pierferdinando casini giorgia meloni donald trump

"IN UN CONFLITTO USA-UE RISCHIAMO DI ESSERE IRRILEVANTI PER GLI STATI UNITI E ISOLATI IN EUROPA" - L'AVVERTIMENTO DI PIERFERDINANDO CASINI A GIORGIA MELONI: "VOGLIAMO ESSERE LA QUINTA COLONNA DI TRUMP PER INDEBOLIRE L’EUROPA O UTILIZZARE IL BUON RAPPORTO CHE MELONI HA COL PRESIDENTE USA PER COSTRUIRE NELLA RELAZIONE TRA UE E STATI UNITI?" - L'ERRORE DEL GOVERNO SUL CASO ALMASRI ("SBAGLIATO NON PORRE IL SEGRETO DI STATO") E LA BORDATA A NORDIO: "SI È ARRAMPICATO SUGLI SPECCHI. DA MINISTRO DELLA GIUSTIZIA NON HA ALCUN DIRITTO DI SINDACARE LE DECISIONI DELL’AJA" 

Estratto dell'articolo di Lorenzo De Cicco per “La Repubblica”

 

pierferdinando casini (2)

Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera, oggi senatore indipendente del centrosinistra, è convinto che il rapporto Meloni-Trump possa essere «un’opportunità» per l’Italia. Ma anche un enorme rischio, se «il credito» che la premier potrebbe avere col tycoon, «ammesso che ce l’abbia davvero», non sarà speso sulla posta giusta.

 

«Non biasimo Meloni per essere andata a Mar-a-Lago o a Washington. Il punto è un altro: vogliamo essere la quinta colonna di Trump per indebolire l’Europa o utilizzare il buon rapporto che Meloni ha col presidente Usa per farci carico di un neo-atlantismo da costruire nella relazione tra Ue e Stati Uniti?

GIORGIA MELONI DONALD TRUMP - MEME BY EDOARDO BARALDI

 

Stiamo attenti a non trovarci nella terra del deserto il giorno in cui dovesse scoppiare un conflitto vero tra Europa e America, perché saremmo irrilevanti per gli Usa e isolati in Ue».

 

Presidente Casini, come dovrebbe rispondere la premier alle minacce di Trump sui dazi: ballare da sola, rischiando l’isolamento a Bruxelles, o fare blocco col resto del continente?

«Sui dazi e su tutto il resto, voglio sperare che Meloni non segua Orbán: siamo un grande paese europeo e abbiamo responsabilità a cui verremmo meno. […] Il mio appello a Meloni è questo: concorra senza esitazioni a tenere in piedi l’Europa, non solo reagendo alle politiche dei dazi americani, ma ponendo la questione delle spese di difesa come elemento della trattativa con Washington». [...]

al bano pierferdinando casini matteo renzi

 

Lo dice anche al centrosinistra, in larga parte contrario?

«In questa fase c’è un dialogo fra sordi, tra governo e opposizione. Ma non disperdiamo le parole del capo dello Stato. La politica estera dev’essere uno dei pochi momenti di comune intesa. Anche Meloni, che nasce a pane e politica, lo dico in positivo, deve guardarsi dal diventare subalterna ai potentati economici planetari». [...]

 

Altro terreno di scontro tra Ue e Usa (e Italia) sono le critiche di Trump alla Corte penale internazionale.

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - ILLUSTRAZIONE FINANCIAL TIMES

«Per noi è un tema che va molto oltre il caso Almasri. L’amministrazione Trump ha debuttato con una costante ereditata dal primo mandato: la demolizione del multilateralismo. La ragione proclamata è che non funziona, che i suoi organismi, come l’Oms o la Cpi, siano solo lenti carrozzoni.

 

È chiaro che il multilateralismo sia in crisi, ma questo ci deve indurre a farlo funzionare meglio. Vogliamo davvero essere tra i demolitori dell’ordine internazionale per ricostruirlo su basi nuove? Finiremmo per essere subalterni e irrilevanti».

pierferdinando casini ricevimento quirinale 2 giugno 2024

 

Su Almasri il governo avrebbe dovuto porre il segreto di Stato?

«Sì ed è stato un grande errore non farlo. Ho visto un insieme di pasticci. Intendiamoci: la politica internazionale non è un pranzo di gala, tante volte per difendere la propria sicurezza, lo Stato deve fare cose non belle.

 

Ma appunto per questo Meloni doveva porre il segreto di Stato. Invece si sono arrampicati sugli specchi, soprattutto Nordio, che da ministro della Giustizia non ha alcun diritto di sindacare le decisioni dell’Aja».

 

Il caso Paragon mette in luce una resa dei conti nell’intelligence, come suggeriva ieri Salvini?

«Ho un giudizio positivo su Mantovano, persona perbene che conosco da tanto tempo, ma qualche problema ci dev’essere […]».

giorgia meloni donald trumpmantovano meloni nordio piantedosiOsama Njeem AlmasriGIORGIA MELONI - VIGNETTA BY MANNELLI SUL FATTO QUOTIDIANOcarlo nordio - giorgia meloni - matteo piantedosi - composizione fotografica del fatto quotidianopier ferdinando casini foto di bacco (1)

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)