fortunato depero

UN FASCIO DI CULTURA - ALBERTO MATTIOLI: “DUOLE DIRLO. IL FASCISMO COMBINO' I DISASTRI CHE SAPPIAMO, MA FACEVA QUELLO CHE L’ITALIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA NON HA MAI FATTO: UNA POLITICA CULTURALE. I DEMOCRISTIANI AVEVANO IL POTERE MA NON ERANO INTERESSATI ALLA CULTURA E I COMUNISTI ERANO INTERESSATI ALLA CULTURA MA NON AVEVANO IL POTERE - VOGLIAMO FARE UN ELENCO DEI RISULTATI DELL’ITALIETTA LITTORIA? FUTURISMO, ARCHITETTURA, CARTELLONISTICA, LA PRIMA MOSTRA CINEMATOGRAFICA AL MONDO, L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA?, L’ACCADEMIA D’ARTE DRAMMATICA, L’ENCICLOPEDIA ITALIANA, ETC...”

alberto mattioli cover

Alberto Mattioli: “Gran Teatro Italia

Viaggio sentimentale nel Paese del melodramma” - Garzanti

– Estratto

………………..

Duole dirlo. Il fascismo combino i disastri che sappiamo, ma faceva quello che l’Italia democratica e antifascista non ha mai fatto: una politica culturale. I democristiani avevano il potere ma non erano interessati alla cultura e i comunisti erano interessati alla cultura ma non avevano il potere.

 

Invece, bisogna ammetterlo, il duce o, meglio, alcuni dei suoi consiglieri una visione della cultura l’avevano, magari per molti aspetti sbagliata, ma altrettanto spesso giusta. Vogliamo fare un elenco dei risultati?

 

DUX renato bertelli - profilo-continuo-1935

La prima Mostra cinematografica al mondo, il Centro sperimentale di cinematografia, l’Istituto superiore di sanita, l’Accademia d’arte drammatica, e poi naturalmente l’Enciclopedia Italiana, l’Accademia d’Italia (curioso pero che un regime cosi nazionalista scopiazzasse a man salva l’Encyclopaedia britannica e l’Academie francaise) e cosi via.

 

Quando nel 2007 il Deutsches Historisches Museum di Berlino fece il punto sull’arte dei totalitarismi europei del XX secolo con la mostra Kunst und Propaganda im Streit der Nationen 1930- 1945 mettendo a confronto l’Italia fascista, la Germania nazista, la Russia sovietica e, gia che c’era, l’America del New Deal in quanto grande caso di interventismo statale con relativi mecenatismi e commissioni, l’Italietta littoria risulto ampiamente la piu interessante, specie in arti «moderne» come il cinema o la cartellonistica, tanto che sulla copertina dello sterminato catalogo ci sono i Balilla di Albino Siviero, in arte Verossi.

mostra futurismo guggenheim boccioni

 

E, francamente, fra gli stakanovisti in marcia verso il sol dell’avvenire pero sempre stranamente statici di Stalin, i villici bavaresi con venti figli riuniti intorno al desco nazi-Biedermeier aspettando il discorso del Fuhrer alla radio o i murales a maggior gloria della Social Security di Washington (ma la fotografia americana dell’epoca e fantastica), i bombardamenti in picchiata dei nostri futuristi o, mettiamo, il Profilo continuo del Duce di Renato Bertelli (1933) vincono facile.

MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA FRANCESCA CAVALLIN

 

alberto mattioli

l’Enciclopedia Italianai Balilla di Albino Sivieroroberto rossellinimostra futurismo guggenheim dottori mussolini bottaila mostra sui balilla 6la mostra sui balilla 3mostra futurismo guggenheim depero

.................................

Ultimi Dagoreport

matteo salvini donald trump ursula von der leyen giorgia meloni ue unione europea

DAGOREPORT – IL VERTICE TRA GIORGIA MELONI E I SUOI VICEPREMIER È SERVITO ALLA PREMIER PER INCHIODARE IL TRUMPIAN-PUTINIANO SALVINI: GLI HA INTIMATO DI NON INIZIARE UNA GUERRIGLIA DI CRITICHE DAL MOMENTO IN CUI SARÀ UFFICIALE L’OK ITALIANO AL RIARMO UE (DOMANI AL CONSIGLIO EUROPEO ARRIVERÀ UN SÌ AL PROGETTO DI URSULA VON DER LEYEN), ACCUSANDOLO DI INCOERENZA – LA DUCETTA VIVE CON DISAGIO ANCHE LE MOSSE DI MARINE LE PEN, CHE SI STA DANDO UNA POSTURA “ISTITUZIONALE” CHE METTE IN IMBARAZZO LA PREMIER

