ALIENI DIGITALI - SOLO LA METÀ DEI “NATIVI DIGITALI” ITALIANI USA LA RETE, NONOSTANTE TUTTI ABBIANO UNO SMARTPHONE - 22 MILIONI NON SI CONNETTONO MAI, QUASI IL 40% DELLA POPOLAZIONE

 

 

1 - SE L’ANALFABETISMO ORA SBARRA ANCHE LE PORTE DELLA RETE

Luca Mastrantonio per il “Corriere della Sera

 

CAVI INTERNETCAVI INTERNET

Ludwig Wittgenstein, nelle sue riflessioni filosofiche, sosteneva che i limiti del linguaggio di una persona sono i limiti del suo mondo, cioè di tutto ciò che può capire, pensare, esprimere. Per almeno un italiano su tre, Internet è fuori dal mondo, qualcosa che non capisce, cui non vuole accedere.

 

I dati Istat parlano di circa 22 milioni di italiani dai sei anni in su (il 38,3% della popolazione) che nel 2014 non hanno effettuato un accesso a Internet. Un dato che cronicizza vecchi divari e rafforza nuovi conflitti: quello infrastrutturale tra Nord e Sud, quello sociale tra lavoratori attivi e pensionati, e quello anagrafico e linguistico tra vecchi e giovani. L’autoritratto di un Paese diviso: tra chi si fa i selfie e chi dice «autoscatto» .

 

INTERNET E MINORI INTERNET E MINORI

Da una parte, a grandi linee, ci sono i «nativi digitali». Giovani nati dal 1985 in poi, cresciuti in un mondo iperconnesso, dove motori di ricerca come Google sono la babysitter tuttologa e social network come Twitter sono la terminazione naturale e spesso immediata del proprio corpo e della propria mente (a volte con effetti nocivi, vedi Mario Balotelli): è connesso l’84% degli italiani tra i 14 e i 24 anni.

 

Dall’altro lato, ci sono le fasce di età più avanzata e in uscita dal mondo del lavoro che non usano Internet. Tra i 65 e i 74 anni, la percentuale di chi non si connette è del 74%, e arriva al 93,4 per gli over 75. Continuano a vivere secondo i propri costumi, antecedenti al web , in un mondo dove il web è in crescita: l’Istat, infatti, segnala l’aumento delle famiglie che hanno un accesso Internet da casa (dal 60,7% del 2013 al 64) e di una connessione a banda larga (dal 59,7% al 62,7%). Restando alla metafora antropologica, si possono chiamare «aborigeni digitali».

INTERNET E MINORI INTERNET E MINORI

 

I blocchi, ovviamente, non sono granitici, né omogenei: molti italiani sono cresciuti in un mondo offline e si sono poi adattati a quello online, sono i «migranti digitali». E il caso di Gianni Morandi, il ragazzo nato nel 1944 che amava i Beatles e i Rolling Stones e oggi, praticamente, vive su Facebook.

 

E ancora, è il caso dei tanti spettatori dello show televisivo di Roberto Benigni, I Dieci Comandamenti : l’età media dei circa dieci milioni che hanno visto ognuna delle puntate su Rai1 era di 57 anni, ma l’evento televisivo — si tratta di «convergenza mediatica» — ha scatenato commenti e condivisioni sui social network, entrando nei trending topic , cioè gli hashtag di successo su Twitter, come #Benigni o #iDieciComandamenti.

 

INTERNET E MINORI INTERNET E MINORI

Ma la vera eccezione, in negativo, riguarda i giovanissimi nati in epoca digitale ma, di fatto, non connessi: non usa Internet, infatti, il 50 per cento dei bambini tra i 6 e i 10 anni (sono un milione e mezzo). Le motivazioni? Il contesto, che è determinante. Lo rivela il caso dei nati nei primi Anni Zero: nei nuclei in cui entrambi i genitori usano la Rete, il tasso di disconnessione scende al 6,7%, mentre in case dove mamma e papà sono offline sale al 40,1%.

 

Si tratta di ragazzi nati nell’era digitale ma tagliati fuori dalle infrastrutture online , che rischiano di essere analogici fuori tempo massimo, «alieni» rispetto ai coetanei digitali. Spesso, ovviamente, si tratta di una scelta, discutibile o meno, di pedagogia o sicurezza: tra i minorenni, il 58% dei non utenti tra i 6 e i 10 anni e il 42,2% della fascia tra gli 11 e i 14 anni non accede al web per scelta dei genitori.

ossessione e dipendenza da smartphone ossessione e dipendenza da smartphone

 

Non si tratta, comunque, di un problema solo di infrastrutture o di contesto sociale, ma di forma mentis, e dunque un problema culturale. Lo dimostra il fatto che chi resta offline magari ha uno smartphone , presente nel 93,6 per cento delle famiglie. E ancora, le motivazioni del non accesso a Internet spesso sono personali, psicologiche, cognitive.

 

Gli italiani che non si connettono a Internet lo trovano non interessante (28,7%), non ne sano nulla (27,9%) o ammettono di non saperlo usare (27,3%); c’è chi lo trova inutile (23,5%) e chi dice di non avere gli strumenti tecnici (14,3%); i restanti, pochi, lamentano i costi troppo alti o la paura per la privacy . Quindi?

