impero dei sensi

C'EROS UNA VOLTA - NELLE SALE FRANCESI TORNA 'L'IMPERO DEI SENSI' RESTAURATO IN 4 K, UN CAPOLAVORO DI POESIA ED AMPLESSI BASATO SU UNA STORIA VERA DI OSSESSIONE, IL PRIMO A CONSIDERARE IL DESIDERIO FEMMINILE - TUTTA LA VICENDA DALLE RIPRESE IN CLANDESTINITA', IL DIFFICILE CASTING PER LE SCENE DI SESSO, I GUAI DEL REGISTA E IL TRIONFO A CANNES - VIDEO

Bruno Deruisseau per “Les InRocks

 

VIDEO ‘IMPERO DEI SENSI RESTAURATO’

 

 

set impero dei sensiset impero dei sensi

Uscito oltre 40 anni fa (1976), ‘L’impero dei sensi’ di Nagisa Oshima rientra nella categoria dei capolavori assoluti, il genere di film in cui immagini e poesia folle tracciano la via. Ambientato negli anni ’30, in un quartiere borghese di Tokyo, narra la storia di passione e autodistruzione fra Kichizo, proprietario dell’alberghetto, e Sada, la cameriera che lì presta servizio, due amanti ossessionati dagli amplessi, che si muovono tra sacralità e trivialità ricordando la lezione di Bataille e Sade.

l impero dei sensil impero dei sensi

 

La fine è sublime e sconvolgente (lei taglia il membro di lui e lo conserva sotto al kimono), ma è anche un grande film sul desiderio femminile. Questa settimana esce di nuovo in sala restaurato in 4K, eppure fu clandestino, nato dall’incontro fra un produttore francese erotomane (Anatole Dauman) e un regista giapponese ribelle.

impero dei sensiimpero dei sensi

 

Erano gli anni giusti, avevano creato scalpore ‘Ultimo tango a Parigi’ e ‘Emmanuelle’, e ora bisognava dare nobiltà ad un genere, così Dauman decise di finanziare interamente un porno artistico, lasciando piena libertà a Oshima, il quale prese spunto da un fatto di cronaca molto noto in Giappone.

 

la vera sadala vera sada

Nel 1936 infatti una giovane donna era stata ritrovata in strada, dove vagava tenendo in mano il membro evirato del suo amante. Lo aveva ucciso, asfissia erotica perché lui glielo aveva chiesto. Al processo la ragazza tentò di spiegare ai giudici il suo amore folle per il partner e riuscì a cambiare l’opinione pubblica. Fu condannata a soli sei anni, dopo averne scontati 5 ricevette la grazia. Icona dell’amore assoluto, Sada è il simbolo del desiderio femminile, contrariamente al porno più comune, che già allora sposava il punto di vista maschile.

 

eiko matsudaeiko matsuda

Il regista scelse di far fare scene non simulate agli attori, perciò il casting fu lungo e complesso. Molti attori rifiutarono il film una volta ricevuto il copione, e quelli che accettarono non riuscirono a tenere un’erezione sul set. Finalmente accettò il ruolo Tatsuya Fuji, mentre per la parte femminile fu scelta Eiko Matsuda, modella e giovane attrice di teatro. Coscienti della pericolosità del progetto, il film fu girato in clandestinità, per sfuggire alla censura e al sequestro delle bobine.

 

L impero dei sensi Ejiko Matsuda L impero dei sensi Ejiko Matsuda

Per limitare i danni, Oshima lavorava con una squadra ridotta durante le scene di sesso, a luci spente. Si accendeva tutto solo al ciak e si effettuava un’unica ripresa. L’’Impero dei sensi’ violava qualsiasi legge nipponica sulla rappresentazione del sesso al cinema, perciò la pellicola fu spedita in Francia e lì fu sviluppata.

 

il regista nagisa oshima il regista nagisa oshima

Dauman ricevette il film che sognava e anche un duro colpo: la nuova legge francese riduceva di molto la circolazione nelle sale dei film vietati ai minori di 18 anni. La classificazione X significava distribuzione in pochissime sale, perciò lui tentò di puntare sull’aspetto artistico del film e fece una proiezione prima di Cannes, al ‘Club 13’ di Parigi, dove invitò intellettuali come Roland Barthes.

il film l impero dei sensiil film l impero dei sensi

 

Fu presentato in apertura della ‘Quinzainedes Realisateurs’ del 29°Festival di Cannes, trionfò al punto che invece delle cinque proiezioni previste, se ne fecero dodici. Uscì al cinema, in Francia vietato ai minori di 16 anni, e il pubblico lo amò. In Giappone il film fu censurato, Oshima subì un processo per oscenità, il suo incubo finì nel 1982. La potenza della sua opera resta inalterata.

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