pistolini

SEX PISTOL-INI! - MANCAVA IL ROMANZO GENERAZIONALE DI UNA ROCK BAND IN QUEI TERRIBILMENTE MERAVIGLIOSI ANNI ’70, PERSA NELLA ROMA IN BILICO TRA EROINA, P38 E DISCOTECHE (CON ZACCAGNINI E DAGO DIGEI) – OGGI CHE IL ROCK SI È RIDOTTO A UNA "CONVENZIONE" SOGGETTA AI "MERCATI DEL GUSTO" SECONDO LE LEGGI DI TUTTE LE MERCI (PRODOTTO, FATTURATO, CONSUMO), IL ROMANZO, AUTOBIOGRAFIA CAMUFFATA DI STEFANO PISTOLINI, FA BATTERE IL CUORE...

stefano pistolini

Paolo Zaccagnini per mowmag.com

In Italia mancava un romanzo generazionale? Ci pensa il sessantanovenne Stefano Pistolini con la solita ritrosia e il giusto scetticismo. E con un libro, ‘’Qual è quello che canta? Resoconto di una band minore’’ (Elliot, 2024).

 

Conoscendolo quando alla casa editrice, la Elliot di Roma, gli avranno detto che per vendere il libro occorreva promuoverlo sono sicuro che il colto, ombroso, simpaticissimo avrà risposto “e che sono un professore? Chi dovrei promuovere o bocciare?” e avrà fatto spallucce andandosene.

 

Non credo avrà molta “stampa&propaganda”, quindi a cosa servono gli amici? Segnalatomi dal mio fraterno amico Roberto D'Agostino l’ho subito acquistato e, viste le poco più di 300 pagine, l'ho subito iniziato e mi sono ritrovato – Roberto me lo aveva prefigurato – ai tempi dei miei anni formativi come tanti romani, italiani.

STEFANO PISTOLINI

 

Che bello e che emozione leggere il proprio nome, e quello di Roberto, in un libro, far parte del percorso di un essere umano. Romanzo generazionale? Certo. Alzi la mano chi non ha avuto il sogno di formarsi in un gruppo. Bene, da questo semplice assunto è partito Pistolini.

 

Anni Settanta, Ottanta e Novanta. La fantasia di Silvestro, chitarrista, Rico, chitarrista più bravo e tragico, Franco, bassista, e Alberto, batterista. Ci sono altri elementi in questo campo musicale – minato? – che ha contribuito a fare quella storia in bilico tra droga, musica e terrorismo. Il progetto dei The Doses era come ‘’La locomotiva’’ di Guccini, correva correva correva verso la sua piena realizzazione.

 

Vediamo Silvestro e i suoi amici crescere tra amori e delusioni cocenti, realizzare un 45 giri e poi... Scorrono tantissimi personaggi che facevano e hanno fatto la storia del rock in Italia – i nomi no, non li faccio, comprate il libro, LEGGETE – tutti raccontati i termini normali.

zaccagnini dago

 

Non si idolatra, non ci si inchina al ricordo, si va indietro nel tempo senza rimpianti ma lucidamente, a quando Roma era vivibilissima e il Piper Club o il Titan Club era due antri stracolmi di grandissima musica scelta da D'Agostino, liberavano e segnavano gli assidui frequentatori.

 

Molti famosi internazionalmente ma lì solo per lasciarsi andare, per riscoprire il loro vero io. Ringrazio Stefano – anche provetto regista – che lo ha scritto e Roberto che me lo segnalato. Un tesoro di memoria non si trova facilmente…

 

dago al titan club

‘’QUAL È QUELLO CHE CANTA? RESOCONTO DI UNA BAND MINORE’’ DI STEFANO PISTOLINI, (ELLIOT, 2024). ESTRATTI

….Rico e Silvestro chitarre e voci, Franco che si sta sgrezzando col basso e Vanni alla batteria, col suo minimale set Gretsch. È la formazione con la quale, dopo un paio di passaggi per bettole romane a provare l’amalgama, i Doses si presentano al Titan, dove si è inaugurata la rassegna “It’only rock’n’roll”, che ha appena ospitato niente meno che Adam Ant, il pirata neo-romantico.

 

Titan Club Roma

Il Titan è un’altra ribalta leggendaria, su cui sono transitati miti come Stevie Wonder e Jimi Hendrix. La sua prerogativa, diversamente dal Piper, è di avere un palcoscenico di poco rialzato rispetto alla pista da ballo, obbligando gli artisti a esibirsi faccia a faccia col pubblico, a contatto visivo con chi li ascolta e li giudica.

jimi hendrix e patty pravo al Titan Club

 

Il cartellone dei concerti in programma, poi, preoccupa non poco Silvestro, dal momento che i malcapitati Doses sono destinati ad alternarsi con gruppi inglesi di buona fama, rispetto ai quali è fantascienza pensare d’essere competitivi. Il fatto è che Fiorella svolge fin troppo bene il suo compito e passo dopo passo sta facendo levitare la band negli indicatori di popolarità del momento, sia pure solo su base locale.

 

Al Titan, a introdurli, ci sarà di nuovo l’ubiquo Roberto D’Agostino, il disc jockey alternativo, alla console in coppia con una figura già di culto nella Roma rockettara: Paolo Zaccagnini, il guru musicale del “Messaggero” nonché interprete dei film del suo amico Nanni Moretti, con la sua inconfondibile barba lunghissima, che in queste serate abbina a un paio d’occhialoni neri alla Blues Brothers.

Dago, dj al Titan Club, 1978

 

Al Titan, quando suonano loro, arriva  la in-crowd cittadina: habitué mondani, giornalisti, presenzialisti e un bel po’ di quei “radical chic” che stanno proliferando in una società stanca di sangue, violenza e paranoie….

 

I Doses arrivano all’appuntamento al Titan con un’attitudine diversa rispetto all’esordio al Piper. Nei mesi trascorsi dal loro debutto hanno messo insieme una quindicina di date, utili a migliorare l’affiatamento e ad apprendere i modi e i tempi con cui gestire il palco…

 

Zaccagnini Nanni Moretti

… il primo set al Titan Club si rivela emozionante. Il gruppo viene chiamato sul palco dopo che i due djs-santoni hanno sparato la consueta raffica di pezzi-bomba, riscaldando la temperatura della sala. Contrariamente ai concerti nei pub o nei locali di periferia, dove gli avventori dedicano poca attenzione a chi suona e l’atmosfera è generalmente distratta, qui l’atmosfera è quella del banco di prova e l’implacabile verdetto degli habitué sulla band costituisce uno degli ingredienti-base della serata.

 

piper club2

Il locale è pieno e la gente è assiepata a bordo palco, a mezzo metro dai musicisti. Quando i Doses cominciano suonare, quelli delle prime file anziché tirarsi indietro si fanno sotto, qualcuno pogando, qualcuno molestando i musicisti, con folate di scomposti incoraggiamenti e futili provocazioni….

Piper Clubpatti pravo al piper STEFANO PISTOLINI piper club pink floyd al piper

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”