sarkozy gheddafi

I GUAI NON FINISCONO PIU’ PER SARKÒ - DOPO LA CONDANNA PER CORRUZIONE, L’EX PRESIDENTE FRANCESE SARKOZY, CHE HA INIZIATO A PORTARE IL BRACCIALETTO ELETTRNICO, AFFRONTA UN NUOVO PROCESSO, QUELLO SUI SOSPETTI FINANZIAMENTI DA PARTE DELLA LIBIA DI GHEDDAFI ALLA CAMPAGNA ELETTORALE DEL 2007 CHE LO PORTÒ ALL’ELISEO. SARKO’ RISCHIA FINO A 10 ANNI- “SONO STANCO CHE SI PARLI DI FINANZIAMENTI E DI PROVE, SENZA AVERNE MAI VISTA UNA” – GLI EPISODI SOSPETTI, DAGLI INCONTRI SEGRETI A TRIPOLI DI UN EX MINISTRO CON IL COGNATO DEL COLONNELLO A…

Luana De Micco per "Il Fatto Quotidiano" -Estratti

 

sarkozy gheddafi

Nicolas Sarkozy ha iniziato a portare il braccialetto elettronico. Bfm Tv ha anche mostrato alcune immagini in cui l’ex presidente usciva per la prima volta da casa, venerdì, con il dispositivo alla caviglia per fare jogging.

 

È la prima volta che un ex capo di stato francese sconta una misura detentiva. Il 18 dicembre la Cassazione aveva confermato la sentenza della corte d’appello, che nel 2023 aveva condannato Sarkozy per corruzione e traffico di influenza a tre anni di detenzione, di cui uno agli arresti domiciliari, nel caso “Bismuth”: l’ex presidente è stato ritenuto colpevole di aver tentato, insieme al suo avvocato Thierry Herzog, di corrompere un magistrato per ottenere informazioni coperte da segreto.

 

sarkozy gheddafi

Sarkozy è libero di uscire dalle 8 alle 20 e di muoversi all’interno della Francia, ma è obbligato a chiedere l’autorizzazione del giudice per spostare il suo luogo di residenza o partire all’estero. È anche autorizzato a uscire fino alle 21.30 alcuni giorni fino al 10 aprile: ovvero nelle date in cui deve essere presente in tribunale nel nuovo processo contro di lui che si è aperto il 6 gennaio, quello sui sospetti finanziamenti da parte della Libia di Gheddafi alla campagna elettorale del 2007 che lo portò all’Eliseo.

 

Su Sarkozy, che rischia fino a dieci anni, pesano vari capi d’accusa, corruzione, associazione a delinquere, occultamento di fondi pubblici e finanziamento illecito di campagna.

 

In aula, Sarkozy si dichiara innocente, dice di non essere al corrente dei fatti e rinvia le responsabilità ai suoi due uomini di fiducia, l’ex ministro Brice Hortefeux e Claude Guéant, ex capo della sua campagna, anche loro imputati nel processo: “Sono stanco che si parli di finanziamenti e di prove, senza averne mai vista una”, ha detto. 

 

muammar gheddafi nicolas sarkozy

(...)

Nel corso delle udienze, l’attenzione dei giudici si è soffermata su alcuni episodi sospetti. Come i due incontri segreti a Tripoli, nel 2005, di Hortefeux e Guéant con Abdallah Senoussi, cognato di Gheddafi e capo della sua intelligence militare, che era stato condannato all’ergastolo in Francia nel 1999 per l’attentato contro il Dc-10 della compagnia Uta, in cui morirono 170 persone.

 

In cambio dei versamenti a favore di Sarkozy, la Libia avrebbe chiesto la revisione della condanna. Un altro episodio è la fuga da Tripoli, dopo la morte di Gheddafi, nel 2011, di Bashir Saleh, ex tesoriere del dittatore, che sarebbe stato in possesso di prove compromettenti. L’Eliseo aiutò la sua famiglia a raggiungere Parigi e fece avere la nazionalità alla moglie.

 

Nel 2012 Saleh, ricercato dall’Interpol, fuggì in Tunisia grazie all’aiuto dell’ex ambasciatore di Francia a Tunisi, un altro fedele di Sarkozy. A interessare i giudici è anche un altro personaggio: Thierry Gaubert, vicino a Sarkozy e a Hortefeux, che nel 2006 ricevette sul suo conto alle Bahamas 440 mila euro da parte di Ziad Takieddine, l’uomo d’affari franco-libanese, e primo accusatore di Sarkozy, che sostiene di aver fatto per anni da mediatore tra i due “clan”.

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