giorgio gherarducci e marco santin gialappashow

“IL POLITICAMENTE CORRETTO? CE NE SBATTIAMO” - GIORGIO GHERARDUCCI E MARCO SANTIN, IL DUO CHE OGGI COMPONE LA GIALAPPA’S BAND, SPIEGANO COME FARE UN PROGRAMMA LEGGERO PORTANDO SHARE A TV8: “LA SCELTA DEI TALENTI? SCEGLIAMO CHI CI FA RIDERE E IL MAGO FOREST È IL PIÙ BRAVO DI TUTTI. DICIAMO TUTTO SENZA ESSERE OFFENSIVI, MA CON IL POLITICAMENTE CORRETTO SI È PERSO IL SENSO DELLE PROPORZIONI. LA TELEMELONI? HANNO DISTRUTTO RAI3 E NON SOLO. HO AMICI CHE MI RACCONTANO COSE SPAVENTOSE. NE ABBIAMO VISTE TANTE NEGLI ANNI MA MAI COME ADESSO…”

 

Estratto dell’articolo di Silvia Fumarola per "la Repubblica"

 

giorgio gherarducci e marco santin 5

Erano partiti forte, col Mago Forest in forma strepitosa e Laura Pausini co-conduttrice. «È voluta venire lei, perché è fan del programma», raccontano Giorgio Gherarducci e Marco Santin. Lunedì, per la seconda puntata, tra le bandiere a scacchi, protagonista di GialappaShow su Tv8 è stato Valentino Rossi, un altro successo […]

 

Ritmo, battute, un’allegria contagiosa: meno male che resiste la comicità intelligente, surreale, scorretta. Ironia su tutto, nessuno escluso, il talento al servizio della tv. Gherarducci, 60 anni, e Santin 62 anni, (Carlo Taranto, ovvero il signor Carlo, si è ritirato in Liguria), sono la Gialappa’s Band dal 1985.

 

Renzo Arbore dice che il successo di un programma dipende dal clima.

mago forest 2

Santin: «Ha perfettamente ragione, è così. Si percepisce, crea qualcosa in più. Non basta dire: ci divertiamo. Dietro c’è un lavoro pazzesco. Si scrive, si riscrive».

Gherarducci: «E si prova tanto. Dietro la trasmissione c’è un grande lavoro degli autori; poi, certo, c’è anche l’improvvisazione. Forest è geniale».

 

Vi aspettavate questo successo?

G: «No, ma dopo la prima stagione, che ha sorpreso tutti con gli ascolti, ci speravamo».

S: «Facciamo quello che ci piace, commentavamo i programmi di altri.

giorgio gherarducci e marco santin 3

Qui ce la giochiamo. Evidentemente in tanti ci aspettavano, fa piacere».

[…]

Il rapporto col Mago Forest?

G: «Insieme dal 2002, una vita».

S: «È il più bravo di tutti, perché non fa solo ridere: ci sorprende sempre».

 

Il programma — da Brenda Lodigiani a Ubaldo Pantani agli altri comici — è una fabbrica di talenti. Come li scegliete?

G: «Facile: scegliamo chi ci fa ridere».

S: «Inventano ogni volta cose nuove. Brenda è strepitosa, con Annalaisa si trasforma: una piccola Cortellesi».

laura pausini a gialappashow 2024

 

[…]

Come vi regolate con il politicamente corretto?

G: «Ce ne sbattiamo, ma come si fa ad andare avanti col bilancino? Diciamo tutto, senza essere offensivi. È normale che non si possa più usare la parola “grasso”? Non è un’offesa, invece “ciccione di merda” lo è. Si è perso il senso delle proporzioni. È giusto dire “non vedenti”? Al Museo del buio alla Fondazione dei Ciechi a Milano in Via Vivaio ho chiesto: scusate, si deve dire non vedenti? Mi hanno detto no».

 

valentino rossi gialappashow 2024

Qualcuno protestò perché Forest, facendo la parodia di Carlo Conti, si era dipinto la faccia di nero.

S: «Lo hanno accusato di fare il blackface, siamo pazzi? Raccontando che erano tutti fan di Carlo, lo prendeva in giro, visto che è sempre abbronzato. I social amplificano tutto, non li leggo. Se uno non capisce il problema è suo, non nostro».

A “Mai dire gol” Bebo Storti faceva il leghista originario della bergamasca con la faccia nera che urlava: “Comunisti, drogati”.

mago forest 1

S: «Capolavoro. Viviamo un periodo in cui nessuno dice più niente, non si può più fare una battuta».

 

Ripensando alle battute scorrette, esilaranti, sulle conduttrici a “Mai dire gol”, oggi vi denuncerebbero.

S: «Era un gioco e tutti stavano al gioco. Noi continuiamo a dire le cose, conta il modo. La presa in giro è divertente e siamo i primi a prenderci per il culo tra di noi».

Una volta Rai 3, ai tempi di Bruno Voglino, sfornava talenti comici.

mago forest giorgio gherarducci e marco santin 1

 

Oggi è il deserto. Cosa ne pensate di ciò che succede con TeleMeloni?

G: «Da sempre in Rai succede così, di cosa ci stupiamo? Cambia il governo e cambia tutto, poi avanti un altro e si ricomincia. Io non mi meraviglio».

S: «Hanno distrutto Rai 3, ma anche il resto. A me sembra inaccettabile quello che sta succedendo, ho amici che mi raccontano cose spaventose. È un peccato perché il servizio pubblico è di tutti, non di una parte politica. Ne abbiamo viste tante negli anni ma mai come adesso».

 

giorgio gherarducci e marco santin 4giorgio gherarducci e marco santin 1jannik sinner parodia giovanni vernia gialappashowgialappashow 2gialappashow 1la gialappa's band imita stefano de martino 7giorgio gherarducci e marco santin 2

[…]

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)