COSTANZO FOREVER – CANALE5 RIPROPONE LE PUNTATE PIÙ SIGNIFICATIVE DEI 25 ANNI DEL TALK CON UN NUOVO COMMENTO DELL’AUTORE - FRECCE AVVELENATE CONTRO MEDIASET – “BERLUSCONI ROVINATO DALLA POLITICA”

Maria Volpe per il "Corriere della Sera"

Ad agosto compirà 76 anni Maurizio Costanzo. È diventato più simpatico con l'età. Non che prima fosse antipatico, ma talune volte la sua ironia e le sue battute fulminanti venivano oscurate dal suo «strapotere» televisivo.

Ventisette anni di «Costanzo show» hanno significato avere lì seduti tutti i potenti d'Italia, le più belle donne del Paese, politici in cerca di consenso, intellettuali che disdegnavano la tv ma che al Teatro Parioli la passerella la facevano volentieri.

E gli scrittori si mettevano rispettosamente in coda per un'apparizione da lui: significava vendere parecchi libri in più.
Ora tutto questo non c'è più, manca a tanti italiani l'idea di andare a letto col «Costanzo show», e lui se la gode in radio (Rtl, tutti i giorni, alle 19), fa un programma in tarda serata su Rai1 con Enrico Vaime e ora è pure ospite fisso di Mara Venier a «Domenica In».

Lo strapotere ha lasciato spazio alla sola ironia. Ma non è finita qui. A Mediaset hanno pensato che decenni di «Costanzo show» meritavano una rispolverata. Le puntate più significative verranno riproposte il venerdì e la domenica alle 23.45 a partire dal 9 maggio, su Mediaset Extra. Non sarà un semplice blob, beninteso, perché Costanzo introdurrà ciascuna puntata.

Cosa fa, commenta se stesso?
«L'idea è stata di Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5 e di Mediaset Extra. Hanno scelto le puntate più significative. E io aggiungerò i miei commenti estemporanei».

Che effetto le ha fatto?
«Un grande lavoro di memoria: mi sono ripiombati addosso 25 anni della mia vita. Lo dico con un certo imbarazzo: rivedendo il "Costanzo show" mi sono reso conto che lì c'è la storia d'Italia».

Puntate legate alla sua vita?
«Quando la mafia voleva togliermi di mezzo con l'attentato».

Ha sempre detto di essere orgoglioso delle puntate dedicate alla lotta alla mafia che realizzò con Santoro...
«Vero, sento che abbiamo inciso. Nel 91 ricevemmo davvero tanti attestati».

Si è occupato molto anche di diritti civili. Una battaglia che ricorda?
«La confessione di Luxuria: raccontò di sé, del suo nuovo stato per avere il coraggio di confessare tutto a sua madre. Da lì in poi cambiarono molte cose. Ho dedicato grande spazio all'omosessualità e al matrimonio tra gay».

Va orgoglioso di tutti coloro che ha lanciato?
«Sì, assolutamente: Ricky Memphis, David Riondino, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta e tanti altri. Sono contento di aver rappresentato una umanità».

Si è mai pentito di aver reso famoso Vittorio Sgarbi?
«No, tranne quando esagera. Mi dispiace perché l'esagerazione copre l'intelligenza».

Le ha mai procurato dolore rivedere qualche puntata?
«Rivedendo qualcuno che mi stava accanto, come Franco Bracardi o Alberto Silvestri che non ci sono più».

Tante le bellissime salite sul palco del Parioli. La più sensuale?
«Afef. Era appena arrivata dalla Tunisia, meravigliosa. Marco Tronchetti Provera mi confidò di essere rimasto folgorato vedendola al "Costanzo show"».

Sente gratitudine attorno a lei?
«Sì, ma più dagli anonimi che dai noti. A parte Iacchetti e Covatta».

I politici?
«Venivano volentieri: erano il trionfo dell'insincerità».

Chi avrebbe desiderato al suo talk e che non ha avuto?
«Papa Woityla. Ci ho provato attraverso giri e ci sono andato abbastanza vicino. Alla fine monsignor Paglia mi disse: peccato perché tu gli saresti piaciuto».

