SE MURDOCH PIANGE PER GLI SCONTI DI “RAISET”, I GIORNALI SI TAGLIANO LE VENE

Da blitzquotidiano.it

Spot tv Rai Sipra (e Publitalia Mediaset in coppia) scontati fino al 92% sul listino prezzi."Sconti pazzeschi che stanno destabilizzando tutto il mercato pubblicitario", riferisce Claudio Plazzotta su Italia Oggi del 21 e 22 marzo.
La situazione è gravissima e in pericolo ci sono innanzi tutto i quotidiani e i periodici italiani, l'anello debole della catena informativa, ma anche internet è destinato a pagare, per quella quota di mercato di pubblicità nazionale che cominciava invece a scoprire il nuovo mezzo.

Sono i vertici operativi del gruppo Sky che s'incaricano di rilanciare il "j'accuse contro Rai e Mediaset" (alla presentazione dei palinsesti primaverili del gruppo Fox, ne hanno parlato Alessandro Militi e Daniele Ottier, vicepresidente marketing di Fox Italy e direttore Sky Advertising).
La questione non è nuova, perché i ribassi durano da tempo, anzi fu proprio Berlusconi a inventarli, per entrare come nel burro nell'allora, trent'anni fa, monopolio della Rai.

Quel che è gravissimo è che l'ultima amministrazione Rai, quella installata da Mario Monti, con Luigi Gubitosi alla testa, la ex dg Rai Lorenza Lei preposta alla pubblicità e Fabrizio Piscopo, ex Sky, a testa bassa a raschiare il barile, conferma la tendenza: "La Rai, il colosso pubblico di Stato, guidato da Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, sta facendo man bassa di pubblicità attraverso la Sipra, vendendo gli spazi con sconti che vanno dall'80 al 90% (Roberto Sommella, Milano Finanza).

Si tratta di offerte imbattibili, che oltre a alterare la concorrenza tv in termini di raccolta pubblicitaria (dove Mediaset dal 2008 a oggi non è mai scesa sotto il 60% di quota di mercato) contribuiscono in maniera letale alla crisi dell'editoria: i giornali a questi prezzi sul mercato pubblicitario, già scassato dall'ingresso, proprio con Piscopo, di Sky nel target dei quotidiani, non possono resistere. Al punto che tra gli editori si è fatta strada la convinzione che solo la detassazione degli investimenti pubblicitari sulla carta stampata (finanziata con una Google tax) può invertire la tendenza.

Anche Urbano Cairo, neo proprietario di La7, e gran praticante degli sconti nel suo passato anche recente, è intervenuto nella polemica, con una posizione abbastanza equidistante, che considera gli sconti "un segnale di debolezza, ma pure la denuncia di Sky lo è, significa che queste politiche stanno dando fastidio alle pay-tv".
Andrea Castellari, dg di Discovery Italia e presidente della concessionaria pubblicitaria Discovery, sottolinea "la situazione di panico dei due big del mercato",
ma stigmatizza anche che sia un'azienda pubblica come la Rai a condurre tali politiche aggressive di sconti.

Sipra e Publitalia si difendono. Fabrizio Piscopo, dg Sipra, ha scritto ad Italia Oggi per negare comportamenti scorretti o politiche aggressive che non siano riconducibili a normali pratiche concorrenziali e anzi rispedisce al mittente le accuse riservandosi di agire nelle sedi competenti. "Mai Sipra potrebbe dare sconti lontanamente avvicinabili a quelli pretestuosamente citati da Sky, in quanto non potrebbe neppure lontanamente avvicinarsi al budget prefissato", ribatte Piscopo. E Mediaset liquida la questione con una nota dove invita Sky a seguire "la strada di aumentare gli ascolti e non di inventarsi accuse infondate".

La televisione vale 3,26 miliardi di euro di pubblicità, quindi, considerando tutto il mercato pubblicitario, dai media alle affissioni, ne rappresenta il 48%. I dati Nielsen di fine ottobre 2012 parlano di ricavi pari a 2,55 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2012 (-10,9% rispetto allo stesso periodo del 2011). Della fetta televisiva, 3,26 mld, Mediaset ottiene il 63% (2.048 mld.), mentre alla Rai del tetto all'affollamento pubblicitario vanno alla Rai (680 milioni), 258 milioni vanno a Sky (8%), e altri 170 milioni (5%) a Telecom Italia Media.

Per la prima volta dal 2003, il mercato pubblicitario complessivo è sceso sotto la soglia degli 8 miliardi di euro: 7,44 mld. con un calo del 14,3% rispetto al 2011. Tranne il web, che però a sua volta subisce l'effetto della guerra dei prezzi in tv, tutti gli altri media hanno visto arretrare i ricavi pubblicitari: una crisi strutturale, cui nemmeno le Olimpiadi di Londra hanno concesso una boccata di ossigeno.

In questo contesto, i giornali sono ancor più con l'acqua alla gola: erano giù in crisi con l'arrivo di Sky, che ha coinciso con l'inizio della recessione. Sky si è ritagliata, proprio con Piscopo, una fetta di pubblicità pari, grosso modo, al fatturato di pubblicità nazionale raccolto da Repubblica o dal Corriere della Sera. L'ingresso dirompente di Sky è passato quasi sotto silenzio, in ossequio al principio che tutto quel che va contro Berlusconi, come Sky ha fatto in modo importante, è di sinistra e quindi questa specie di immunità è stata estesa anche al neo compagno Rupert Murdoch. Ora però anche la Rai dei presunti tecnici è entrata nella mischia e il disastro rischia di essere completo.

 

SILVIO E PIERSILVIO BERLUSCONI PIERSILVIO BERLUSCONI GUBITOSI E TARANTOLA jpegIL NUOVO CDA RAI - TARANTOLA - GUBITOSIANDREA ZAPPIA E LUIGI GUBITOSI PUBLITALIALOGO SIPRA

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”