UN “VAFFA” IN SI BEMOLLE - TRA BEPPEMAO E PIZZAROTTI VOLANO STRACCI A COLPI DI GUCCINI E LEONARD COHEN - I DUE SI “DEDICANO” CANZONI PER SFANCULARSI E NON SI INCONTRANO DI PERSONA DA OLTRE UN ANNO - FAVIA: “A ME DEDICÒ DE ANDRÉ. BRUTTO SEGNO”

Francesco Alberti per il "Corriere della Sera"

Se le sono cantate, in tutti i sensi. E non è detto che abbiano risolto i loro problemi di incomunicabilità. Prima è stato Beppe Grillo a gelare il «suo» sindaco più importante, Federico Pizzarotti, rovesciandogli addosso dal blog un verso della canzone di Francesco Guccini, Vedi cara che equivale a una pietra tombale su qualsiasi possibilità di dialogo: «Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già...».

Per tutta risposta, Pizzarotti, che aveva chiesto un incontro chiarificatore e che alla fine si è dovuto accontentare di una telefonata, gli ha replicato con un verso della canzone Anthem di Leonard Cohen: «C'è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce». Rottura evitata, per ora. Si sono parlati, ma la ruggine resta.

Lontani (era solo il 2012) i tempi in cui il giovane e sconosciuto Pizzarotti riceveva pubblica investitura da Grillo, sbaragliava l'armata (si fa per dire) del Pd, conquistando la poltrona di sindaco di Parma con tanto di solenne promessa (rimasta tale) di impedire l'avvio dell'odiato inceneritore. Da allora, sono state più spine che rose.

Da oltre un anno i due non si incontrano di persona. L'ultima scintilla riguarda le candidature grilline alle Europee. Pizzarotti ha espresso perplessità su criteri e qualità delle scelte. Grillo è partito a testa bassa. Dopo averlo bollato come «Capitan Pizza», ieri ha affondato il colpo, replicando alla richiesta di un incontro con la canzone di Guccini: storia di un amore finito e di un dialogo impossibile. Non contento, il leader ha postato il video del marzo scorso in cui Pizzarotti compare con il pd Civati e il sindaco di Milano Pisapia alla presentazione di un libro.

Un modo per ridare fiato ai sospetti sulla fedeltà del sindaco, incrinata dalla freddezza con la quale Pizzarotti prese le distanze dalle espulsioni dei senatori e dalla scelta di organizzare quell'incontro con gli amministratori grillini per nulla gradito ai vertici. Fino a ieri Pizzarotti aveva scelto un profilo basso, mantenendosi sul terreno a lui più congeniale: quello del pubblico amministratore.

Su Facebook, si era limitato a ricordare che «mentre in Italia le imprese chiudono, a Parma ne apriamo di nuove grazie al bando del Comune». Poi la telefonata con il leader (ieri sera a Bologna con il suo spettacolo «Te la do io l'Europa»). «Cosa ci siamo detti? Sono fatti nostri...» ha tagliato corto il sindaco. Uno dei primi espulsi, Giovanni Favia, ricordava: «A me Grillo dedicò De Andrè. I versi delle canzoni sono un brutto segno...». Pizzarotti gode di un robusto sostegno nel movimento e nella squadra dei consiglieri comunali. Da vedere se basterà.

 

 

grillo e pizzarotti c b d ef bc ad c d grillo e pizzarottiGRILLO E CASALEGGIO ARRIVANO A ROMA GIOVANNI FAVIA

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