Qual è oggi il suo rapporto con Silvio Berlusconi?
«Non mi capita più di sentirlo. A novembre, però, ero ricoverato all'ospedale San Raffaele e me lo sono visto entrare in camera, dopo tre anni che non lo vedevo. Mi ha fatto piacere perché abbiamo lavorato insieme per tanto tempo, ma oggi non lavorerei con lui per 25 anni. Come editore è stato meraviglioso, la politica l'ha rovinato».

Ma gli ultimi anni del «Costanzo show» sentiva noia, stanchezza?
«Stanchezza, perché c'era una forte contro programmazione anche dentro Mediaset che alla fine mi aveva esasperato, ma noia mai».

Le manca?
«Un po', ma non ho da lamentarmi. Alla radio arrivano centinaia di sms di gratitudine verso il "Costanzo show". Ho scoperto un legame fortissimo con il pubblico».

Se domani dovesse organizzare una puntata, quali sono i primi tre nomi che le vengono in mente da invitare?
«Matteo Renzi, Massimo D'Alema e l'attore Giorgio Pasotti»

E a chi vorrebbe tornare ad addormentarsi con il «Costanzo show», che dice?
«Mai dire mai» .

 

MAURIZIO COSTANZO E MARIA DE FILIPPI SPOSIMAURIZIO COSTANZO E MARIA DE FILIPPI Antonio Manganelli e Maurizio Costanzo MAGGIO ATTENTATO A MAURIZIO COSTANZO jpegMAURIZIO COSTANZO Maurizio Costanzo e Lino Banfi GIULIANO ADREANI MAURIZIO COSTANZO - copyright Pizzi

Ultimi Dagoreport

milan gerry cardinale zlatan ibrahimovic marcella verini giorgio furlani pierdonato vercellone donato

DAGOREPORT – ALTA TENSIONE AL MILAN TRA IL SENIOR ADVISOR IBRAHIMOVIC E L’AD FURLANI. LA SOCIETA’ E’ SPACCATA IN DUE FAZIONI: DA UNA PARTE CARDINALE, IBRA E LA POTENTISSIMA COMUNICATRICE DI RED BIRD E ELLIOTT MARCELLA VERINI, DALL’ALTRA FURLANI E IL CAPO DELLA COMUNICAZIONE DEL CLUB PIERDONATO VERCELLONE. LE DUE ANIME SI RIMBALZANO LA RESPONSABILITA’ DEL MANCATO INGAGGIO IN ESTATE DI ANTONIO CONTE – FURLANI GODE DELLA FIDUCIA DI PAUL SINGER, CHE CON ELLIOTT È DI FATTO IL PADRONE OMBRA DEL MILAN. È PROBABILE CHE IN ESTATE QUALCUNO SALTERÀ, SE NON TUTTI…

antonella antonia rosa costanzo - ex moglie di paolo berlusconi vittorio feltri

DAGOREPORT - ALLA VENERANDA ETÀ DI 81 ANNI, VITTORIO FELTRI ANCORA IGNORA CHE IL GALANTUOMO GODE E TACE. COME QUANDO HA SPIFFERATO IL MOTIVO DELLE SUE DIMISSIONI DALLA DIREZIONE DE “IL GIORNALE”: “ME LA FACEVO CON LA MOGLIE DELL’EDITORE”, ALIAS PAOLO BERLUSCONI - OVVIAMENTE LA REAZIONE DI ANTONELLA COSTANZO NON SI È FATTA ATTENDERE. E VITTORIONE HA PENOSAMENTE RINCULATO: “IL NOSTRO RAPPORTO ERA DI SIMPATIA E AMICIZIA” - DA PARTE SUA ANTONELLA COSTANZO CI TIENE A FAR SAPERE A DAGOSPIA LA SUA VERSIONE DEI FATTI… – VIDEO