ursula von der leyen giorgia meloni macron starmer armi difesa unione europea

DAGOREPORT – SI FA PRESTO A DIRE “RIARMIAMO L’EUROPA”, COME FA LA VON DER LEYEN. LA REALTÀ È UN PO’ PIÙ COMPLICATA: PER RECUPERARE IL RITARDO CON USA E RUSSIA SUGLI ARMAMENTI, CI VORRANNO DECENNI. E POI CHI SI INTESTA LA RIMESSA IN MOTO DELLA MACCHINA BELLICA EUROPEA? – IL TEMA È SOPRATTUTTO POLITICO E RIGUARDA LA CENTRALITÀ DI REGNO UNITO E FRANCIA: LONDRA NON È NEMMENO NELL’UE E L’ATTIVISMO DI MACRON FA INCAZZARE LA MELONI. A PROPOSITO: LA DUCETTA È ORMAI L’UNICA RIMASTA A GUARDIA DEL BIDONE SOVRANISTA TRUMPIANO IN EUROPA (SI È SMARCATA PERFINO MARINE LE PEN). IL GOVERNO ITALIANO, CON UN PUTINIANO COME VICEPREMIER, È L’ANELLO DEBOLE DELL’UE…

trump zelensky vance lucio caracciolo john elkann

DAGOREPORT – LUCIO E TANTE OMBRE: CRESCONO I MALUMORI DI ELKANN PER LE SPARATE TRUMPUTINIANE DI LUCIO CARACCIOLO - A “OTTO E MEZZO” HA ADDIRITTURA SOSTENUTO CHE I PAESI BALTICI “VORREBBERO INVADERE LA RUSSIA”- LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO È STATA L’INTERVISTA RILASCIATA A “LIBERO” DAL DIRETTORE DI “LIMES” (RIVISTA MANTENUTA IN VITA DAL GRUPPO GEDI) - L'IGNOBILE TRAPPOLONE A ZELENSKY? PER CARACCIOLO, IL LEADER UCRAINO "SI E' SUICIDATO: NON HA RICONOSCIUTO IL RUOLO DI TRUMP" - E' ARRIVATO AL PUNTO DI DEFINIRLO UN OPPORTUNISTA INCHIAVARDATO ALLA POLTRONA CHE "FORSE SPERAVA DOPO IL LITIGIO DI AUMENTARE IL CONSENSO INTERNO..." - VIDEO

giorgia meloni donald trump joe biden

DAGOREPORT – DA DE GASPERI A TOGLIATTI, DA CRAXI A BERLUSCONI, LE SCELTE DI POLITICA ESTERA SONO SEMPRE STATE CRUCIALI PER IL DESTINO DELL’ITALIA - ANCOR DI PIU' NELL’ERA DEL CAOS TRUMPIANO, LE QUESTIONI INTERNAZIONALI SONO DIVENTATE LA DISCRIMINANTE NON SOLO DEL GOVERNO MA DI OGNI PARTITO - NONOSTANTE I MEDIA DEL NOSTRO PAESE (SCHIERATI IN GRAN MAGGIORANZA CON LA DUCETTA) CERCHINO DI CREARE UNA CORTINA FUMOGENA CON LE SUPERCAZZOLE DI POLITICA DOMESTICA, IL FUTURO DEL GOVERNO MELONI SI DECIDE TRA WASHINGTON, LONDRA, BRUXELLES, PARIGI – DOPO IL SUMMIT DI STARMER, GIORGIA DEI DUE MONDI NON PUÒ PIÙ TRACCHEGGIARE A COLPI DI CAMALEONTISMO: STA CON L’UE O CON TRUMP E PUTIN?

friedrich merz

DAGOREPORT – IL “MAKE GERMANY GREAT AGAIN” DI FRIEDRICH MERZ: IMBRACCIARE IL BAZOOKA CON UN FONDO DA 500 MILIARDI PER LE INFRASTRUTTURE E UN PUNTO DI PIL PER LA DIFESA. MA PER FARLO, SERVE UN “BLITZKRIEG” SULLA COSTITUZIONE: UNA RIFORMA VOTATA DAI 2/3 DEL PARLAMENTO. CON IL NUOVO BUNDESTAG, È IMPOSSIBILE (SERVIREBBERO I VOTI DI AFD O DELLA SINISTRA DELLA LINKE). LA SOLUZIONE? FAR VOTARE LA RIFORMA DAL “VECCHIO” PARLAMENTO, DOVE LA MAGGIORANZA QUALIFICATA È FACILMENTE RAGGIUNGIBILE…

fulvio martusciello marina berlusconi antonio damato d'amato antonio tajani

DAGOREPORT – CE LA FARANNO TAJANI E I SUOI PEONES A SGANCIARE FORZA ITALIA DALLA FAMIGLIA BERLUSCONI? TUTTO PASSA DALLA FIDEIUSSIONI DA 99 MILIONI DI EURO, FIRMATE DA SILVIO, CHE TENGONO A GALLA IL PARTITO – IL RAS FORZISTA IN CAMPANIA, FULVIO MARTUSCIELLO, È AL LAVORO CON L’EX PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, ANTONIO D’AMATO: STANNO CERCANDO DEI “CAPITANI CORAGGIOSI” PER CREARE UNA CORDATA DI IMPRENDITORI CHE “RILEVI” FORZA ITALIA - LA QUESTIONE DEL SIMBOLO E IL NOME BERLUSCONI…