fedez cristiano iovino pestaggio

“FEDEZ HA CHIAMATO IOVINO. IL PESTAGGIO E’ STATO VIOLENTO. DOPO C’ERANO MACCHIE DI SANGUE OVUNQUE” – DUE TESTIMONI RACCONTANO L’AGGRESSIONE AL PERSONAL TRAINER, MALMENATO DA UN GRUPPO DI ULTRA’ DEL MILAN ARRIVATI INSIEME AL RAPPER – IOVINO, CHE HA RILASCIATO DIVERSE INTERVISTE ANCHE SUL SUO PRESUNTO FLIRT CON ILARY, NON SAREBBE STATO AGGREDITO AL SUO RIENTRO IN CASA, MA QUANDO, DOPO ESSERE SALITO NEL SUO APPARTAMENTO, NE È RIDISCESO, DOPO UNA TELEFONATA CON FEDEZ, ASSIEME A DUE AMICI PRESENTI DURANTE L’AGGUATO, POI SCOMPARSI E MAI INTERROGATI – I MOTIVI FUTILI DELLA LITE PER I TAVOLI IN DISCOTECA E LE MINACCE DEGLI ULTRA’ ALLA GUARDIA GIURATA CHE AVEVA VISTO TUTTO - “HO COMPRESO CHE TRA GLI AGGRESSORI CI FOSSE FEDEZ, PERCHÉ…

Davide Milosa per "Il Fatto Quotidiano" - Estratti

 

fedez

 

Due verbali per una notte. E per la precisione la notte tra il 21 e il 22 aprile scorso, quando il personal trainer dei vip Cristiano Iovino viene aggredito sotto la sua casa milanese in via Ulpio Traiano da un gruppo di ultras della curva del Milan che arrivano a bordo di un van nero assieme al cantante Federico Leonardo Lucia in arte Fedez. Il tutto dopo una discussione avvenuta ai tavoli della discoteca The Club tra Iovino e il rapper di Rozzano.

 

Questa la ricostruzione in mano alla Procura, alimentata da due verbali inediti e depositati con la richiesta di giudizio immediato per l’indagine “Doppia Curva”. I documenti aggiungono particolari mai emersi: ad esempio, Iovino non fu aggredito al suo rientro in casa, ma quando, dopo essere salito nel suo appartamento, ne è ridisceso, dopo una telefonata con Fedez, assieme a due amici presenti durante l’agguato, poi scomparsi e mai interrogati.

 

A parlare davanti agli investigatori della Squadra Mobile sono due testimoni: Salvatore A.

IL BUTTAFUORI BLOCCA FEDEZ IN DISCOTECA PRIMA DEL PESTAGGIO DI CRISTIANO IOVINO

noto produttore e dj internazionale, e Vincenzo B. guardia giurata di turno quella notte al civico 33/a di via Ulpio Traiano.

 

“La sera del 21 aprile – spiega il dj amico di Iovino – ci siamo incontrati alle 22.00 presso il ristorante ‘La Bullona’ per un compleanno. Anche Iovino era stato invitato. Ho visto Fedez seduto al tavolo in compagnia di altre persone. Iovino e Fedez non hanno avuto modo di interloquire”. Salvatore A. ricorda poi la chiamata di Iovino subito dopo il pestaggio: “Alle 3.45 mi ha detto: sono stato aggredito da 5/6 persone”. Sentito dai carabinieri, Iovino però dirà di non ricordare nulla.

Sulla lite al The Club, ancora il dj: “Iovino mi ha detto che non conosceva le persone e che i motivi della discussione erano futili, precisandomi che insieme a queste persone era presente Fedez.

 

I motivi della discussione erano dovuti allo spazio dei tavoli”. Ancora più sorprendente il verbale della guardia giurata: “Svolgevo il turno di vigilanza – inizia Vincenzo B.

iovino fedez

– ero appena rientrato nella portineria dal mio giro di ispezione quando ho sentito del chiasso provenire dalla strada, ci siamo resi conto che era in atto una rissa tra 8/9 ragazzi. Ricordo che” il mio collega “riconoscendo Iovino ha aperto il cancello per tentare di metterlo al sicuro all’interno del palazzo, ma questo ha causato l’ingresso di tutti gli altri perché Iovino non è riuscito a richiudere il portoncino in tempo. A quel punto abbiamo cercato di chiamare il 112”. Subito dopo le guardie giurate vengono minacciate da uno degli aggressori con queste parole: “Tanto vi abbiamo visto bene, sappiamo chi siete e dove venirvi a prendere

 

(…) Ancora Vincenzo B. a verbale: “Ho compreso che tra gli aggressori ci fosse Fedez, perché ho sentito più volte pronunciare il suo nome dagli amici di Iovino che erano presenti al momento del fatto”.

 

cristiano iovino

Circa mezz’ora prima dell’agguato, la guardia giurata ricorda: “Ho visto rientrare Iovino poco prima dell’aggressione, l’ho incrociato durante il mio giro di perlustrazione, aveva la camicia aperta e la giacca sulle spalle ed era in compagnia di due amici ed è salito nel suo appartamento. Venti minuti dopo è sceso insieme ad altri due uomini, per andare all’esterno del complesso, dove è rientrato velocemente inseguito dai suoi aggressori (…).

 

Da quello che ho sentito dire dagli amici di Iovino, pare che poco prima Fedez l’avesse chiamato per incontrarlo”. Scatta così l’agguato, con il gruppo che arriva a bordo di un van e mentre Iovino viene pestato i suoi amici restano in disparte per poi dileguarsi. E che il pestaggio, mai denunciato da Iovino, sia stato molto violento lo conferma lo stesso Vincenzo B. concludendo il suo verbale: “Quando ho accompagnato i carabinieri nell’appartamento, Iovino ha fatto una iniziale resistenza ad aprire, quando ha aperto ho notato che aveva il volto sporco di sangue. I militari sul pianerottolo hanno notato delle vistose macchie di sangue”.

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