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - LA "SPECIAL RELATIONSHIP" DI GIORGIA MELONI CON DONALD TRUMP ERA SOLO NELLA TESTOLINA BIONDA DELLA DUCETTA: QUANDO SI TRATTA DI COLPIRE L'EUROPA, IL TYCOON NON FA DISTINZIONI (LE TARIFFE AL 25% COLPIRANNO ANCHE L'ITALIA, MENTRE IL REGNO UNITO SARÀ ESENTATO) E LA PRESUNTA AMICIZIA CON LA "MERAVIGLIOSA LEADER" ITALIANA VA A RAMENGO - L'HANNO CAPITO ANCHE A DESTRA: BASTA SBIRCIARE IL TITOLONE DI PRIMA PAGINA DEL "GIORNALE" DI OGGI ("TRUMP, I PRIMI DUBBI DELLA LEGA") E ASCOLTARE LE PAROLE DEL MINISTRO URSO (FRATELLI D'ITALIA): "L'AMERICA PUNTA A DIVIDERE GLI ALLEATI EUROPEI" - LA "THATCHER DELLA GARBATELLA" E' INSOFFERENTE PER L'ATTIVISMO DI MACRON E STARMER MA I DUE SONO LEADER DI PAESI "PESANTI", CON ARMI NUCLEARI - PRIMA O POI L'UNDERDOG DOVRÀ ACCORGERSI CHE BACIARE LA PANTOFOLA DI "KING TRUMP" NON È STATA UNA BUONA IDEA...

donna sarda sardegna elly schlein

DAGOREPORT – ALLA DIREZIONE DEL PD, I RIFORMISTI DEM SONO SOBBALZATI SULLA SEDIA ALLE PAROLE DI ELLY SCHLEIN SULLA GUERRA UCRAINA: “NON SIAMO PER IL FINTO PACIFISMO DI TRUMP MA NEMMENO SIAMO CON L’EUROPA CHE VUOLE CONTINUARE LA GUERRA” - IL CLOU: QUANDO ELLY HA ATTACCATO LE INIZIATIVE SINGOLE DI MACRON E DI STARMER PER LA PACE, HA DETTO, TESTUALE: "ALL'EUROPA SERVE UN SALTO QUANTICO" (MA CHE CAZZO STAI A DI'?) - PICIERNO, PIERO DE LUCA, FASSINO NON CREDEVANO ALLE PROPRIE ORECCHIE: “QUINDI LA PACE SONO LE CONDIZIONI DETTATE DA PUTIN? ELLY, QUANDO LA SMETTI DI GIOCARE A NASCONDINO?” – ALTRO SCAZZO SUL REFERENDUM DELLA CGIL SUL JOBS ACT E SULL’ESERCITO COMUNE UE (TRANQUILLIZZATE LA DUCETTA: CON QUESTI SINISTRATI ALTRI 20 ANNI A PALAZZO CHIGI SONO SICURI…)

marina pier silvio berlusconi forza italia tajani barelli gasparri martusciello bertolaso

DAGOREPORT - PESSIME NOTIZIE PER LA “BANDA BASSOTTI” DI FORZA ITALIA (TAJANI-BARELLI-GASPARRI-MARTUSCIELLO) - OLTRE AL VILE DENARO (I FIGLI DI BERLUSCONI HANNO EREDITATO ANCHE LE FIDEIUSSIONI PER CIRCA 100 MILIONI DI EURO), C’È UN’ALTRA QUESTIONE FONDAMENTALE: LA FAMIGLIA DI ARCORE POSSIEDE IL SIMBOLO DEL PARTITO. UN SIMBOLO NEL QUALE CAMPEGGIA, A CARATTERI CUBITALI, LA SCRITTA “BERLUSCONI” - A DUE ANNI DALLA SCOMPARSA, IN CHE MISURA IL FANTASMA DEL CAV PESA SULLE PREFERENZE ELETTORALI? FONTI AUTOREVOLI HANNO SPIFFERATO A DAGOSPIA CHE LA PAROLA “BERLUSCONI” VALE IL 3,5% DEI VOTI. MICA BRUSCOLINI: SE SI TOGLIE AL 9,2% DI FORZA ITALIA (SONDAGGIO SWG) LA QUOTA “BERLUSCONI” (3,5%), COSA RESTA? UN PARTITO CHE POTREBBE FAR CONCORRENZA A VERDI & SINISTRA AL 6,5%