musk marko elez

“IO ERO RAZZISTA PRIMA CHE FOSSE FICO ESSERLO” - CACCIATO DAL "DOGE" (IL DIPARTIMENTO DELL’EFFICIENZA GOVERNATIVA) GUIDATO DA MUSK MARKO ELEZ, IL FEDELISSIMO DI ELON - LA SUA DISAVVENTURA ALIMENTA TUTTI I SOSPETTI SULLA VERA INCLINAZIONE DEL FONDATORE DI TESLA - IL "WALL STREET JOURNAL", QUOTIDIANO NON OSTILE A TRUMP, HA SCOPERTO CHE IN PASSATO ELEZ AVEVA PUBBLICATO POSTRAZZISTI CONTRO GLI INDIANI, GAZA E ISRAELE - MUSK VUOLE TENERLO AL SUO FIANCO. E ANCHE IL VICEPRESIDENTE VANCE LO DIFENDE..

P. MAS. Per la Repubblica – Estratti

 

 «Per chiarire, io ero razzista prima che fosse fico esserlo».

 

musk marko elez

Partendo da queste premesse, non è durata a lungo la carriera di Marko Elez al Dipartimento dell’efficienza governativa (Doge), guidato da Elon Musk per tagliare le spese dello Stato. La sua disavventura però va oltre il caso personale e alimenta tutti i sospetti sulla vera inclinazione del fondatore di Tesla, e gli obiettivi della rivoluzione del governo federale che il presidente Trump gli ha affidato.

 

(...)

 

musk marko elez

Il Wall Street Journal, quotidiano non ostile a Trump, ha scoperto che in passato Elez aveva pubblicato post pesantemente razzisti, usando lo pseudonimo @nullllptr. Roba del tipo «Normalizzare l’odio contro gli indiani», colpevoli di togliere posti agli americani nelle aziende della Silicon Valley. Oppure commenti sprezzanti sul conflitto mediorientale: «Non mi importerebbe nulla se Gaza e Israele fossero entrambi cancellati dalla faccia della Terra».

 

Il Wall Street Journal ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca, che ha risposto attraverso la portavoce Karoline Leavitt, annunciando le dimissioni di Elez.

 

MARKO ELEZ

Musk però ha subito indetto un sondaggio su X per chiedere se dovesse riassumerlo, in cui l’80% dei partecipanti ha risposto sì. Dunque Elon condona, se non condivide, il razzismo di Elez e vuole tenerlo al suo fianco. E anche il vicepresidente Vance lo difende: «Non sono d’accordo con alcuni post di Elez, ma non credo che attività stupide sui social media debbano rovinare la vita di un ragazzo. Non dobbiamo premiare i giornalisti che rovinano la gente. Quindi riprendiamolo ». Chiosa in serata Trump in persona: «Mon ho seguito il caso, ma se Vance dice di riassumerlo, io sto con lui».

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