 

SMARTPHONE SMARTPHONE

Questo analfabetismo digitale sembra richiamare l’analfabetismo di ritorno, sul quale recentemente è stato lanciato un chiaro allarme da parte di linguisti, storici, professori e docenti: cresce la fetta di popolazione che non pratica, nella forma base, operazioni di calcolo, elaborati di lettura. Matematica e lingua italiana. Elementi basici dell’alfabeto digitale, grammatica linguistica più codice informatico.

 

Come se in Italia, all’unificazione della lingua parlata, che ha vinto sul dialetto grazie alla televisione, stia seguendo una disunità: non semplicemente tra analogici e digitali, ma tra analfabeti (o illetterati), sia analogici sia digitali, e coloro i quali invece leggono e scrivono online.

 

privacy internet jpegprivacy internet jpeg

Molti italiani non connessi percepiscono Internet come un linguaggio ignoto, che mostra le spalle; rischia, così, di assomigliare al latino. Lingua universale, nell’età moderna, per la Chiesa e i dotti di tutta Europa; ma incomprensibile e impraticabile per i popoli. Come quello italiano, che nel Dopoguerra assisteva ancora alla messa in latino, senza capirne il senso.

 

 

2 - SOLO LA METÀ DEI NATIVI DIGITALI IN ITALIA FREQUENTA LA RETE L’ISTAT: TRA I PEGGIORI IN EUROPA ANCHE SE AMIAMO GLI SMARTPHONE

Mariolina Iossa per il “Corriere della Sera

 

Ventidue milioni di italiani non ha mai utilizzato Internet. Si tratta di una cifra enorme, un esercito di «analfabeti digitali», pari quasi al 40 per cento della popolazione. Siamo indietro rispetto all’Europa, praticamente in coda, dietro di noi solo Bulgaria e Romania. Le persone che hanno usato Internet regolarmente negli ultimi 3 mesi, è scritto nella relazione Istat «Cittadini e nuove tecnologie», e che hanno un’età compresa tra i 16 e i 74 anni, sono solo il 56 per cento. In Islanda, top della classifica, sono il 95 per cento, mentre Paesi come Germania (80 per cento) e il Regno Unito (87 per cento) sono ben al di sopra della media europea (72 per cento).

FLUSSI INTERNET FLUSSI INTERNET

 

Da noi siamo ancora a uno su due. Fa riflettere anche il dato sui cosiddetti «nativi digitali», la generazione 2.0. Non accede a Internet il 52 per cento tra i 6-10 anni e il 13,9 per cento tra gli 11-14 anni. Una spiegazione la troviamo nel fatto che per queste due fasce d’età, la percentuali di non utenti sale di molto se nessuno dei genitori naviga sul web (80 per cento), mentre crolla all’1 per cento in quelle famiglie dove entrambi i genitori sono internauti. Tuttavia, precisa il report dell’Istat, una larga quota di giovanissimi (6-10 e 11-14 anni), «ha dichiarato di non accedere al web in quanto gli è proibito dai genitori per la loro età».

 

Dai 16 ai 24 anni, il dato subisce un’impennata. I giovani che utilizzano Internet regolarmente sono l’84 per cento. E tuttavia, siamo ancora indietro rispetto all’Europa, perché i giovani tra i 16 e i 24 anni, prosegue la relazione Istat «sono considerati il segmento della popolazione per il quale l’uso del web svolge un ruolo centrale nella costruzione di una vita professionale, culturale e sociale».

 

IL CONTROLLO SU INTERNET IL CONTROLLO SU INTERNET

E nel Nord Europa, i 16-24enni che navigano regolarmente sono la quasi totalità, prossimi al 100 per cento. Avanti a noi c’è la Grecia (83 per cento), dietro sempre Bulgaria e Romania; per tutti gli altri Paesi siamo a 9 su 10 o addirittura 10 su 10 (Islanda e Lussemburgo).

 

Di quei ventidue milioni di italiani che non «navigano», la maggior parte è costituita da anziani o persone uscite dal mondo del lavoro. Sono quasi il 75 per cento tra i 65-74 anni, salgono al 93 per cento per chi ha più di 75 anni. All’opposto, le famiglie con almeno un minorenne sono «le più attrezzate tecnologicamente: l’87 per cento possiede un pc, il 90 per cento accede a Internet, mentre le famiglie che dispongono di accesso alla rete da casa e di una connessione a banda larga sono il 64 e il 62 per cento», con un divario tra Centro-Nord e Sud di 9 punti.

ILLUSTRAZIONE INTERNET LIBEROILLUSTRAZIONE INTERNET LIBERO

 

Usano pc e Internet più gli uomini delle donne, 3 internauti su 10 accedono ai siti della Pubblica amministrazione e scaricano i moduli, il 34 per cento ha usato la rete per fare acquisti nel 2014. L’oggetto tecnologico più amato è lo smartphone, seguono macchina fotografica digitale e lettore dvd-Blu Ray. Tra i mezzi meno diffusi, invece, antenna parabolica, lettore mp3 e console per videogiochi. 

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