le iene - venezia sotto inchiesta - sortino e sindaco brugnaro

“SENTITE IL MIO CUORE, UN’AMAREZZA INSPIEGABILE. SONO STATO SFORTUNATO” - LE LACRIME DI COCCODRILLO DEL SINDACO DI VENEZIA BRUGNARO, INDAGATO PER CORRUZIONE, CHE RIFIUTA DA MESI DI PRESENTARSI ALL’INTERROGATORIO RICHIESTO DAI PM: “ANDRÒ SOLO QUANDO SAPRÒ TUTTO. VOGLIO ESSERE PREPARATO” – LE TELECAMERE DE “LE IENE” SI SONO INFILATE NEI SUOI AFFARI E NEI PRESUNTI CONFLITTI D’INTERESSE – IL GRANDE ACCUSATORE DELL’INCHIESTA “PALUDE”, CLAUDIO VANIN, RIVELA: “HO SUBITO MINACCE DI MORTE” – VIDEO

https://www.iene.mediaset.it/video/venezia-sotto-inchiesta_1359047.shtml

 

Da “Le Iene”

 

LE IENE - VENEZIA SOTTO INCHIESTA - SORTINO E SINDACO BRUGNARO

Ieri, in prima serata a Le Iene, è andata in onda l’inchiesta di Alessandro Sortino, che getta nuova luce su presunti conflitti di interesse che coinvolgono il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, attualmente indagato per corruzione dalla Procura di Venezia. Questo il link al video: https://www.iene.mediaset.it/video/venezia-sotto-inchiesta_1359047.shtml

 

Nel servizio si ripercorre la storia dell’area dei Pili, un’ex discarica Montedison contaminata da rifiuti radioattivi, acquistata a prezzo irrisorio nel 2005 da Brugnaro, quando era ancora un imprenditore. Nel 2015, durante la sua campagna elettorale, il futuro sindaco aveva promesso di non sfruttare quei terreni per scopi personali, costituendo un blind trust per gestirli.

 

LE IENE - VENEZIA SOTTO INCHIESTA -SORTINO E CLAUDIO VANIN

Tuttavia, le telecamere hanno documentato un incontro tra il sindaco e un investitore asiatico in cui si discuteva del futuro edificabile dell’area. Contestualmente - come rivela all’inviato l’architetto del Consorzio Venezia Nuova Alberto Bernstein - la Corte dei Conti sta indagando su rettifiche catastali che avrebbero migliorato la continuità e la edificabilità dei terreni, sollevando ulteriori interrogativi sui potenziali vantaggi economici.

 

Testimone chiave dell’inchiesta è Claudio Vanin, consulente che ha lavorato sul progetto dei Pili e autore dell’esposto che ha dato il via all’indagine “Palude”, che rivela un dettaglio inedito: «Gli accordi e le trattative sull’area sono continuati almeno fino a maggio 2018», quindi ben oltre quanto inizialmente ipotizzato. Vanin, che ha pagato a caro prezzo le sue dichiarazioni, racconta di aver ricevuto numerose minacce di morte, subendo una forte pressione a livello personale e professionale.

 

LE IENE - VENEZIA SOTTO INCHIESTA - SORTINO E BERNSTEIN

Parallelamente, nel 2019, un terreno agricolo acquistato dalla società di basket Reyer, di proprietà del sindaco, diventa edificabile grazie a una delibera comunale approvata solo dieci giorni dopo l’acquisto. Questo cambio di destinazione d’uso ha generato un notevole incremento del valore dell’area, secondo tecnici comunali raggiunti da Sortino, la plusvalenza sarebbe fino a tre milioni di euro.

 

Ai microfoni della Iena, il Sindaco Brugnaro, di fronte alle accuse, si è mostrato affranto dalla vicenda: «Credetemi non lo auguro a nessuno. Sentite il mio cuore, un’amarezza che non riesco a spiegarlo. Sono stato sfortunato».

 

LE IENE - SORTINO E SINDACO BRUGNARO

Il primo cittadino ha ripetutamente dichiarato la propria innocenza e la volontà di collaborare con la magistratura, ma rifiuta da mesi di presentarsi all’interrogatorio richiesto dai PM: «Andrò solo quando saprò tutto. Voglio essere preparato». Sui suoi affari e sui possibili conflitti d’interesse ha risposto: «Non è che se io faccio il sindaco la società Reyer può chiudere! La società ha tutto il diritto di fare e brigare….Pensate che io guadagni con la Reyer? Noi spendiamo come gruppo dieci milioni l’anno per far giocare a basket… questo è il c**o che ho. Glielo regalo il mio c**o se vuole!».

LUIGI BRUGNARO - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI LUIGI BRUGNARO

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)