GIORNALI ADDIO - NON SI FERMA LA CRISI DEL "GIORNALE" DI PAOLO BERLUSCONI, SEMPRE PIU' IN ROSSO: NEL 2013 HA AUMENTATO LE PERDITE DA 2,8 A 3,7 MILIONI

Andrea Giacobino per il blog 'andreagiacobino.wordpress.com'

Non si ferma la crisi de "Il Giornale", il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti e controllato da Paolo Berlusconi attraverso la sua holding Pbf, che ha bruciato fra lo scorso anno e questo oltre 7,5 milioni di euro. Nei giorni scorsi, infatti, presieduta da Gian Galeazzo Biazzi Vergani l'assemblea della casa editrice Società Europea di Edizioni (SEE) ha dovuto attingere alle riserve per coprire 3,7 milioni di perdite registrate nel 2013, in peggioramento dal rosso di 2,8 milioni del precedente esercizio.

Nella stessa assemblea, poi, è stato reso noto il budget 2014 che ipotizza una chiusura di bilancio con un passivo di 2,5 milioni e i soci, a cominciare dal fratello dell'ex premier per finire con la Mondadori, hanno dovuto sborsare altri 2,5 milioni dopo che lo scorso anno avevano versato 5 milioni per coprire parzialmente perdite pregresse.

L'analisi del conto economico mostra in primo luogo un calo significativo delle vendite in edicola del quotidiano, arretrate anno su anno da 35,7 milioni a 34,3 milioni; risultato quasi speculare alla diminuzione dei ricavi pubblicitari contrattisi da 15,3 a 12,4 milioni. La crisi del quotidiano di Via Negri non è stata frenata dalla diminuzione del costo di stampa de "Il Giornale", sceso da 8,1 milioni a 7,1 milioni e nemmeno dal taglio pesante dei costi del personale passati da 18,5 a 18,2 milioni.

La relazione sulla gestione dettaglia che la diffusione giornaliera del quotidiano è scesa nel 2013 a 116.000 copie dalle 128.000 dell'anno precedente.

 

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