato come e quanto dovrà ridursi il deficit ma anche il debito, sicuramente per i successivi quattro anni.

 

PATTO DI STABILITA E CRESCITA

A quel punto, entro il 20 settembre, i governi “attenzionati” […] dovranno formulare i loro Piani pluriennali di spesa. Che dovranno garantire il rispetto in quattro anni, estendibili a 7, del deficit al di sotto del 3 per cento per chi non ha un debito troppo alto e addirittura dell’1,5 del disavanzo strutturale per chi ha soglie debitorie più alte come l’Italia. E in più dimostrare che la traiettoria dello stesso debito sarà sensibilmente in calo. Piani che dovranno essere approvati da Commissione e Consiglio europeo.

giancarlo giorgetti giorgia meloni

 

Sostanzialmente non si potrà fare nulla senza il permesso di Bruxelles. E nella politica economica del governo italiano di centrodestra significa avere pochissimi margini di manovra […]. […]

IL PACCO DI STABILITA - MEME SU GIORGIA MELONI BY DAGOSPIA

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”