
“ADOLESCENCE” È ISPIRATO A UNA STORIA VERA? È SOLO L’ENNESIMA MINCHIATA AMPLIFICATA DA ELON MUSK – LA FAKE NEWS È STATA POSTATA DALL’INFLUENCER IAN MILES CHEONG, CHE HA ACCUSATO LA SERIE DI NETFLIX DI ESSERE VEICOLO DI “PROPAGANDA ANTI-BIANCHI”: NEL POST SOSTENEVA CHE “ADOLESCENCE” FOSSE ISPIRATA A UN OMICIDIO A SOUTHPORT E CHE LA PRODUZIONE AVESSE MODIFICATO L’ETNIA DELL’ASSASSINO, TRASFORMANDOLO IN UN BAMBINO BIANCO RADICALIZZATO ONLINE – UNA MINCHIATA AMPLIFICATA DA MUSK E… VIDEO
Estratto dell'articolo di www.lastampa.it
Netflix ha fatto centro di nuovo. ''Adolescence'', la sua nuova miniserie, è un racconto viscerale e autentico di una generazione che non si riconosce più nei vecchi schemi, ma fatica a trovarne di nuovi. […] Dopo un esordio straordinario con 24,3 milioni di visualizzazioni nei primi quattro giorni, Adolescence è stato il titolo più visto su Netflix nella settimana dal 17 al 23 marzo, aggiungendo altri 42 milioni di visualizzazioni. Questo porta il totale a 66,3 milioni di visualizzazioni, un risultato senza precedenti per una miniserie Netflix in un arco di due settimane. Inoltre, questa crime story britannica ha raggiunto questo traguardo in soli 11 giorni.
IL POST DI IAN MILES CHEONG SU ADOLESCENCE E IL COMMENTO DI ELON MUSK
Il protagonista, Jamie Miller, ha il volto di Owen Cooper, un esordiente assoluto che offre una performance glaciale e disturbante. A dargli manforte ci sono Stephen Graham e Christine Tremarco, nei panni dei suoi genitori, due figure che si muovono tra sgomento e senso di colpa. La regia asciutta e teatrale di Jack Thorne lascia poco spazio all'azione esplosiva e punta invece su tensioni sottili, su dialoghi carichi di significato e su lunghi silenzi che raccontano più di mille parole.
Una delle scene più emblematiche dell'intera serie è un episodio interamente dedicato a un'intervista tra Jamie e una psicologa infantile. Cinquantadue minuti di scavo psicologico, una discesa nella mente di un ragazzino accusato di un crimine orribile. Il risultato? Uno degli episodi più intensi e disturbanti che si siano visti in tv negli ultimi anni. […] Adolescence, creata dagli autori Jack Thorne e Stephen Graham, non è ispirata a una particolare storia reale. È ispirata all’aumento di criminalità tra i ragazzi, al triste moltiplicarsi di attacchi con il coltello ad opera di adolescenti in Gran Bretagna.
La serie è finita al centro di una polemica dopo la diffusione di fake news sui social. Il dibattito è esploso quando Elon Musk ha condiviso un post dell’influencer Ian Miles Cheong, in cui la serie veniva accusata di essere veicolo di «propaganda anti-bianchi». Nel post, Cheong – che conta oltre 1,5 milioni di follower – sostiene che Adolescence sia ispirata a un caso di cronaca reale, l’omicidio di Southport, e che la produzione avesse modificato l’etnia dell’assassino, trasformandolo in un bambino bianco radicalizzato online. Secondo l’influencer, si tratta di una scelta deliberata per diffondere un messaggio politico.
A rendere il post ancora più virale è stato l’intervento di Elon Musk, che lo ha condiviso sulla piattaforma X con un «Wow». Con i suoi oltre 220 milioni di follower, il commento di Musk ha amplificato la narrazione, generando una valanga di reazioni. Molti utenti hanno subito smontato le accuse, evidenziando come la serie non sia affatto basata sul caso di Southport. […]
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Adolescence
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